Un buon derby

by Rouje

Se i giocatori avessero i guantoni e il campo fosse in realtà un ring quadrato, il calcio sarebbe la boxe e l’Inter avrebbe sicuramente vinto quest’ultimo derby ai punti. Così non è, purtroppo.

La squadra di Spalletti confeziona un’ottima prestazione, macchiata da due marchiani errori di Icardi che rovinano una partita controllata agilmente sul piano tecnico e fisico. Contro un Milan rognoso e frustrato dalla brutta sconfitta rimediata domenica scorsa a Torino, l’Inter impone un calcio semplice fatto di verticalizzazioni e cambi di gioco rapidi e precisi, alternando la ricerca dell’ampiezza della manovra alla giocata verticale. Quello che più manca è però la ricerca spasmodica del gol: Icardi escluso, ogni giocatore dell’Inter ha mostrato un’eccessiva timidezza sotto porta, preferendo sistematicamente l’assist o il passaggio in una zona del campo meno trafficata, piuttosto che tentare la classica “sventola” da fuori area o dal limite. Candreva, Cancelo, Rafinha, Gagliardini e persino Perisic oggi hanno mostrato non una scarsa freddezza sotto porta, ma una vera e propria angoscia nei confronti del gol. Pareva che nessuno tra i centrocampisti dell’Inter si sentisse a suo agio in area di rigore, tentando al più l’ultimo passaggio e non dimostrando quasi mai la ferocia necessaria da sfoderare in un derby. Se l’Inter sembra essere uscita dal tunnel della “mancanza di qualità”, sicuramente è ancora ben lontana l’uscita dal labirinto della “mancanza di mentalità vincente”.

Se l’attacco dell’Inter non riesce a pungere, difesa e centrocampo fortunatamente funzionano a dovere. Skriniar e Miranda si confermano la coppia difensiva più in forma della Serie A, giocando entrambi con una sicurezza e una pulizia a tratti sorprendente. Avere due centrali così forti nel gioco aereo, nell’anticipo e nella marcatura, fa sì che tutta la squadra benefici di una sicurezza che consente la ricerca della finezza e della giocata coraggiosa. Se l’Inter è bella e pure efficace, il merito è sicuramente da attribuire in parte ai suoi due scudieri.

Chi però una volta di più sfodera un’ottima prestazione è Marcelo Brozovic: il centrocampista croato è a tratti disarmante nella facilità con cui porta a termine giocate complesse in porzioni di campo trafficatissime, sbagliando pochissimo e rendendosi fondamentale anche in fase di recupero. Quella che un tempo veniva additata come svogliatezza e superficialità oggi sembra calma olimpica. Brozo riceve e ricama tra le linee come un veterano, sa sempre come trovare il primo compagno libero senza bisogno di girarsi e lo serve puntualmente senza sbavature. Palle rasoterra, cambi di gioco e passaggi filtranti sembrano ormai parti fondamentali del suo vocabolario calcistico e per questo Spalletti lo elogia in conferenza stampa.

Rimane, alla fine della partita, il rammarico di non aver saputo battere un Milan oggettivamente inferiore. La prestazione dei Nerazzurri è stata più che discreta: i miglioramenti dal punto di vista tecnico sono ormai tangibili e consolidati, e fa piacere che Spalletti sia riuscito a trovare la quadratura del cerchio. In questo Rafinha è stato fondamentale, permettendo di arretrare Brozovic e di far svolgere, finalmente, a Gagliardini il mestiere per cui è nato, ovvero il mediano vecchio stampo, e non un regista basso improvvisato. Purtroppo però l’Inter prescinde ancora troppo dalla vena realizzativa di Icardi, che stasera si divora due palle gol e lascia in bianco il tabellino della gara.

La vera sfida per i Nerazzurri però inizia adesso: l’Inter deve dimostrare di aver consolidato il suo attuale stato di forma, continuando a giocare un calcio pulito e bello da vedere. In più, le incertezze sui riscatti di Cancelo e Rafinha non devono minare la fiducia della squadra nei propri mezzi. E’ chiaro ormai che quest’estate dovrà essere fatto un sacrificio importante e, a prescindere dal piazzamento in classifica, l’Inter dovrà accettare di fare a meno di un pezzo fondamentale della sua rosa. Inoltre, le dimissioni plateali di Sabatini da direttore dell’area tecnica di Suning non aiutano certo un ambiente che ora più che mai necessita di tranquillità. La dirigenza ora dovrà lavorare duramente: i pochi fondi messi a disposizione dalla famiglia Zhang dovranno essere impiegati al meglio per non sgarrare l’appuntamento con la prossima stagione, che in caso di piazzamento Champions si preannuncia un punto di svolta decisivo per l’Inter che verrà.

05/04/2018 Categories: Commenti post-partita
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