Spalletti fantastici e come trovarli

Passato Presente e Futuro

by Peluke

24/05/2018

Luciano Spalletti si è presentato davanti alla stampa, come promesso, proponendo le sue verità, rispondendo a domande imbarazzanti solo per chi le ha fatte.

Ne è uscito uno spettacolo che difficilmente trova riscontro nell'ipocrita mondo mediatico-pallonaro italiano.

Ipocrisia che ci ha talmente permeato da far apparire alcuni passi con un'esposizione sincera e schietta degli attacchi a volte quasi volgari.

La conferenza stampa di oggi è seguente una riunione fiume di 5 ore che si è svolta ieri che dovrebbe aver portato alla definizione dell'allungamento del contratto del mister ed a preparare quanto si sarebbe dovuto dire oggi.

Il fatto che Spalletti si sia permesso delle accuse così precise, potrebbe essere il frutto di un accordo con la società stessa; una specie di premio per il raggiungimento della Champions League.

Sostanzialmente ha confermato quanto era abbastanza ovvio dopo il mercato estivo 2017:

1. E' stato ingaggiato con promesse di campagna acquisti faraonica

2. Sono stati ceduti giocatori senza che ci si ragionasse sopra perché poi sarebbero stati sostituiti da toppleyer

3. Presi un paio di rincalzi, si è dato lo stop lasciando la squadra incompleta.

4. Nessuno si è preso la briga di metterci la faccia se non lui.

5. Ha preso atto, ha scazzato, ma, conscio del suo ruolo, si è tirato su le maniche ed ha costruito la stagione che si è conclusa col 4 posto.

Ha bruciato almeno 2 domande su Rafinha e Cancelo, lasciando una porta aperta per il post 30/06; personalmente sono convinto che Rafinha punterà i piedi e farà di tutto per farsi spedire in prestito all’Inter un altra stagione.

Ha letteralmente riempito di guano l’inviato della Gazzetta sui due pesi e due misure usati nel giudicare Inter e Milan; il cuor di leone si è ammutolito e ritirato in buon ordine, dopo essere stato trattato come un pagliaccio

l'inviato di Tuttosport visto l'andazzo ha preferito cambiare tipo di domanda pena l’essere riempito pure lui.

Ha indicato i profili che gli servono: un paio di giocatori in  grado di saltare l’uomo, un CC che sappia dove stare in fase d’attacco. (Nda: non sono quelli che si chiedono da almeno un paio d’anni, caro Pierino?).

Ha fatto un elogio commovente di Ranocchia definendolo un puro, interista al 100%; Indicato in Skriniar il pilastro su cui costruire la squadra del futuro, ha blindato Brozovic facendo mea culpa sul ritardo nella lettura dell’attitudine come mediano; non si è particolarmente agitato su una eventuale partenza di Icardi, cosa che è passata quasi inosservata.

Ovviamente non è mancata la supercazzola prematurata con doppio scappellamento, quando ha palesemente perso il filo mentre rispondeva ad una delle pietose domande dei media.

Cosa ci riserva il futuro? Fino al 30/06, lacrime e sangue, poi si vedrà. Anche per quest’anno bisogna scordarsi spese pazze, anche se dall'1/7 qualche soldino in più ci sarà

Quindi? Tutto qui?

C'è un'altra chiave di lettura.

Questa tirata nei confronti di “quelli del lato destro” (la dirigenza, nda) , questo Noi e Loro, questa puntualizzazione continua circa la necessità di definire pubblicamente gli obiettivi, potrebbero essere il tentativo di chiamare allo scoperto che abitualmente agisce nell’ombra e si nasconde dietro l’allenatore, per metterlo di fronte alle proprie responsabilità e costringerlo a pagare in caso di fallimento.

E’ stato lanciato un altolà alla società, anche ad Antonello; accendere il cervello prima di aprire la bocca e promettere obiettivi che richiedano pesanti investimenti senza averne la possibilità.

Spalletti il capro espiatorio per le cazzate dei dirigenti non è più disposto a farlo; il messaggio pare destinato anche a Steven Zhang.

