Prima metà

by Rouje

Fare il giro di boa, tirare le somme, svoltare l’angolo. Comunque lo si voglia definire, giungere alla fine del girone d’andata del Campionato di Serie A significa aver avuto modo di apprezzare a pieno gli equilibri creatisi durante tutta la prima parte della stagione, avendo così un quadro più o meno completo della situazione.

Per l’Inter, essere arrivata terza in classifica alla fine dell’intero girone d’andata rappresenta quasi un’impresa: le premesse d’inizio stagione non erano certo delle migliori, soprattutto considerando la superiorità delle contendenti dei Nerazzurri per la lotta al quarto posto. Tuttavia, grazie ai pareggi rimediati contro il Napoli e la Juventus in trasferta e i nove punti raccolti contro Roma, Milan e Sampdoria, l’Inter ha saputo sorprendere un po’ tutti, dando prova di una solidità difensiva non da poco e di un potenziale d’attacco comunque rispettabile.

Di tutta la prima parte del campionato, le prestazioni più convincenti le offre il reparto arretrato. Handanovic e i suoi scudieri disinnescano delle bombe pericolosissime grazie a una solidità difensiva spesso impeccabile, nonostante le sbandate delle ultime partite. Il portierone sloveno è il migliore del torneo (dati OPTA alla mano) così come Miranda, sempre concentrato e finora praticamente impeccabile in ogni partita. Discorso a parte meritano Skriniar, D’Ambrosio e Cancelo: in primis, la torre slovacca è, nell’anno solare 2017, il miglior centrale del torneo assieme a Koulibaly del Napoli. Praticamente insuperabile nell’uno contro uno e spesso velenoso nei calci d’angolo a favore, Skriniar si è rivelato di sicuro il miglior acquisto di tutta la campagna estiva. Nelle ultime partite ha però abbassato la guardia un po’ troppe volte, perdendo le marcature di Cutrone, Falcinelli e Lasagna, causando quindi direttamente le uniche tre sconfitte della stagione interista.

Danilo D’Ambrosio e Joao Cancelo offrono un bellissimo esempio di come si possa fare di necessità virtù: il terzino partenopeo, dato come possibile partente prima dell’inizio della stagione, sfodera un’evoluzione in piena regola e diventa un titolarissimo di Spalletti, subendo però poi un infortunio al ginocchio che lo terrà lontano dai campi per almeno un mese. Così, nello scetticismo generale, il giovane Cancelo, che fino a quel momento era stato utilizzato pochissimo e mai da terzino, si ritaglia un bel po’ di spazio sulla fascia destra, inanellando diverse prestazioni convincenti grazie alla sua tecnica sopra la media, che lo rende abile sia nel crossare sia nell’uno contro uno. Se il portoghese dovesse poi acquisire un po’ di malizia anche in fase difensiva, diventerebbe un giocatore indispensabile per il progetto dell’Inter, considerando anche la sua giovane età.

Per il centrocampo il discorso è diverso. Se le doti tecniche di Borja Valero e Vecino non si discutono, gli interrogativi costituiti da Brozovic, Gagliardini e Joao Mario rappresentano un problema serio. Avere in rosa tre giocatori talentuosi ma spesso incostanti, costituisce un enigma tattico che si ripresenta ad ogni partita. Spalletti non sa mai a chi concedere una chance dal primo minuto, dato che a rotazione uno dei tre offre sempre una prestazione positiva, ma temporalmente impronosticabile. In parole povere, è come pescare una carta a caso dal mazzo: potrebbe essere la giornata giusta, o potrebbe voler dire giocare con un uomo in meno fino alla sua sostituzione. Peraltro non sembra vicino il momento in cui si troverà un’alternativa solida e concreta all’incostanza dei tre centrocampisti, dato che il mercato invernale dell’Inter difficilmente produrrà risultati apprezzabili.

In attacco Mauro Icardi è il solo uomo in grado di dare un sicuro apporto in materia di gol, con Perisic che latita per tre/quattro partite per poi infilare una doppietta contro il Chievo a San Siro (la prima della sua carriera), per poi sparire di nuovo nel nulla durante il resto della stagione. Candreva poi non ha ancora segnato nemmeno un gol dall’inizio del campionato nonostante il suo ottimo stato di forma fisica, data la sua scarsa propensione ad avvicinarsi alla porta. L’Inter è la prima squadra in campionato per cross tentati e la penultima per cross riusciti, segno che, nonostante la buona volontà di Icardi e compagni le ali sono imprecise e gli attaccanti, che dovrebbero sguazzare in area di rigore, non riescono a trovare spazi e tempi giusti. Per un’altra stagione risuonerà la litania dell’isolamento in area di Mauro Icardi, a meno che, ma è dura, non si faccia qualcosa in questa sessione di mercato invernale.

L’Inter ha finora viaggiato al di sopra delle sue possibilità. Se all’inizio del campionato i ritmi forsennati dei Nerazzurri hanno permesso di accumulare punti importantissimi, ora la consueta flessione inizia a far sentire i suoi effetti nefasti come negli anni precedenti. La speranza è che nonostante la recente penuria di punti l’Inter non si faccia spaventare dai suoi demoni, e sappia, magari anche grazie ad un insperato innesto di mercato, incassare il colpo e riprendere con i ritmi di inizio stagione.

 

04/01/2018 Categories: InterInDeep Libero pensiero
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