Un po' di Milan

by Rouje

Milan Skriniar non è Jeison Murillo. E non è detto che non faccia la stessa fine.

Arrivato dalla Sampdoria per una cifra parecchio onerosa (o forse, a giudicare dall’andamento del giocatore, un possibile affare), il nuovo “centralino” titolare della difesa dell’Inter sta sorprendendo un po’ tutti. Dall’alto dei suoi centottantasette centimetri, lo slovacco ha piano piano conquistato il cuore anche dei più scettici, confermandosi partita dopo partita come il vero colpo dell’estate mercantile dell’Inter. Ma come fare ad affermare con sicurezza che il buon periodo di Milan Skriniar non sia solo un fuoco di paglia? È possibile persuadersi del fatto che il giovane difensore non sia solo una meteora di passaggio, ma un astro nascente nel cielo di San Siro?

Una necessaria premessa alle considerazioni che seguiranno, è che Skriniar è ancora ben lontano dall’essere considerato una certezza. La giovane età e le ombre viste durante la prima parte della stagione alla Sampdoria, fanno di Milan Skriniar ancora un oggetto misterioso. Inoltre, l’inserimento repentino in un reparto arretrato abbastanza sgangherato come quello interista, rischia di fagocitare prematuramente quello che potrebbe essere un potenziale fenomeno della stagione 2017/18. Finora Skriniar si è dovuto muovere su una lastra di ghiaccio sottilissima, sobbalzando ad ogni crepitio della superficie: basti pensare ai minuti di attonito terrore che sono seguiti al suo scontro con D’Ambrosio nel match contro la Spal. Eccessiva pressione sulle spalle di un ragazzo così giovane potrebbe rovinare la sua crescita, appesantendolo con responsabilità forse troppo gravose. Si sa tra l’altro che Milano sia una piazza difficilissima, nella quale basta un attimo per perdersi tra i brontolii di tifosi molto esigenti. Starà a Spalletti proteggere e difendere il suo pupillo titolare, che fino adesso ha comunque risposto sempre presente.

Un grandissimo pregio di Milan Skriniar, è quello di essere un giocatore naturalmente agguerrito. La sua arma principale è la marcatura a uomo, e il suo fisico possente contribuisce non poco ad aiutare Milan ad arginare anche gli attaccanti più corpulenti. Di questo può certamente beneficiarne anche Joao Miranda. Il difensore verdeoro ha sempre mostrato pulizia ed eleganza negli interventi, scoprendo però troppo il fianco alla malizia di certi attaccanti: l’anno scorso Miranda ha esibito moltissime incertezze nella seconda parte della stagione, complice un Murillo svagatissimo e quasi sempre poco in sintonia con il compagno. Skriniar è di tutt’altra pasta rispetto al centrale colombiano. Milan è ruvido, forte e cattivo. Non ha paura di prender testate e di fare a sportellate (domenica ha fisicamente spostato di peso Marco Borriello, uno che non si lascia sradicare facilmente), sfoderando “Garra” sudamericana da vendere. Con ciò Miranda si sente più sicuro negli anticipi sugli attaccanti, sapendo che alle sue spalle ci sarà un ragazzo dell’est Europa pronto a fare il lavoro sporco. Non dimentichiamoci che le grandi accoppiate difensive sono quasi sempre formate da un buttafuori e da un centrale più elegante: Chiellini e Barzagli, Jerome Boateng e Javi Martinez, Piquè e Mascherano, Ramos e Pepe. È importante essere ben assortiti, in modo da poter gestire tutti i tipi di avversari, da quelli più rapidi e funambolici, alle torri rapaci. Grazie all’affiatamento tra i due centrali interisti, non è difficile capire come la sinergia creatasi tra Miranda e Skriniar possa andare a beneficio di entrambi: se lo slovacco impedisce alla punta avversaria di girarsi verso la porta, l’attaccante è costretto a fare da sponda per l’inserimento del centrocampista, dell’ala o dell’altro centravanti avversario. A quel punto, Miranda è libero di uscire in anticipo, sapendo di avere le spalle comunque coperte da uno Skriniar attento e diligente, in modo da non scoprire la zona centrale. L’Inter si troverebbe così poche volte a soffrire di quelle voragini che l’attanagliavano l’anno scorso, causate da un Murillo troppo distante dal suo uomo di riferimento e da un Miranda che usciva spesso a vuoto, lasciandosi alle spalle grandi porzioni di campo aperto.

Altra grande caratteristica di Skriniar, è il suo piede educato. Nonostante la stazza, il giocatore riesce a sfoderare passaggi rasoterra precisi e rapidi, senza perdere tempi di gioco per “riaggiustare” la sua andatura. È questa infatti la sua dote principale: nonostante un apparente scoordinazione, Skriniar riesce sempre e comunque a toccare la palla il meno possibile, in modo da non esporsi al pressing avversario in fase d’impostazione. Inoltre, Milan può affidarsi ad una buona ed ampia falcata per potersi buttare a testa bassa tra le linee avversarie e tentare di prendere in controtempo non solo l’attacco, ma anche il centrocampo avversario, ribaltando il fronte di gioco in pochissimo tempo. Esempio lampante della bontà delle sue uscite palla al piede, è la sassata con cui ha fatto tremare la porta difesa da Gomis nel match contro la Spal: partito palla al piede, Skriniar ha inforcato un corridoio centrale lasciato libero dalla squadra di Semplici, per poi scoccare una formidabile “tega” da centrocampo.

Skriniar, al contrario di quello che aveva mostrato Murillo, è meno spettacolare negli interventi e nelle chiusure: si concede poche scivolate e interventi al limite, e assai difficilmente lo vedremo mettere a segno gol in rovesciata da calcio d’angolo. Skriniar però è un difensore molto attento, che sembra riuscire a mantenere alta la concentrazione nell’arco di tutti i 90 minuti. Pochissime volte infatti si è lasciato andare a disattenzioni dovuti a cali di focus. Cosa che Murillo invece faceva di continuo, anche nei suoi periodi buoni. Con la speranza che possa meritarsi tutto l’anno il posto di titolare affidatogli da Spalletti, Skriniar ha davanti ancora un sacco di partite, e non è detto che non ne stecchi qualcuna.

Milan non è Jeison. Ma potrebbe finire altrettanto male, se non sta attento.

17/09/2017 Categories: Commenti post-partita Ipse dixit Serie A
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