Verdetti

di PalerLuca

E' stata una brutta giornata. Ma questo lo sappiamo tutti.

Tutti noi avvertiamo quella sensazione amara che ci ha preso sabato pomeriggio dopo il pareggio di Torino, e ce la siamo portata dentro durante la domenica calcistica, acuita man mano dai risultati degli altri campi.

La cosa strana di questo campionato, però, è che sarebbe stata una brutta giornata anche in caso di vittoria nerazzurra. Sarebbe stata l'ennesima vittoria quasi inutile, gli ennesimi tre punti che non cambiano nulla a livello di classifica, l'ennesimo trascinarsi di una situazione paradossale e folle in cui per arrivare in Europa, nemmeno in quella che conta, bisogna tenere un ritmo-scudetto. Vincerle tutte per arrivare quarti.

La follia, appunto.

Anche quando si vince si può individuare il peggiore in campo, il problema nel reparto debole, la prestazione opaca, figuriamoci in un pareggio come quello di sabato, in cui praticamente tutta la squadra ha fatto male.

Invocavamo il modulo adatto alla rosa, la difesa a quattro, il doppio mediano di centrocampo, il Banega rifinitore come una panacea di tutti i mali, e ne è uscita una prestazione scialba e incolore, condita dai soliti errori difensivi e dalla solita incapacità a fare gol.

L'ennesimo paradosso di una squadra che segna 14 gol nelle ultime tre partite e che ha nell'attacco il vero punto debole. Invece di accanirsi con i giocatori, con Pioli, con chi non è entrato e poteva fare la differenza, o con chi era in campo e ha sbagliato, vorrei fare una riflessione sul finale di questa stagione.

Sì, perchè parlare di questo punto ottenuto a torino come di una sconfitta, avere sempre questa sensazione amara dentro, è fondamentalmente inutile. Siamo tifosi dell'inter, vorremmo vincere sempre e questo è assodato.

Pareggiare contro il Torino però, fa parte di una serie di risultati che nell'ottica di un campionato standard, per il valore della nostra rosa, ci possono anche stare. D'accordo abbiamo giocato male, d'accordo potevamo fare di più.

Ma le squadre di calcio non sono macchine, possiamo mettere in preventivo prestazioni opache e passi falsi. 

A vincere sempre sono quelle squadre che hanno tutto in discesa, quelle che scendono in campo in 12 o che scendono in campo senza avversari, al massimo contro sparring partner con le maglie degli avversari di giornata che mentre perdono fanno torello per finire la partita in fretta.

Le partite giocate seriamente in una giornata storta, ci sta anche di pareggiarle.

Cosa succederà da qui alla fine della stagione quindi?

La differenza di punteggio tra Atalanta-Milan-Lazio e la nostra Inter è risibile. Sarà una tonnara senza precedenti, in cui conterà ogni punto per tutte queste squadre.

Capiterà di pareggiare o anche di perdere una partita, ma la differenza la faranno le tempistiche.

La squadra che perderà punti a fine campionato finirà necessariamente in fondo. Un pareggio oggi o tra 5 giornate costa sempre due punti, ma psicologicamente è molto diverso. Più si va avanti con il campionato e più perdere punti può pesare sul morale e sulla voglia dei giocatori.

Finire dietro a poche giornate dal termine può costare tantissimo e può portare a un crollo per qualsiasi squadra si troverà a inseguire.
L'obbiettivo attuale dell'Inter, quindi, non deve più essere l'irrealistico ''vinciamole tutte''.

Dobbiamo avere la freddezza di capire che i punti si possono perdere e che non bisogna guardare la singola giornata di classifica o i singoli risultati delle dirette inseguitrici.

Cerchiamo di rimanere in scia, di restare alla pari o uno-due punti dietro il quarto posto, per poi fare uno sprint finale e infilare il filotto giusto verso la fine.

Pareggiare oggi, anche se le altre hanno vinto tutte, non è un dramma. L'importante è fare lo sforzo alla fine e capire la cosa fondamentale di questo finale di stagione: il terzo posto era un sogno probabilmente irraggiungibile, ed ora è sfumato definitivamente. Il quarto posto, però, è ampiamente alla portata, tutte le altre perderanno punti da qui alla fine, dovremo essere furbi e bravi per perderne meno degli altri e vincere al momento giusto.

