Thohir, andiamoci piano

di Armilio

Non è mai molto elegante rivolgere un articolo agli stessi commentatori di un blog. E' un po' un guardarsi l'ombelico, ne sono consapevole e me ne scuso con tutti i lettori esterni. Però in questo caso è inevitabile. Sul blog si sta svolgendo una discussione che in realtà credo coinvolga tutta la tifoseria interista: l'approccio al nuovo, a Thohir. Thohir ha portato molte speranze, forse al momento disilluse, e questo sta scatenando opposte fazioni.

La paura principale è che Thohir sia arrivato per continuare con lo stesso leitmotiv degli ultimi 3 anni, magari con misure ancora più draconiane.

Ed è un timore che capisco.

Ma che Thohir volesse i conti in ordine lo sapevamo già. Tra l'intervista di Moratti ed i tweet di Thohir (il "modello Arsenal"), s'era capito che si cercava un modello di società che portasse ad un pareggio di bilancio. E bastava fare 2 ricerche – come abbiamo fatto noi a Giugno, ma che evidentemente sono oltre le possibilità di molti giornalisti professionisti – per sapere che Erick Thohir non è un magnate: è il figlio minore di una famiglia di magnati, ha una sua impresa di media cartacei e online che vale 300 milioni di fatturato, che fa parte delle aziende correlate all'impero di famiglia che invece ne vale 19 miliardi, ma non si sa assolutamente quante azioni dell'azienda di famiglia ha Erick e se la famiglia lo supporta in questi suoi investimenti sportivi.

Quello che si sa è che Erick non compare nella lista Forbes dei più ricchi al mondo, mentre invece compare il fratello Garibaldi; e che la famiglia si è presentata al momento delle firme nella figura del fratello, forse sotto richiesta proprio di Moratti. Che i suoi investimenti nello sport sono sempre stati fatti insieme a soci, come è successo anche con l'Inter. E che la sua idea di società di calcio è una idea di società che si autofinanzia e produce spettacolo. Il passaggio da società gestita in modo mecenatistico (Moratti stesso ha ammesso, sopratutto parlando del "triplete occasione mancata", di non essere riuscito a trasformare la società in qualcosa di diverso) a società gestita in modo professionale non può essere ne indolore ne immediato.

Il punto è:

-In quanto tempo vuole conti in ordine: Volerli subito vuol dire dissanguamento sportivo, perché 80 milioni di deficit sono tanti da ripianare; se lo vuole tra 2 anni invece, si può cominciare a lavorare più serenamente sul monte ingaggi, sopratutto con i contratti in scadenza.

-Quale strategia economica intende adottare per arrivarci: se più taglio della spesa o più un futuribile aumento degli introiti. Sicuramente non si possono aumentare gli introiti di merchandaising e stadio, come se ne è parlato spesso, con una squadra che arriva in Europa League in Serie A. 

-Quanti soldi può mettere come investimento iniziale, e quando: Per bloccare la spirale negativa in cui una azienda è in inviluppo da anni, molto spesso ci vogliono degli investimenti iniziali, anche a debito. Non è per forza necessario, ma senza investimenti diventa tutto più difficile, lungo ed incerto. Non è chiaro quanti soldi ha Thohir per questi investimenti, se li ha o se li ha ma non li può mettere subito dopo aver speso centinaia di milioni per comprare la società.

-Se vuole anche adottare una diversa strategia nell'area tecnica (la famosa "squadra eccitante") e se vuole farlo con giovani oppure con un mix più adatto a risultati sicuri ed immediati. 

Su tutte queste cose è stato poco chiaro, e di questo possiamo lamentarci, ma in compenso però ha già fatto intendere che preferisce avere come panchinari dei primavera per non dover pagare sostituti che non giocano, e presuribilmente spendere soldi per titolari. Una cosa che qui su DLI dicevamo da tempo.

