Sondaggio - Ecco i risultati

by Rouje

Eccoci qui. Ad una settimana (circa) dal “sondaggione” Nerazzurro, si può che dire l’esperimento, dopo tutto, non sia andato poi così male. Ringrazio innanzitutto la splendida partecipazione di tutti, sia di chi ha dato un voto alle varie voci nei commenti, sia chi semplicemente ha espresso una sua piccola opinione o ha anche solo letto il post. Dopo aver raccolto tutti i dati e le considerazioni attraverso la lettura dei commenti al post precedente, si possono estrapolare diverse considerazioni.

Complessivamente si può dire che la rosa dell’Inter, perlomeno nei suoi titolari, goda di un buon livello di fiducia da parte dei suoi tifosi. Più che la qualità di base viene apprezzato l’impegno di un organico, a detta più o meno di tutti, striminzito. Come se non bastasse, oltre al numero ridotto di giocatori tra titolari e riserve si aggiunge il fatto che queste ultime, nella percezione della maggioranza, non siano adatte a sostituire validamente gli undici iniziali, accentuando ancor di più la crisi numerica dell’Inter. In questi giorni sembra però che i Nerazzurri si stiano muovendo discretamente bene sul mercato, cercando di colmare il buco lasciato ad inizio stagione. E’ arrivato un centrale difensivo, si stanno cercando degli innesti sulla trequarti e sugli esterni, magari anche qualcuno per la mediana. Se questi acquisti dovessero concretizzarsi, Spalletti avrebbe una rosa numericamente completa.

Su Spalletti le idee sono chiare: voti alti (tutti che oscillano tra il setto e l’otto) e piena fiducia in un allenatore preparato e combattivo. Lo stop degli ultimi tempi è da attribuire alla rosa corta e al calo di forma di due giocatori chiave come Perisic e Icardi. Al croato in particolare non vengono risparmiate alcune critiche severe, imputando la sua scarsa incidenza al basso livello di concentrazione e alla sufficienza con cui recentemente è sceso in campo. Averlo venduto ad agosto sarebbe stata la scelta giusta?

La sezione che si becca più insufficienze è quella dedicata alla dirigenza, in particolare al gruppo Suning e alle sue scelte organizzative e la sua pianificazione. L’impressione globale è che l’improvviso stop di metà estate abbia spiazzato eccessivamente Mister Zhang e la sua holding: l’ingiustificato e brusco arresto delle trattative più importanti (per intenderci, quelle per Vidal, Nainggolan e Schick) è stato avvertito dai tifosi dell’Inter come una grande delusione e una mancanza di rispetto, dopo i proclami con cui la dirigenza cinese si era presentata ai primi di giugno. In più, l’opacità con cui il gruppo Suning distribuisce le informazioni relative agli obbiettivi, i piani e i limiti del mercato e del rapporto con il governo centrale cinese, non fanno che aumentare le perplessità relative alla gestione discontinua di Mister Zhang. Quello che i tifosi, i giornalisti o chiunque fosse un minimo interessato al mondo del calcio vorrebbero, è un’apertura o una dichiarazione con cui dissipare tutti i dubbi che ruotano intorno a quella che, ancora oggi, è una dirigenza lontana da Milano e dai reali bisogni dell’Inter. I motivi dei mancati investimenti sono da cercarsi nei vincoli dell’FFP? O nei diktat di Pechino? O in ulteriori ragioni legate a valutazioni di opportunità?

Al duo Sabatini-Ausilio vengono date valutazioni che nel complesso arrivano alla sufficienza, anche se con parecchie riserve. Vengono riconosciuti i meriti per gli acquisti di Skriniar, Vecino e Borja Valero, ma viene anche giustamente criticata l’acquisizione di Dalbert, costosissimo suppellettile per la panchina Nerazzurra. Se a Walter Sabatini viene riconosciuto il titolo di professionista del settore, quasi un Re Mida del calcio, le critiche a Piero Ausilio sono tantissime: c’è chi se la prende con i suoi metodi nel condurre le trattative, chi con le valutazioni errate in merito ad alcuni calciatori passati e presenti, chi con le sue dichiarazioni. E’ vero che in questi anni l’Inter non abbia brillato sul mercato, concludendo pochi affari degni di nota e investendo spesso male i propri soldi. Va però detto che Ausilio ha operato sempre nelle peggiori condizioni possibili per un direttore sportivo: è difficilissimo conseguire obbiettivi ambiziosi con pochi fondi da investire, e Ausilio si è sempre esposto in prima persona quando c’era da dare spiegazioni di sorta riguardo scelte infelici o sconfitte brucianti. E’ difficile immaginare come il DS dell’Inter sia l’unica persona che compia scelte di gestione all’interno della dirigenza nerazzurra, mentre appare chiaro come sia sempre lui, a torto o a ragione, a dover apparire pubblicamente e “metterci la faccia”. Aggiungo che Walter Sabatini difficilmente rilascia dichiarazioni pubbliche alla stampa, contribuendo ad aumentare l’alone di dubbi che circondano la dirigenza dell’Inter. Se c’è qualcuno che negli ultimi tempi ha cercato di mantenere un rapporto il più trasparente e franco possibile con i tifosi, è Piero Ausilio.

Che dire quindi? Bellissima iniziativa e apprezzatissima partecipazione, da ripetere magari alla fine della stagione. Come ci si aspettava, c’è fiducia in una squadra che, nonostante qualche frenata, è ancora in corsa per il raggiungimento dei suoi obbiettivi stagionali, tutt’ora pienamente alla portata della banda di Spalletti. L’Inter si becca nel complesso una sufficienza piena, con l’opzione per alzare il voto in futuro nel caso si riuscissero a migliorare degli aspetti fondamentali, che solo con il tempo potranno essere capiti e raggiunti.

20/01/2018 Categories: InterInDeep
©dopolavorointer.com
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