Poi, a risultato acquisito, sarà tempo di capire che siamo fuori dalla Champions per il sesto anno di fila, che abbiamo speso 100 milioni quest'estate per arrivare ancora quarti, e che serviranno misure drastiche per migliorare. Qualcosina abbiamo fatto di buono quest'anno, purtroppo non abbastanza, ma da lì si dovrà ripartire.

Senza lacune in rosa e con una direzione tecnica definita.

 

Le Pagellonze di Jon Bon Jovi

Handanovic: Incolpevole sia sul colpo di testa ravvicinato di Baselli sia sulla conclusione potente e angolata di Acquah. Respinge d’istinto un tiro deviato di Belotti, unico intervento di rilievo del suo match. Voto 6

D’Ambrosio: Prima convocazione in nazionale per il terzino ex-Toro, non adeguatamente festeggiata (7 duelli vinti su 16, solo 5 palloni recuperati). Si rende pericoloso con un destro al volo da fuori area e prova a dialogare con un Candreva irriconoscibile. Molinaro lo mette ripetutamente in difficoltà. Voto 5

Medel: Dovrebbe fare valere la sua maggiore qualità (rispetto a Murillo) in fase di impostazione, ma con il 66,7% di passaggi riusciti nella metà campo avversaria non è che brilli particolarmente... Esce per infortunio. La sua prestazione, soprattutto difensiva, è nel complesso positiva (6 palloni recuperati, 3 duelli vinti su 5). Voto 6

Miranda: Limita Belotti, supplendo con l’esperienza al gap in progressione. Il centravanti granata si vede raramente, merito del centrale brasiliano. Voto 6

Ansaldi: Il suo cross, con uscita a vuoto di Hart, è determinante per il pari di Candreva. Poco confortanti, nel complesso, i dati che sottolineano la scarsa precisione del terzino argentino in fase offensiva (52,4% i passaggi riusciti nella metà campo granata). Valga come significativa attenuante la mancanza di supporto da parte di un Perisic inguardabile. Voto 5,5

Gagliardini: Probabilmente la peggiore partita in nerazzurro, patisce alcune incursioni di Acquah al quale lascia spazio e tempo per calciare dal limite. Significativi tuttavia i dati relativi alla sua performance (83,6%  passaggi riusciti, 8 palloni recuperati, 10 duelli vinti su 13 complessivi). Voto 5,5

Kondogbia: Fortunato e caparbio nell’azione dell’illusorio vantaggio nerazzurro. Più incisivo di Gagliardini, ma non sempre nel posto giusto. Sostituito per l’inutile assalto finale, viene meno il filtro garantito dal francese (11 palloni recuperati e 14 duelli vinti su 18). Voto 6,5

Candreva: L’unica giocata decente è il tiro scagliato in porta dopo l’ennesimo svarione di Hart. Per il resto riesce nell’impresa di sbagliare tutto: cross, passaggi, timing delle giocate. Voto 5

Banega: Dopo le eccellenti prestazioni contro Cagliari e Atalanta ritorna evanescente. Non basta qualche delizioso appoggio al volo per illuminare la manovra nerazzurra. Giocatore di classe ma discontinuo. Voto 5,5

Perisic: Fallisce ogni genere di occasione. Il tutto con l’aggravante della mancata opposizione a Baselli sul corner del pari granata. Partita da incubo. Voto 4

Icardi: Offre alcuni buoni palloni ai compagni, ma Candreva e Perisic sono in serata negativa. Su un rimpallo semi-fortuito obbliga Hart alla parata più difficile del suo match. Voto 5

 

Sostituti

Murillo: In difesa si fa valere, ma affidargli l’avvio della manovra è deleterio. Voto 6

Eder: Si rende pericoloso con un tiro dal limite, disinnescato da Hart. Incredibile l’errata gestione della ripartenza che poteva valere il 3-2. Voto 6

Brozovic: Subito nel vivo del match, migliora la distribuzione del gioco (92,3% passaggi riusciti nella metà campo granata) e non demerita sul piano difensivo (5 palloni recuperati). Voto 6

 

Allenatore

Pioli: Mantiene in campo sino alla fine i peggiori del match, non trova contromisure adeguate alle ripartenze granata. Trasmette la sensazione di “subire” la partita e il confronto tattico con Mihajlovic. Voto 5

 

©dopolavorointer.com
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