Un gennaio profetico?

di AngelOne

Ad Erick Thohir sono state chieste tante, troppe cose sin dal suo insediamento in società a novembre 2013.

Tabula rasa della dirigenza, cambio di filosofia, inserimento dei propri uomini, colpi sul mercato, cambio allenatore e chi più ne ha più ne metta: tutte cose onestamente infattibili in un lasso di tempo così ristretto, come magistralmente spiegato da Hendrik nel suo post di qualche settimana fa.

Addetti ai lavori, tifosi interisti e non, tutti liberi di sindacare su quello che era (è) ancora ignoto, vale a dire l’operato del magnate indonesiano, curiosi e affamati di novità e volenterosi di capire se davvero stia per cambiare più di qualcosa in casa Inter.

Gennaio non prometteva bene, risultati della squadra deludenti, nessun intervento sul mercato, eliminazione dalla Coppa Italia, volontà solo di cedere i componenti della rosa senza nessun colpo all’orizzonte.

L’apice (del peggio) 10 giorni fa circa, quando lo scambio tra Guarin e Vucinic con la Juve viene allo scoperto e sembra già cosa fatta.

Non mi è chiara ancora l’evoluzione della cosa, ma a conti fatti a stoppare quello che il trio Branca-Ausilio-Fassone stava per sistemare con la Juventus (evidentemente con l’avallo anche del presidente onorario Moratti che reputava l’operazione, parole sue, economicamente vantaggiosa) è proprio Thohir dall’Indonesia, con un paio di comunicati che mettono ko i bianconeri, lo scambio tra i due giocatori (già proiettati verso le loro nuove avventure) e anche la nostra stessa dirigenza.

Ma non sapevamo certo che quell’intervento era solo l’inizio di quella che potremmo chiamare “Operazione Thohir”: mentre i suoi (ex?) dirigenti continuavano a trattare D’Ambrosio col Torino (un mese e mille negoziazioni per un giocatore in scadenza a giugno), Erick atterrava a Malpensa e senza dichiarare alcunché a nessun giornalista iniziava i suoi giorni intensi in Italia.

Con l’affare Vucinic definitivamente bloccato, Thohir respinge anche le avance iniziali del procuratore di Guarin (ferito nel portafogli evidentemente per il mancato trasferimento del suo assistito) e va per la sua strada, una delle tante strade che portano a Roma: il suo obiettivo è regalare all’Inter Hernanes.

Sarà stata una richiesta di Mazzarri, aspetto che alimenta altro tipo di considerazioni, ma è una scelta quasi rivoluzionaria rispetto agli ultimi anni nerazzurri: niente più spese suddivise per 3-4 giocatori mediocri (la cui somma poi arriva a incidere negativamente su qualsiasi tipo di ragionamento economico), ma tutto (o quasi) su un unico giocatore che in società pensano possa rappresentare un primo scalino verso la rinascita.

Ma è una scelta rivoluzionaria anche rispetto a quanto lo stesso Thohir aveva finora affermato: “Vendere prima di comprare”.

E invece no: forse spinto dalla depressione dell’ambiente (più che dalle richieste del mister), spinto dalla volontà di non mandare a monte la stagione sin dal primo mese dell’anno (anche se ora rimane comunque solo uno spiraglio per l’Europa League), spinto forse dalla voglia di scegliere per la sua prima campagna acquisti un giocatore coi controfiocchi, ecco che il presidente ti piazza il colpo. 

Non vende nessun pezzo importante della rosa (certo, la sicurezza l’avremo con la chiusura del mercato turco) e va a trattare con Lotito (impresa titanica, complimenti per la scelta ardita come prima trattativa in Italia) per il Profeta.

Guardate, si può discutere tantissimo sulle caratteristiche del giocatore (c’è a chi piace, a chi no, chi lo ritiene indolente, chi un campione), ma poco si potrà discutere secondo me su questo tipo di scelta: abbiamo acquistato finalmente, dopo anni (2009), un giocatore di calcio in senso stretto. Basta mezze scarpette, basta mediocri coi piedi storti, basta calciatori che la maglia dell’Inter non dovrebbero vederla manco sulle figurine.

Thohir ci regala un centrocampista (offensivo, siamo in Italia) capace di stupire con la maglia della Lazio, con 118 partite giocate e 33 gol fatti in Serie A in tre anni e mezzo, che ha nelle sue corde dribbling nello stretto, tiro da fuori, inventiva e passaggio finale. Certo, soprattutto in questa prima parte del campionato abbiamo anche visto l’Hernanes distratto, finito addirittura in panchina con la maglia biancoceleste, ma spero siano stati tutti gli aspetti fuori dal campo (leggi rinnovo) a portarlo fuori strada finora.

Tra le altre cose finalmente un giocatore che sarà in grado di battere i nostri calci da fermo, che dei Taider e dei Kuzmanovic non ne potevo sinceramente più.

Quello di Hernanes è sicuramente un colpo: il miglior acquisto del calciomercato italiano, certamente tra i migliori a livello europeo.

Checché ne dica la carta stampata questo è un vero acquisto: 28 anni, nazionale brasiliano, titolare dell’Inter di oggi e di domani.

Dalla cintola in su iniziamo così a vedere un’Inter che potenzialmente può essere superiore a moltissime squadre: non so in giro quanti possano avere a disposizione gente come Hernanes, Kovacic, Guarin a centrocampo (lo so, Hernanes da Mazzarri verrà schierato come trequartista, ma il concetto non cambia).

Sì, proprio Guarin: salvo avvenimenti last minute il colombiano è stato bloccato sempre da Thohir, ricevuto dai dirigenti nerazzurri soltanto nella giornata di ieri. Si parla addirittura di rinnovo, ma a prescindere da ciò è un’altra scelta importante dell’”Operazione Thohir”: lo scambio con la Juve non si fa e tu caro Fredy, avendo un contratto con noi, resti qui e insieme capiamo come andare avanti.

Se ci pensate un avvenimento ancora una volta rivoluzionario, dato quello che il trio Branca-Fassone-Ausilio stava per partorire qualche giorno fa.

Così il presidente Erick, facendo perdere le sue tracce a chiunque, bloccando in prima persona gli affari con i bianconeri, andando a trattare con Lotito, evitando parole su Guarin, non entra in punta di piedi nel mondo Inter, ma inizia a farlo con scelte nette e importanti che probabilmente inizieranno a far ricredere i più scettici, anche chi aveva iniziato ad apostrofarlo come presidente senza portafoglio.

Nel frattempo comunica solo tramite i nostri canali ufficiali e spiega le sue scelte solo a bocce ferme, quando il mercato è chiuso.

Musica per le nostre orecchie, musica che ci dà la possibilità di iniziare a sognare un futuro finalmente diverso.

Thohir ha iniziato a togliere un po’ di quella brutta polvere accumulata sul nerazzurro, per troppo tempo colore maltrattato negli ultimi anni da un’area tecnica che ha portato per gran parte giocatori  (e allenatori) che per nulla si addicono alla nostra storia.

Per far sì che quella polvere scompaia del tutto e il nerazzurro torni a splendere come qualche anno fa saranno necessarie tante altre scelte e decisioni nei prossimi mesi, ma di certo partire con il piede giusto (come si è fatto) aiuterà.

Benvenuto Erick (ora per davvero), benvenuto Profeta.

01/02/2014 Categories: Libero pensiero
©dopolavorointer.com
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