Un povero ricco

by Mister X

Insomma, un girone di campionato (+1) e siamo rimasti qua. Come i cartoni di Wile E. Coyote, in cui lui correva fortissimo e si scopriva che non si era mosso di un passo. Fiumi di inchiostro, decine di partite, commenti e analisi e siamo di nuovo qui. I temi "caldi", e lo sono per forza visto che sono gli stessi di cui si parlava sotto l’ombrellone a luglio, sono la rosa corta anzi cortissima, i rincalzi scarsi anzi scarsissimi e il mercato povero anzi poverissimo.

Ringrazio tutti, stampa, TV, tifosi e blog, per questo revival estivo che mi porta alla mente spiagge e mojiti.

Poi però mi fermo e penso, ma alla fine siamo poveri o siamo ricchi? Zhang è un riccone tifoso con le mani legate dal Fpf/PCC o uno scaltro affarista che usa l’Inter per un guadagno indiretto?

La risposta è in realtà facile. Non importa. Non importa se siamo ricchi o poveri. Inutile dibattere sulle strategie o sulla borsa di Suning. Quindi mi spiace ma niente analisi socioeconomiche o calciominchiato qui, proviamo ad affrontare il tema da un altro punto di vista.

A settembre, dopo la deludente campagna acquisti, ci fu un concetto su cui pochi hanno puntato l’attenzione: volenti o nolenti la squadra di quest’anno sarebbe stata questa. Inutile nascondersi dietro un dito, il centrale extra di cui si parla e si parlava era l’unico obbiettivo reale non raggiunto, ma puntare su uno zoccolo duro limitato di giocatori per il solo campionato é stata una scelta consapevole. Si rischia di avere qualche infortunio, di avere dei buchi nell’11 titolare, ma non è un rischio casuale. La proprietà ha deciso di puntare su questa rosa, rischiando ma consapevolmente. Si è scelto di giocare questo torneo con 3 centrali di ruolo. Ora 2 sono infortunati e la squadra soffre, ma invocare il mercato o disquisire sulla ricchezza non serve perché la scelta della società è questa.

Se fossimo primi non farebbero mercato perché evidentemente la squadra è forte. Se fossimo 12esimi servirebbero 6-7 nuovi titolari e non li prendi a gennaio.

La morale è quella, questi siamo e questi restiamo. Forse si farà qualcosina se ci sono opportunità ma non serve valutare soldi, prestiti e affari. La prima scelta rimane usare questa rosa, adattare Santon o Nagatomo, inserire Dalbert o Joao Mario a prescindere se giocano bene o meno.

Spalletti ha ricevuto una rosa e il chiaro diktat che quella deve usare. Per questo si arrabbia se gli parlano di mercato, perché il suo lavoro è prendere questi giocatori e trarne il massimo, non dire "non vanno bene cambiatemeli".

Partendo da questa verità fondamentale, diventa ovvio che sapere quanto siamo ricchi o poveri, sapere chi arriva a gennaio o con quanti acquisti nuovi punteremmo al primo posto (un mese fa) o al quarto (oggi), è irrilevante.

Discutiamo piuttosto di temi di campo, visto che ce ne sono alcuni molto interessanti. Il Napoli ha fatto all in sul campionato ma dopo aver perso Ghoulam ha avuto una piccola flessione. La Roma perde con l’Atalanta con Naingollan in tribuna (per scelta societaria oltretutto). A guardare bene ogni squadra senza un giocatore chiave perde punti o comunque fatica di più. Sono corti anche gli altri? Non credo proprio visto che da sei mesi leggo peana sulle rose altrui, più complete e profonde.

Semplicemente in campo si va in 11, e di tutte le squadre solo la Juve, guarda caso l’unica che gioca in 12 e gioca su 3 fronti, ha un doppione di tutta la rosa, per ogni eventualità. Tutte le altre perdono qualcosa se manca un titolare, pur avendo una riserva di ruolo.

La soluzione è solo una quindi. Davanti ai problemi si stringe i denti e si lavora. Se Ranocchia e Miranda stanno male gioca D'ambrosio centrale. Se sta male pure lui, Santon, Nagatomo, un primavera. Chiunque giochi, per quanto fuori ruolo, dovrà metterci una pezza e lavorare il triplo per adattarsi finché dura l’emergenza. Non c’è mercato o scusa a cui aggrapparsi, non importa se non sei pronto o non conosci il campionato, se sei un terzino o un’ala e devi giocare al centro o in difesa. Sei un calciatore dell’Inter e se devi giocare giochi e dai tutto.

Nella peggiore delle ipotesi l’emergenza serve a vedere chi non si applica e pensa a sé stesso. Perderemo punti, faremo errori ma non esiste il mercato che ci salva. Chi è all’Inter ora deve puntare al massimo e lottare per l’obbiettivo. Non barcamenarsi in attesa degli acquisti né scoraggiarsi perché si fa mercato nel suo ruolo.

Da tifoso, per me il mercato è chiuso, non perché non ci serva nulla, ma perché dobbiamo farcela con quello che abbiamo. Che Suning sia ricca o povera, che non possa o non voglia comprare non importa. Se vogliamo arrivare in Champions il primo passo è credere che ci possiamo arrivare a prescindere da cali o partite storte.

08/01/2018 Categories: InterInDeep
©dopolavorointer.com
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