Questa volta è diverso

di giggioneggio

Reinhart e Rogoff, due noti economisti americani, hanno mostrato come in circa otto secoli di storia le crisi economiche siano episodi ricorrenti e con caratteristiche del tutto simili nel tempo, smentendo i politici e la loro canzone del “questa volta è diverso”.

Non sono passati ottocento anni, ma soltanto 360 giorni o poco più dal quel 5 Febbraio 2012, giorno in cui la Roma di Luis Enrique travolse l’Inter con quattro gol. Una prestazione senza anima, sotto di un gol già al 15esimo, mai in partita, senza alcuna reazione anche nella ripresa (al 60esimo sotto già 3-0).

Un anno dopo, questa volta contro la Fiorentina, mi è sembrato di rivedere la stessa partita:

squadra molle, subito in difficoltà in mezzo al campo, incapace di dare alcun segno di vita nonostante i due ceffoni presi in poco più di mezz’ora, piuttosto quasi desiderosa di porgere l’altra guancia.  Ecco,  è proprio l’assoluta passività che ieri, come l’anno scorso, mi ha colpito maggiormente.  Che non sia questa l’unica e sinistra assonanza con la gara di Roma è la domanda che mi pongo da domenica, non tanto convinto che “questa volta sia diverso”.

Un anno fa

Di questi tempi, lo scorso anno, la sconfitta di Roma fu l’inizio della fine di Ranieri. Era la 22esima giornata, e dopo aver chiuso il girone d’andata con un’importantissima vittoria sulla Lazio, l’Inter inanellò la miseria di un punto in una settimana (sconfitta a Lecce, poker di Diego sul ghiaccio di San Siro, e Roma..appunto). Il terzo posto ancora lì, a -5 dall’Udinese.

In campo, un temibile 442: julio tra i pali, Maicon e Nagatomo in fascia, Lucio e Samuel centrali; Zanetti e Obi ai lati del duo Cambiasso Palombo (si proprio lui,l’angelo del centrocampo).In avanti Pazzini e Milito.

E’ la 22esima giornata. Per Ranieri, da quel momento in poi, ci sono altre 7 partite, in cui metterà assieme ben 4 punti, con ingloriose sconfitte con Novara,Bologna,Napoli,pari in casa col Catania, vittoria a Chievo, e poi pari con l’Atalanta prima della sconfitta con la Juventus. 29esima, 41 punti, -10 dalla Lazio, terza.

Sono le partite degli equivoci tattici, di Sneijder più due punte (ma il centrocampo bolso non regge), o 442 più coperto (ma con la sensazione costante di poter giocare anche 200 minuti senza avere la minima possibilità di segnare), delle lacrime di Cambiasso col Catania, degli allenamenti da 50 minuti. Un incubo, per farla breve.

 

 

Oggi

22esima giornata.E’ la serata del pari col Torino, una gara che mostra la palese difficoltà dell’Inter in mezzo. Una storia arcinota vivisezionata in ogni modo su questi schermi. Gli acquisti di Kovacic e Kuz sono vicini. Siamo a -3 dal terzo posto questa volta, con quattro punti in più rispetto alla scorsa stagione.

Da qui, proviamo a  pensare che Stramaccioni abbia ancora 7 gare da giocare, per non lasciare la panchina neroazzurra:

ad oggi,ottiene 3 punti in tre gare:

col Chievo ancora una volta avversario amico, e in mezzo due batoste, Firenze, ma anche Siena (il Novara di questa stagione, sei punti regalati allora come oggi).

Il terzo posto dista ad oggi un punto dalla Lazio e…… dal Milan, che affrontiamo domenica.

Dopo il Milan, il destino ci mette davanti Catania e Bologna (come con Ranieri l’anno scorso), e dopo l’intermezzo con la Samp, riecco la Juventus. Casualità del calendario ovviamente, eppure sono quasi gli stessi avversari di allora a decidere le sorti del tecnico romano (perché i rischi che non finisca la stagione ci sono, non credo di essere l’unico a pensarlo).

e allora?

Aldilà delle somiglianze col calendario dello scorso anno, restano, seppur formalmente diversi, irrisolti problemi di tipo tattico (qual è il modulo con cui dobbiamo giocare? 4312, o 352?) e una condizione fisica a dir poco precaria (e questa volta non sappiamo quanto durano gli allenamenti…), soprattutto negli interpreti più navigati e oramai consumati da mille battaglie.

 A Stramaccioni l’arduo compito di cambiare il corso degli eventi, in modo da poter intonare davvero il coro del “questa volta è diverso…” e non i versi di una ben più famosa canzone, che fa più o meno così….

“Cominciò  con la luna sul posto 
e finì con un fiume d'inchiostro 
è  una storia un poco scontata 
è una storia sbagliata”

 

20/02/2013 Categories: Libero pensiero
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