Trequartisti

by Rouje

Alla decima giornata di campionato Luciano Spalletti sembra aver trovato la quadratura del cerchio, il bandolo della matassa e pure i due Leocorni. Al tecnico toscano è riuscito quello che ai più sembrava un vero e proprio miracolo, ovvero dare un’identità precisa e definita all’Inter più sottovalutata degli ultimi dieci anni (forse anche qualche anno in più). Nessun acquisto roboante e nessun tonico miracoloso: il segreto di Spalletti è stato iniziare fin da subito a lavorare duramente, giorno e notte, per spremere quanto più possibile una squadra che è sempre stata piena di potenzialità, ma che non aveva mai avuto l’occasione di esprimerla con continuità. L’ora di calcio spettacolo che cinquantaquattromila spettatori di San Siro hanno potuto ammirare martedì sera contro la Sampdoria, è la prova che finalmente l’Inter non solo ha i muscoli, ma anche un cervello.

Oltre all’ottimo lavoro di Spalletti c’è però un altro importante elemento da non sottovalutare: l’arrivo di Borja Valero Iglesias ha infatti cambiato completamente l’assetto dell’Inter, trasformando una squadra lenta e prevedibile in un’efficiente ed ordinato meccanismo. Lo spagnolo danza sul pallone, sfoderando giocate da fermo sorprendenti, cambi di gioco repentini e recuperi palla non certo banali. L’impressione che si ha è che l’ex Viola sia letteralmente ovunque durante la partita: Borja Valero sa ricevere palla e aspettare il momento giusto per scaricare sul compagno smarcato più vicino, magari dribblando uno o due avversari nel frattempo. Fino ad oggi, B. Valero non ha ancora steccato una partita, e difficilmente lo vedremo commettere disattenzioni fatali o errori da principiante. Valero infatti un principiante non lo è affatto, e la calma con cui riesce silenziosamente a guardarsi intorno alla ricerca della giocata più intelligente, è un chiaro sintomo di come sappia sempre quale sia la scelta giusta. E di conseguenza esegue.

Grazie al mediocampista spagnolo ora l’Inter riesce a sviluppare gioco in verticale, dote fondamentale per ogni squadra che si rispetti. Borja attira sempre su di sé la pressione di due o più giocatori: così facendo uno tra Perisic o Candreva ha sempre ampie porzioni di campo davanti a sé per correre e andare sul fondo. Se mai dovesse perdere un pallone (fin’ora sarà successo forse tre volte in dieci giornate), Borja Valero sa che alle sue spalle la coppia di corazzieri Vecino –Gagliardini penserebbe a come rimediare all’errore, sfoderando un po’ di cattive maniere nei confronti degli avversari.

Chi sembra quasi fuori dagli schemi di Spalletti è invece Joao Mario. Il portoghese proprio non riesce ad inserirsi nei meccanismi di quest’anno. L’impressione è che paradossalmente soffra tanto proprio per una delle sue migliori doti: Joao Mario è un giocatore che ama toccare il pallone e mantenere il possesso per un tocco in più piuttosto che per uno di meno, e ciò cozza con la filosofia interista di questa stagione, che si focalizza sulla circolazione rapida del pallone e mai sulle manovre insistite. Gli unici che sono autorizzati a correre con la palla tra i piedi, lasciando dietro di loro ampie porzioni vuote di campo, sono gli esterni offensivi, e qualche volta anche Vecino. Se per Perisic e Candreva correre sulla fascia non costituisce un problema, e per il numero undici uruguayano rispondere alla pressione avversaria risulta un gioco da ragazzi grazie alla  sua stazza, Joao Mario sembra ancora inadatto a potersi esprimere al meglio, perdendo troppi palloni in impostazione e non rientrando quasi mai sui ribaltamenti di fronte avversari. Contro la Sampdoria la sua mancanza di lucidità è quasi costata la vittoria: Joao Mario ha infatti sprecato almeno tre contropiedi d’oro, che sarebbero potuti costare un’assicurazione casco sul risultato.

Se da un lato la sorpresa Borja Valero ha fatto e fa gioire i tifosi interisti, Joao Mario sembra sempre più spaesato e irriconoscibile. Una vendita del portoghese a gennaio non renderebbe scontenti molti tifosi, soprattutto alla luce del fatto che l’Inter ha estremo bisogno di rinforzi in difesa e in mediana: la cessione del portoghese potrebbe fruttare il tesoretto per l’assalto a un centrale in più e per un rincalzo per Borja Valero, che è sì fortissimo, ma anche a rischio infortunio, data l’età “avanzata”.

27/10/2017 Categories: Libero pensiero Serie A
©dopolavorointer.com
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