Mi auguro, come detto all'inizio, che tutto fosse concordato; in caso contrario ci sarebbe da essere preoccupati.

A proposito, Qualcino sa spiegare qual’è il ruolo di Gardini? Nel senso: come passa il tempo durante la giornata? Quali obiettivi ha? Come viene misurato?"

 

Sassolini e montagne

by Mister X

Alla fine, il buon Luciano si è tolto svariati sassolini dalla scarpa, legittimi o meno, consegnandoci l’idea di un futuro buio come una montagna infinita da scalare.

Siamo sicuri che sia veramente così? Come sono le prospettive dell’Inter oggettivamente?

Partiamo da alcuni presupposti.

-Steven Zhang e Spalletti hanno avuto un incontro insieme a Zanetti Ausilio e la dirigenza tutta nella giornata di mercoledì. L’incontro durato 4 ore non può non aver toccato certi temi, inclusa la conferenza stampa di giovedì pomeriggio, in cui Spalletti non è stato tenero con la società. L’idea che Luciano abbia di fatto sputtanato la dirigenza così all’improvviso inaspettatamente è semplicemente folle, i contenuti devono per forza essere stati concordati prima.

-Uno dei concetti chiave espressi è l’inadeguatezza della rosa rispetto all’obbiettivo fissato. Ora lo possiamo dire, era stato chiesto il piazzamento Champions, Spalletti l’ha definito possibile in base alle idee di mercato discusse, poi quel mercato non è stato fatto ma è rimasto l’obbiettivo, divenuto però molto difficile con la rosa ottenuta.

-Spalletti ha dovuto di conseguenza mentire: avendo promesso di farsi sentire in caso di promesse non mantenute, ha preferito invece star zitto e lavorare comunque per la Champions, sapendo che in caso di fallimento avrebbe avuto comunque la giustificazione pronta e in caso di successo avrebbe potuto assumersi i meriti di un’impresa sportiva.

-Altra premessa interessante è il riferimento a Vecino e Valero, chiesti dal tecnico sì ma non per fare i titolari. I due, più Dalbert e forse anche Skriniar, sono stati presi come "contorno" in attesa di una portata principale che poi non è arrivata. Sapendo di avere poniamo 200 milioni da spendere, operazioni come i 30 per il centrocampo della fiorentina sono fatte a cuor leggero. Ovvio che se si fosse partiti dall’inizio sapendo il tetto massimo forse avremmo fatto acquisti diversi, non basandoci su un 32enne in calo come titolare inamovibile di tutto il girone d’andata.

-Corollario di questo è il ruolo di Sabatini, l’unico ad aver parlato di grossi nomi ai giornali e l’unico ad avere autorità maggiore legata in teoria agli acquisti di peso. Possiamo ipotizzare un Ausilio dedicato ai colpi di contorno a basso costo, e un Sabatini puntato a trattare Naingollan o Di Maria. Ovvio che in una situazione economia più modesta solo il primo è utile, di cui le dimissioni.

-Il mancato riscatto di Rafinha e Cancelo non è l’apocalisse, ma la dimostrazione di come i conti non possano essere sistemati a cuor leggero con iniezioni di capitale, che sia per colpa del governo cinese o per il Fpf. Fino alla chiusura del bilancio non si può spendere perché c’è un (piccolo) passivo da far tornare. In questo senso si è fatta disinformazione sul peso della Champions che rileverà solo dall’anno prossimo. Comunque non è detto sia un male: Rafinha è rimasto alla pinetina sei mesi, tutto il tempo per accordarsi con l’Inter su stipendio e tutto. Al Barcellona non interessa un giocatore che non vuole restare e che ha già un accordo altrove, e non può venderlo se Rafinha vuole solo l Inter. Potremmo finire per prenderlo a meno dei 35 pattuiti.

Cancelo verrà lasciato andare senza rimorsi, le alternative non mancano.

