Per fortuna manca poco

by Rouje

L’Inter affronta una volta di più i suoi fantasmi. E una volta di più, soccombe miseramente. La Cenerentola del campionato, mai veramente sedotta da un salvifico principe azzurro, affonda affrontando un modestissimo Sassuolo, confermando il “momento NO” degli ultimi tempi. Quello che sembra evidentissimo, è lo strappo ormai totale tra la dirigenza cinese e i tifosi interisti: il Meazza, domenica mattina (perché si, le dodici e trenta, per una partita di calcio, sono mattina presto), era silenzioso come una cattedrale. L’unico suono a spezzare quel silenzio irreale, erano i fischi fragorosi che piovevano dagli spalti, ogniqualvolta i giocatori dell’Inter sbagliavano una giocata.

I tentativi dei dirigenti di responsabilizzare la squadra, sono valsi a ben poco: tra discorsetti ammonitori, ritiri punitivi e allenamenti extra, l’intento era quello di riportare l’ordine in un gruppo allo sbaraglio. Invece nulla è cambiato. La cattiva gestione di Stefano Pioli, è stata sicuramente peggiorata anche dall’atteggiamento della squadra, passato da sufficiente, a disastrosamente fancazzista. Il motivo di tale sconforto, potrebbero essere le vicende extracalcistiche che hanno investito l’ambiente in questi giorni: si vociferava infatti di un cambio di allenatore ormai da mesi. Tale incertezza, ha sicuramente pesato come un macigno sulle spalle dell’ex tecnico emiliano, poiché, giorno per giorno, vedeva sgretolare davanti a sé la fiducia di una banda di ragazzacci, che sapevano da tempo la triste fine che avrebbe fatto, alla fine dell’anno, il loro non troppo severo “professore”. Le colpe di Pioli non si discutono, sia chiaro. Però, con una pressione tale, qualunque professionista avrebbe vacillato di fronte ad un tale squilibrio.

La contestazione della curva Nord di domenica, ha rappresentato perfettamente lo scoramento degli ultimi tempi. La fotografia delle gradinate vuote, è il perfetto ritratto dell’anima interista. Una protesta così eclatante non si era mai vista: persino i  tifosi più irriducibili, hanno deciso di sacrificare la loro passione, per lanciare un messaggio forte. Fino a quando la situazione non cambierà, la società non si aspetti, da parte dei tifosi, fede e affetto incondizionati. Oramai, si è oltrepassato il normale confine tracciato dalle sconfitte di una normale annata sfortunata: la vicenda ha assunto i contorni paradossali della truffa organizzata ai danni dei tifosi.

Come ultimo appunto, vorrei esprimere il mio disappunto per l’atteggiamento molle, dimostrato da Stefano Vecchi: per lui, era l’occasione per mischiare le carte in tavola, non avendo assolutamente nulla da perdere. Avrebbe potuto schierare due punte, far giocare Pinamonti o Gabigol, azzardare una formazione più fantasiosa. Invece, ha optato per i soliti centrocampisti svogliati, le solite ali a supporto del solito isolato Icardi, perdendo, a mio parere, un’occasione per magari smuovere un po’ le torbide acque interiste.

Alla fine della stagione, per fortuna, manca poco. Spero che la dirigenza riesca, con i buoni risultati, ad assicurarsi il rispetto e l’affetto dei tifosi.

Per ora, il feeling con i cuori interisti, è ai minimi storici.

©dopolavorointer.com
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