Specialità della casa: bollito misto di allenatore

di AngelOne

Sono giorni travagliati per l’Inter e per noi tifosi, sconcertati dalla tremenda involuzione della squadra negli ultimi due mesi e da quello che (non) sta succedendo attorno a noi, con situazioni che richiamano in maniera sinistra tutte le seconde parti delle ultime tre stagioni.

Negli ultimi tempi Mazzarri è stato sempre più accostato a Stramaccioni e ai punti fatti dal romano in campionato, non senza risposte stizzite da parte del tecnico toscano che ha sempre risposto evitando confronti e ricordando la rosa ereditata e il nono posto di questa stessa rosa del 2012/13 (in realtà, quindi, facendo a conti fatti dei confronti). 

Io personalmente eviterei il raffronto tra i due (per me inutile) ma piuttosto farei una profonda riflessione sulle cose che accomunano entrambi: sembra essere tornati, infatti, esattamente a 12 mesi fa con risultati in calando, tenuta atletica in diminuzione, confusione in campo e fuori, rientri ritardati dalle vacanze natalizie e un mercato di gennaio che porta più delusione e disperazione che altro.

Ma tutti questi fattori non sono conseguenza della gestione Mazzarri bensì figli di un’Inter che non sa più che pesci prendere ormai da qualche anno.

Altrimenti come spiegarsi lo sfogo di Rafa, gli occhi lucidi di Ranieri durante la vittoria a Verona contro il Chievo, l’herpes di Gasperini, la faccia disperata di Stramaccioni e i capelli bianchi che vincono persino il classico castano chiaro di Walter?

Un allenatore dopo l’altro, stiamo diventando un remake in salsa calcistica (ahimè tremendamente lungo) di “Dieci piccoli indiani” in cui i protagonisti sono, loro malgrado, i nostri tecnici.

Con questo non li sto certo sollevando da responsabilità e colpe (che ognuno di loro ha avuto anche in maniera evidente) ma mi chiedo: è mai possibile mandare sulla graticola dal 2010 in poi qualsiasi allenatore?

Sono soltanto loro i limiti oppure tutto questo è conseguenza di una disastrosa situazione societaria?

 

Prima del passaggio di quote tra Moratti e Thohir gli anni post-Champions sono stati caratterizzati da scelte incomprensibili a livello tecnico e di strategia, mirate soltanto ad abbassare il deficit di bilancio (…) e il monte ingaggi, andando contemporaneamente ad abbattere in maniera esorbitante il tasso tecnico della squadra portandola ad essere sempre di più, nel corso degli anni, a una nobile (stra)decaduta, prima fuori dalla Champions, poi anche dall’Europa League.

È forse anche inutile fermarsi a ribadire alcuni concetti ormai triti e ritriti ma vedere oggi (come nella partita di ieri a Udine) ex giocatori ancora calcare il campo da gioco e attesi come coloro che potrebbero far svoltare la squadra, uniti a perfetti comprimari in grado di giocare forse in squadre di medio-basso calibro, rappresenta l’esatta dimensione di questa Inter.

La cosa che mi perplime è che neanche Mazzarri si è sottratto alle dichiarazioni nostalgiche verso molti di loro (“Aspetto il ritorno di Milito”) proprio come Stramaccioni desiderava il ritorno di Stankovic (“Il mio regista”), quando è palesemente chiaro, vedendoli giocare, che oggi possono dare poco più di niente.

Ma perché accade tutto questo?

Certo, la principale responsabile è ancora una volta la società che non ha dato un’alternativa degna che sia una agli allenatori, costretti poi, col passare dei mesi, a sperare nel ritorno dei vecchi campioni reduci da infortuni sempre più importanti.

Ma queste sono anche scelte personali dei tecnici, tecnici che sono stati storicamente sopraffatti dalla confusione attorno (e dentro) all’Inter per poi entrare nel pallone anche a livello tattico e di impostazione di squadra.

Non ultimo ad essere coinvolto, ahimè, è proprio il toscano: dov’è finita l’Inter dell’inizio di questa stagione, che, seppure senza strafare, aveva ritrovato una certa normalità di prestazione, una difesa più coperta, gol e una sensazione di essere sulla buona strada?

Perché di quell’Inter oggi non ce n’è più traccia neanche in minima parte?

Mazzarri è entrato nel loop che ha coinvolto finora altri suoi colleghi e sembra non uscirne.

In più c’è il peso del cambio societario avvenuto a novembre che ha certamente portato ulteriore baraonda tra i dirigenti e anche gli stessi calciatori.

È stato questo a incanalare la nostra stagione verso binari oscuri che già dolorosamente conosciamo?

Questo clima da “liberi tutti” che si assapora nelle ultime settimane è il triste commento alle nostre prestazioni in campo, con pochi gol, quasi nessun tiro in porta (non in una partita, ma in più partite), con calciatori a pascolare in campo, con un allenatore in palese difficoltà in panchina e nelle dichiarazioni nel post partita, dichiarazioni che ricordano tremendamente quelle dei suoi predecessori, con un’aggravante: quella, appunto, di non capire (dall’esterno) a chi sono rivolti i suoi appelli, a chi lui (e noi tifosi) fa riferimento, cosa può aspettarsi da questa nuova proprietà a breve termine (non è un’accusa a Thohir e soci, è un’analisi dell’attualità), perchè c'è questo incredibile vuoto di potere (spero passeggero).

Dov'è il direttore dell'area tecnica? Perchè per l'ennesima volta vediamo soltanto l'allenatore mandato in avanscoperta ai microfoni dei giornalisti?

Io personalmente spero di vedere da parte della proprietà indonesiana (per l’estate) l’esautorazione di tutta l’attuale dirigenza, capace di creare suddetto clima attorno alla squadra e a qualsiasi mister, capace di costruire una rosa indegna per due dei colori più blasonati nel calcio mondiale (il nero e l’azzurro), capace di non fare chiarezza durante la gestione precedente, figuriamoci durante la transizione societaria attuale.

Ma altresì spero sia già assestata nell’ottica di riazzerare, senza fare chissà quali mosse, una buona parte della mediocrità insita nell’attuale rosa non rinnovando a nessuno dei calciatori in scadenza (che si potrebbero sostituire anche facilmente), consegnando alla gloria della storia nerazzurra giocatori che oggi fanno esclusivamente presenza e in campo sono spesso deleteri.

Noi abbiamo bisogno di altro, di un vento nuovo, di aria fresca.

Nel frattempo, caro mister Mazzarri, cerchi di recuperare il recuperabile, anche se credo onestamente che, anche dopo l’eliminazione dalla Coppa Italia, la stagione sia terminata già ieri.

E dirselo a gennaio non è proprio una gran cosa.

Ma la confusione ormai regna sovrana anche nella sua testa e gli errori sono marchiani nelle ultime prestazioni (tra l'altro perché non puntare sull’unico trofeo disponibile con quella formazione da film horror? Mah).

Società allo sfascio (economico e tecnico) e dirigenti inadatti hanno sfornato anche per quest’anno il loro piatto preferito: bollito misto di allenatore.

Nel frattempo, però, noi tifosi mastichiamo amaro.

Chissà ancora per quanto tempo.

10/01/2014 Categories: Libero pensiero
©dopolavorointer.com
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