Rush finale

by Mister X

Oggi dovremmo essere un po’ critici e dire che è da provinciali festeggiare fino all’alba una semplice vittoria in campionato, in cui tra l’altro si è ancora un punto sotto, ma avremmo, battuta stra-abusata, la spazzatura al posto del cuore.

Per quanto innegabilmente provinciali siano la vittoria di ieri sera a Torino con caroselli in tutta Napoli e le identiche scene a Roma dieci giorni fa, parliamo di squadre che aspettavano emozioni simili da trent'anni ed è giusto che se le godano. La Vittoria del Napoli soprattutto è qualcosa di storico: i partenopei avevano sempre perso allo stadium e in generale contro la Juventus avevano sempre espresso un timore reverenziale che li portava a giocarsela sulla distanza e mai nello scontro diretto, finendo per perdere il campionato molto prima di solito.

Napoli insomma, ci crede. A un punto di distanza, con l’obbligo quasi matematico di dover arrivare un punto sopra per differenza reti negativa in caso di arrivo a pari punti.

Questa situazione però mi pare familiare…non siamo anche noi interisti un punto sotto? Con obbligo di arrivo almeno a pari punti vincendo lo scontro diretto?

Come mai loro fanno caroselli e noi invece siamo dubbiosi?

Al di là del "doverci" credere ognuno è libero di essere fiducioso o scoraggiato per i motivi che vuole, quindi vediamone alcuni tra cui scegliere quelli che sentiamo più nostri.

PRO

La forma: l’Inter è una buona squadra oggi. La novità mutuata dall’inizio di stagione è la capacità di gestire la partita, apparendo più contratti all’inizio per piazzare la zampata dopo. Diversamente da ottobre però ora sembra uno sforzo corale e ragionato più che un risultato casuale di una tenuta atletica migliore. Il fisico terrà fino a fine stagione.

L’allenatore: Spalletti ha la rosa in pugno e questo è prioritario al momento. Critiche sul non gioco, sul coraggio mancato, sul catenaccio, sono inutili ora come ora. Ora contano solo i punti. Sono stati fatti degli errori nel corso della stagione e a volte si è preferito non giocarsela o coprirsi piuttosto che rischiare. I giocatori stessi in alcune gare hanno avvertito un allenatore propenso a conservare un pareggio più che a rischiare una vittoria, ma Ora che non si possono fare calcoli Spalletti giocherà per vincere.

[Piccola parentesi sul tecnico. Per quanto capisca le varie critiche o le accuse di non-gioco, non esiste uno scenario in cui Spalletti deve essere cacciato. Le partite singole gestite male o con cambi sbagliati le fanno tutti. Con la Spal e il Chievo perdono punti anche Juve e Napoli. É il calcio. Si può esaltare il Sarri di turno, ma il Napoli di oggi ha fatto zero campagna acquisti, gioca insieme da svariati anni, e l’anno scorso i nuovi innesti Rog, Zielinski, Mario Rui e via dicendo non vedevano mai il campo, con lo stesso 11 spremuto per tutto l’anno in 3 competizioni. Accuse che muoviamo anche a Spalletti, che non ha coraggio di mettere i nuovi, che non varia lo spartito, che non ha alternative alla finalizzazione su Icardi. Il mio pensiero è che Spalletti possa fare il ruolo di Mancini o di Benitez, un allenatore che amalgami la rosa, che la compatti, che la puntelli, per poi passarla a un altro tecnico che la elevi di un gradino col gioco. Lo stesso lavoro fatto a Roma.]

Il calendario: l’Inter ha un calendario più "stimolante" delle rivali. La sfida con la Juve è rischiosa ma con le motivazioni a mille per la situazione di classifica e con il pubblico a favore più che mai. La vendetta contro sassuolo e udinese sarà necessaria catarticamente. La sfida dell’Olimpico avrà una storia a sé, in base alla classifica dell’ultima giornata. La Roma ha la Champions che però nelle battute finali sarà benzina più che zavorra. La Lazio probabilmente dovrà sforzarsi solo con l’Atalanta.

CONTRO

La rosa: inutile girarci intorno. Siamo contati e non abbiamo i migliori 11. Senza Gagliardini, con Valero agli sgoccioli e Vecino ancora indietro di forma il centrocampo balla un po’. Icardi stringerà i denti per provare a fare panchina in Russia ma non è certo al top, per questo fa fatica ad abbassarsi e cerca solo di attaccare l’area. Abbiamo la miglior difesa, ora ogni gol, di chiunque sia, peserà tantissimo.

La testa: è scorretto mettere questo aspetto come un contro. La squadra mai come quest’anno ha dimostrato di esserci, di non perdere la bussola e di crederci. Con la Juve le motivazioni sono alle stelle, dovremo tenere duro fino all’ultimo. L’unica preoccupazione è la tendenza a sottovalutare i finali. Non abbiamo più perso punti al 90' ma nemmeno fatti. Dobbiamo essere più cattivi. Dimostrare di volere questa Champions a ogni costo.

I rivali: Roma e Lazio sono motivate a mille, sono in forma e non molleranno. Hanno più capacità di noi di addormentare presto le partite e di chiuderle. Per onestà meritano la Champions più di noi, per quello che si è visto nel corso dell’anno finora. 

Certo, se il 90° dell’ultima gara ci dirà che abbiamo battuto entrambe a casa loro, la valutazione sarà per forza diversa.

Ora sotto con i gobbi, che tocchi a noi togliergli una fetta di scudetto è solo un anticipo.

23/04/2018 Categories: Libero pensiero
©dopolavorointer.com
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