-Il riferimento a Icardi non ci parla di uno Spalletti intenzionato a lasciar andare Maurito, ma ci dice che tra lui e Skriniar, è l’argentino quello che ha dubbi. Mauro vuole restare, ma vuole anche garanzie economiche e di mercato. Milan invece ha solo l’Inter in testa ora, è al primo anno e le sirene estere torneranno a ogni sessione di mercato, guadagnerà il triplo già___0 prima di settembre e per pensare di andar via c’è tempo.

La cosa importante è che non aver soldi da spendere non vuol dire dover vendere a ogni costo: i migliori resteranno tutti.

-Altro punto fondamentale è la doppia faccia della medaglia Champions. Spalletti ha ragione a dire che la qualificazione è diventata difficile con il mancato arrivo di campioni e le presunte riserve costrette a fare i titolari, e ha ragione a dire che gli obbiettivi vanno commisurati ai mezzi dati.

Ha però torto nel vantarsi troppo di questo risultato. Umanamente comprensibile la rivalsa contro le critiche feroci, ma la teoria lascia il posto alla pratica. L Inter di settembre era inadeguata, l’Inter di dicembre era prima, con il Milan in crisi nera e Lazio e Roma rallentate dalle coppe. Per quanto a inizio anno fosse difficile la corsa teorica al quarto posto, da dicembre in poi tutto era in discesa. La crisi è figlia dei problemi di rosa e di mentalità ma anche Luciano poteva fare di più. Esempio chiave è il Leicester, partito per salvarsi, ma trovatosi a lottare per il titolo. A un certo punto conta il presente non quello che pensavi a inizio anno.

- Ultima precisazione la dedichiamo alle parole di Steven Zhang. L’idea di Suning appena sbarcata nel calcio italiano era un progetto grandioso, con squadre satellite, mercato globale gestito da Sabatini, soldi illimitati per il mercato. Poi si dice che il governo abbia messo un blocco, ma io ci vedo (anche) altro. Secondo me hanno imparato in fretta che l’approccio a suon di milioni di euro non avrebbe portato benefici pari ai soldi spesi. Una rete di società satellite è un costo enorme e porta benefici relativi sul mercato con i controlli Uefa. L’acquisto di campioni a cifre folli non ha avanzato la cifra tecnica del calcio cinese di un millimetro, son stati trattati anzi come vacche da mungere.

Credo che Zhang abbia scelto una strada diversa. Crescita costante del fatturato e del brand, uscita dai paletti economici, creazione di una società solida che sfrutti le potenzialità economiche enormi dell’Inter. Il Manchester United non ha vinto molto più di noi, ma nei 20 anni di Ferguson è diventata una macchina da soldi allucinante. Suning pensa a questo, un progetto che non dipenda strettamente dai risultati sportivi ma che li innalzi naturalmente con la forza del fatturato. Niente sogni, tanto lavoro.

Cosa possiamo dire del futuro quindi?

Io credo che la previsione più realistica sia questa. 

Plusvalenze fino a coprire i 30 mln necessari entro giugno, con lavoro sottotraccia per gli acquisti.

Da luglio avremo gli stessi soldi dell’anno scorso per gli acquisti, circa una 50ina di milioni, più l’aumento dei ricavi e la Champions. In totale per il mercato dovremmo avere sugli 80 milioni con cui prendere 4-6 giocatori.

Stara ad Ausilio e a Spalletti scegliere se prendere due giocatori intorno ai 30 più qualche operazione di contorno o scommessa, se prendere uno da 50 e due o tre da 10. Oppure se prendere svariati giocatori a poco magari con un colpo alla Skriniar in mezzo. Finora le tracce portano alla prima opzione, anche se la seconda sarebbe meglio.

Verosimilmente Luciano avrà la squadra in mano per il 18 agosto.

Poi quest’anno abbiamo visto come le teorie di inizio stagione vengano stravolte, chissà che magari stavolta invece di un periodo di crisi non ci si trovi a febbraio in piena corsa. Magari anche in Europa. Con giocatori e tecnico migliorati anche grazie agli errori attuali.

25/05/2018 Categories: InterInDeep Libero pensiero
©dopolavorointer.com
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