Prima di tutto il nodo dirigenza: mi sembrerebbe davvero strano che rimanesse Branca. Per quanto non tutti siano d'accordo nel dargli colpe per le ultime stagioni, rimane sempre un dirigente di una vecchia presidenza e di una vecchia (a detta di tutti) strategia aziendale. Molte delle sue reali colpe o meriti non le possiamo sapere, possiamo solo vedere i – pessimi – risultati; ma spesso ai cambi di vertice si cambia buona parte della dirigenza proprio per fare una pulizia di situazioni incancrenite, legami extra-gerarchici, che una nuova proprietà non può conoscere a fondo come la vecchia, per quanto ora la vecchia proprietà sia affiancata alla nuova come socio di minoranza.

Ma potrebbe anche essere che è stato concesso a Branca – in accordo con Moratti – un'ultima possibilità a Branca. Una strategia giusta poteva essere infatti bloccare il mercato fino a Giugno, potendo decidere più tranquillamente il da farsi sulla dirigenza, e questo potrebbe essere un errore o un segnale del fatto che Branca è ancora in sella. Noi non lo sappiamo.

Anche con Mazzarri, premesso che bisogna comunque aspettare giugno – o vogliamo veramente buttarlo fuori a metà stagione, se lo vogliamo proprio buttar fuori? – non si è ancora capito se lo appoggia fino a giugno, lo appoggia per 2 anni per non rompere il contratto biennale, o lo appoggia per 2 anni perché lo trova compatibile con la sua idea di calcio (che doveva essere come detto "eccitante"). 

Ma bisogna anche precisare che, paradossalmente, noi tifosi ne possiamo sapere più di Thohir sulla nostra Inter. Quando – per me giustamente – molti chiedono un forte cambiamento nella nostra dirigenza, ci dimentichiamo che molti sono arrivati a questa conclusione dopo anni di osservazione appassionata e maniacale delle faccende interiste. E contro Branca e altri c'è quindi inevitabilmente una esasperazione che non può essere condivisa anche da Thohir, che non ha ancora detto – e spero non dirà mai – "tifavo Inter fin da bambino". Thohir avrà sicuramente dei consulenti sportivi che lo consigliano; ma non si può pretendere da lui la – giusta? – furia iconoclasta di parte della tifoseria interista. 

Non si possono già dare giudizi di merito sulla squadra che verrà, basandoci su voci – per quanto insistenti – sulla vendita di Guarin o addirittura Kovacic, senza che il mercato sia ancora aperto. In una visione "stile Arsenal" della squadra, la vendita di Kovacic sarebbe assolutamente ingiustificabile, ma quella del 28enne Guarin per giovani di qualità potrebbe essere sensata.

Ma sappiamo poco su Guarin e ancora meno su possibili acquisti, se ci saranno acquisti a Gennaio: si passa da Maher a Naingollan in un batter d'occhio, dalla giovane promessa esotica al medianaccio di compravata esperienza in serie A. 

Detto tutto ciò, bisogna poi rimanere con i piedi per terra. Onestamente Moratti è arrivato in una serie A che era il top del calcio mondiale. Erano in questi 18 anni che si doveva fare di più a livello internazionale. Ora come ora, già arrivare in CL sarebbe una buona cosa, e quindi le frasi "spaccone" dette da Thohir nel suo giro di interviste in Italia hanno sicuramente illuso molti, e sono state uno sbaglio.

Ma ricordiamoci di come Thohir si è mosso per comprare l'Inter, con una trattativa durata 5-6 mesi: Per Thohir dare segni forti ed immediati di discontinuità, a stagione inoltrata, non ha alcun senso. Stiamo parlando di gestione di una azienda, di capitale umano, non di politica, Thohir non ha fretta di migliorare i sondaggi. Diamogli tempo, diamoci tempo nel valutare meglio.

30/12/2013 Categories: Libero pensiero
©dopolavorointer.com
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