Tecnici

di JonBonJovi

Analizziamo potenziali e pro e contro di alcuni candidati alla panchina dell’Inter, fermo restando che la posizione di  Stramaccioni è tutta da valutare.

Walter Zenga

SI: Interista vero, conosce l'ambiente e avrebbe il supporto incondizionato del tifo Nerazzurro. Uomo di forte personalità, immagino che potrebbe assumersi le responsabilità della tanto attesa svolta. Sul piano tattico si è visto qualcosa di interessante quando allenava il Catania. Ha vinto con lo Steaua Bucarest nel 2004-05 il titolo in Romania, quindi ha centrato il bis (titolo serbo) con il Partizan di Belgrado (2005-06). Nel suo palmarès anche una Coppa di Serbia-Montenegro (2005-06).

NO:  L’esperienza come tecnico del Palermo non è stata positiva e causa assenza di offerte interessanti è “emigrato” in Arabia. Troppi i club cambiati da allenatore per qualificarlo come tecnico giusto per avviare un vero “progetto”. L’esperienza maturata non pare sufficiente per collocarlo su una panchina prestigiosa, scottante e instabile come quella dell’Inter.

Walter Mazzarri

SI: Una solida realtà del calcio italiano o meglio della Serie A. Allenatore esperto, predilige un calcio veloce fatto di contrasti, pressing e ripartenze. Positiva la sua esperienza alla guida della Reggina (dal 2004-05 al 2006-07) e poi della Sampdoria (2007-08 e 2008-09). Al Napoli ha contribuito alla crescita della squadra, centrando una Coppa Italia (2011-12) e disputando una buona Champions. L’Inter sarebbe un upgrade sensibile per la sua carriera, soprattutto in termini di prestigio e visibilità. Il suo contributo potrebbe farsi sentire sul piano della preparazione atletica e possibilmente della solidità difensiva (da tempo smarrita).

NO: Lacune comportamentali evidenti, non ha mai allenato una squadra di altissimo livello e non è chiaro come potrebbe reagire alla tensione derivante dall’obbligo del risultato. Il Napoli ha sprecato varie chances proprio quando la Juventus ha “frenato” e la possibilità di avvicinarsi ai leader della classifica era concreta. Il suo calcio si basa su una interpretazione particolare di un modulo (il 352) che a livello europeo non adotta nessuna squadra top, eccezion fatta per la Juventus.

Sinisa Mihajlovic

SI: Da secondo di Mancini ha fornito un apporto considerevole per “cementare” lo spogliatoio ed evitare certi “spifferi” divenuti di recente una triste consuetudine. Ottimo il rapporto instaurato ai tempi con Stankovic, Ibrahimovic e Balotelli. Fortissima personalità, le sue doti caratteriali sono indiscutibili e l’ambiente probabilmente lo accoglierebbe con spirito positivo. Buona la sua esperienza a Catania.

NO: C’è il rischio che il “legame” col gruppo storico dell’Inter lo ostacoli nel processo di cambiamento che occorre avviare. La sua forte personalità potrebbe causare scintille con alcuni giocatori difficilmente gestibili. Sul piano puramente tecnico/tattico suscita molte perplessità il suo rendimento alla guida di club medio/piccoli come Bologna e Fiorentina (condotta al 9° posto nel 2010-11). Da allenatore 111 partite e ben 39 sconfitte, incluso lo score non esaltante come tecnico della Serbia. Probabilmente immaturo per l’Inter.

Diego Simeone

SI: Carisma da vendere, passato nerazzurro di alto livello e conoscenza del calcio italiano. Preparazione tattica maniacale e voglia di vincere. Sempre. Ha condotto l’Estudiantes al titolo di Apertura 2006 e il River Plate al trionfo nel Clausura 2008. Nel gennaio 2011, dopo una negativa parentesi al San Lorenzo, diventa tecnico del Catania e lo conduce al 13° posto con 46 punti (1 in più del Catania allenato da Mihajlovic), record per gli etnei, almeno sino all’attuale 2012-13.

Al suo ritorno in Argentina porta il Racing Club di Avellaneda (formazione nella quale ha giocato il Principe Milito agli esordi) ad un inatteso 2° posto (Apertura 2011). La grande occasione gli viene offerta dall’Atletico di Madrid, il 23 dicembre 2011. Il Cholo vince alla grande l’Europa League 2011-12, sconfiggendo per 3-0 in finale l’Athletic Bilbao di Marcelo Bielsa e concede il bis europeo ai danni del Chelsea, umiliato 4-1 nella sfida di Supercoppa Europea. Ottimo il rendimento nella Liga 2012-13.

Carriera in ascesa, l’Inter rappresenterebbe un importante punto di arrivo.

NO: Poche contro-indicazioni. Tutta da valutare la sua capacità di gestione di uno spogliatoio nel quale l’influenza del gruppo argentino è significativa. Alcuni passaggi a vuoto della sua carriera da allenatore sarebbero mal tollerati all’Inter. L’Atletico di Madrid è la prima “grande” europea che il Cholo guida nella sua carriera, ma anche sulla panca madrilena vincere non è considerato obbligatorio…

 

18/03/2013 Categories: Libero pensiero
©dopolavorointer.com
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