Piccolo recap

by Rouje

Oggi vorrei evitare di parlare di mercato. Il silenzio che accompagna l’Inter in queste settimane è sintomo di due possibili scenari: o la dirigenza sta lavorando sotto traccia, evitando di far trapelare notizie, oppure siamo di fronte ad un immobilismo calcistico paradossale. In entrambi i casi, sarebbe comunque inutile spendere anche solo una parola in merito all’argomento. Si rischierebbe o di procedere a tentoni (rischiando capitomboli giornalistici), o di illudersi inutilmente fino al trentuno di agosto. Sinceramente, entrambe le idee non mi allettano molto.

Dall’inizio del ritiro in quel di Brunico, sono saltatati fuori diversi interrogativi, ma anche alcune certezze. In primis, Spalletti è un allenatore cazzuto. Questa parola di derivazione francese consente appieno di descrivere la personalità dell’allenatore toscano: in un diverbio con un tifoso, ha infatti schiettamente espresso, in una massima Buddhista, l’ideologia su cui fonda la sua etica del lavoro: “Lasciaci in pace, non rompere i co*****i”. Il messaggio è forte e chiaro: chi comanda sta in panchina, non sulle gradinate. Il (forse) legittimo sfogo di un supporter non può in alcun modo infastidire o interrompere il proseguimento di un allenamento importantissimo, in vista dei prossimi giorni. E soprattutto, Spalletti non tollera in alcun modo l’ingerenza di una persona esterna alle dinamiche della squadra. Spero che ora, coloro che desiderano un uomo tutto d’un pezzo sulla panchina nerazzura, siano stati accontentati.

Anche nelle varie interviste, Spalletti non lascia certo spazio ad eventuali dubbi: le richieste che a suo tempo aveva fatto alla società, in merito agli acquisti estivi, dovranno essere rispettate in toto. Altrimenti? Questo si vedrà.

Avendo avuto modo di seguire attentamente l’intero svolgimento del ritiro, posso con sicurezza affermare che il nostro allenatore di calcio ne capisce parecchio. Le osservazioni e i commenti che puntualmente rilascia alla stampa non sono mai banali, così come non lo sono le considerazioni che fa sui suoi calciatori. Spalletti nota particolari che sfuggono ai più: in un’intervista alla RAI, ad esempio, ha espresso un commento singolare su Kondogbia. A detta del toscano, quando il francese smista o tocca la palla, la fa “schioccare”. Cosa si possa evincere io sinceramente posso solo intuirlo. Ciò che però è certo, è che i predecessori del toscano non hanno mai espresso un giudizio tanto singolare in merito ad alcun giocatore dell’Inter, limitandosi ad eseguire il classico “compitino” di fronte alla stampa. Ad allenatore mediocre, squadra mediocre.

In chiusura, voglio sinceramente dirmi orgoglio di due ragazzi provenienti dalla primavera campione d’Italia: Andrea Pinamonti e Zinho Vanheusden. Del primo, le qualità erano già ben note, e non mi sembra di dovermi ripetere. Per quanto riguarda il baby centrale belga, ho potuto piacevolmente constatare come abbia mantenuto anche in ritiro la grazia e la tecnica formidabili dimostrati durante il campionato. Più che uno stopper, sembra un centrocampista d’ordine: nell’amichevole contro il Wattens, alternava chiusure acrobatiche a dribbling in mezzo al campo, toccando infine la traversa che ha poi portato al vantaggio dell’Inter. E il tutto in quarantacinque minuti. Spero che Vanheusden possa al più presto esordire in prima squadra, magari proprio al fianco di Skriniar, in modo da avere una coppia di centrali dai piedi buoni. Mi auguro che entrambi possano trovare spazio durante la stagione, avendo così la possibilità di dimostrare le loro vere qualità.

 

18/07/2017 Categories: InterInDeep Libero pensiero
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