Un passo alla volta

by Rouje

Il calciomercato sta entrando finalmente nel vivo dell’azione. E’ il periodo più bello dell’estate: le testate cartacee e online non si danno pace, nel tentativo di solleticare la fantasia della più sognatrice delle categorie umane. Che ovviamente è il tifoso. In un carosello di nomi nuovi, semi nuovi o arci noti, chiunque può vagheggiare la sospirata “stagione buona”, che sembra non arrivare mai. La Juventus vincerà finalmente la Champions League? (si spera di no). Il Milan riuscirà dopo anni a non far più vergognare i suoi tifosi? E poi l’Inter, dove intende arrivare?

Essendo io, come molti di coloro che leggeranno questo articolo, interista, ammetto che tra le tre, è l’ultima la domanda di cui più vorrei conoscere la risposta. In questi anni l’obbiettivo da raggiungere sembra essere stato il piazzamento per disputare (almeno) i preliminari di Champions. Con puntuale delusione degli abbonati e non solo, i Nerazzurri non sono mai riusciti ad afferrare l’ineffabile. Altre squadre, con meno storia e palmarès internazionale, sono invece riuscite agevolmente nell’impresa, rimediando poi però sonore batoste nel torneo più prestigioso del mondo. I continui fallimenti dell’Inter vengono imputati sempre alle solite cause: allenatori inadeguati, rosa inadeguata, dirigenza inadeguata. Insomma, sembra che negli ultimi anni non ci sia mai stata la vera e concreta possibilità di poter dire con convinzione all’Italia intera “Guardate che ci siamo anche noi”.

La stagione 2016/2017 sembrava quella giusta. All’inizio del campionato, la rosa era certamente tra le più competitive, soprattutto se confrontata con le dirette concorrenti: la Juventus era, a detta di tutti, sciatta e in disarmo, con il solo Higuain a fare da padrone ad una squadra priva di un centrocampo e di una difesa decenti. Sappiamo tutti poi com’è andata. La Roma e il Napoli parevano allo sbando, orfane entrambe di un centravanti di spessore (i partenopei perché “traditi” dal Pipita, i giallorossi perché nelle mani di un comprovato brocco): essendo il calcio uno sport quantomeno bizzarro, entrambe le squadre scoprono poi di avere in scuderia due stalloni, capaci da soli di trascinare l’intera squadra in una gloriosa cavalcata verso la vetta. E la favoritissima Inter? Affonda miseramente, trascinata dai soliti dubbi, insicurezze e frustrazioni di cui soffre da anni. Perché? Nessuno lo sa.

Anzi. Lo sanno tutti a quanto pare: allenatore(i) inadeguato(i), rosa inadeguata, dirigenza inadeguata. Come per ogni segreto di pulcinella, chiunque ha la sua illustre opinione. E per quanto illustre, un’opinione rimane tale, e cioè semplicemente fumo negli occhi. Nel calcio non c’è un ingrediente segreto o un trucchetto in grado, dal nulla, di trasformare una squadra imbarazzante in una corazzata formidabile.

Quella del pallone è una pseudoscienza: alla ricetta di base si aggiungono soldi, pazienza e un bel po’ di fortuna e si aspetta che qualcosa succeda. La paranoia da calciomercato non è richiesta: il Milan nel solo mese di giugno e in una manciata di giorni di luglio, ha rivoluzionato la squadra. Basterà? E chi lo sa. La Juve invece ha semplicemente aggiunto finora qualche paletto di rinforzo, senza svecchiare una difesa stagionata. Basterà? E chi lo sa.

Quello che l’Inter dovrebbe fare, non è rifondare una squadra o rinforzare interi reparti, ma CREARE un vero e proprio sistema. E’ per questo motivo che si stenta tanto a decollare: dopo anni e anni di dirigenza italiana, a volte vincente, a volte no, è estremamente importante cambiare completamente assetto. La società è già stata rivoltata come un calzino, soprattutto grazie all’arrivo di Sabatini. L’allenatore è stato cambiato, finalmente portando sulla panchina un sicuro vincente, non l’ennesima scommessa (non vorrei, ma devo necessariamente ricordare Stramaccioni, Gasperini, Mazzarri e De Boer). La rosa? Mancano ancora due mesi di calciomercato, un po’ di pazienza.

Il punto che vorrei sottolineare, è che nessuno, al giorno 7 luglio, può minimamente intuire quali saranno le sorti della prossima stagione: il campionato appena concluso ne è la prova provata, essendosi nel corso dell’anno rivelate errate tutte quante le previsioni fatte sotto l’ombrellone. E aggiungo, che è un gran bene che l’Inter stia agendo in modo silenzioso. Che i rossoneri si tengano i rinnovi faraonici di portieri ancora in fasce, rivoluzioni rumorose di una squadra che nonostante le grandi manovre rimane ancora un cantiere più che aperto. Preferisco tenermi una squadra un po’ indisciplinata ma dalle qualità indiscutibili, piuttosto che stravolgere per l’ennesima volta un gruppo di ragazzi che è sempre stato guidato da cinquantenni ben più immaturi dei propri giocatori. Per la prima volta da anni sento che l’Inter è nelle mani di persone competenti: lasciamo perdere per una volta i traghettatori, che a me fan venire in mente Caronte. E lasciamo pure perdere chi pensa che basti comprare a destra e a manca per costruire un gruppo vincente. La paranoia nel calcio serve a ben poco.

07/07/2017 Categories: Libero pensiero
©dopolavorointer.com
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