Nani e ballerine

di Goldenwing

Abbiamo ancora caldo nel cuore e nello stomaco quel sacro fuoco di appartenenza che pensavamo aver abbandonato in una notte di Maggio di alcuni anni fa. Il gusto dello scontro a muso duro con gli storici retrocessi  pluricondannati scolorati ha agito come potente collante per una tifoseria ormai da tempo sfilacciata e sfibrata da desolanti spettacoli in e fuori dal campo, e il piacere di avere una proprietà puntuale e inflessibile quanto precisa e inequivocabile nelle affermazioni fornisce quella scarica di adrenalina che da altro non potrebbe essere prodotta, oggi. L’arroganza maldestra di chi vorrebbe comandare senza averne le naturali stimmate rimbalza ridicola contro un muro di parole ineccepibili e storicamente dolorose per chi ha sempre fatto del rispetto e dell’onestà fastidiosi corollari alla propria azione.

Erick Thohir parla solo per via ufficiale, attraverso i canali giusti e con parole doverosamente misurate e calibrate per non apparire contraddittorie o inefficaci. Finalmente. Bene.

Detto questo, la radice del contendere purtroppo sta per l’ennesima volta nella situazione ormai tipica dell’Inter: trovarsi a gennaio con il(uno dei) giocatore più importante in rosa spinto sull’uscio della porta come un indesiderato pacco da una dirigenza totalmente priva di buone idee che in 3 mesi e 24 giorni non trova nulla di meglio che non scambiare alla pari il proprio giocatore più appetibile con un panchinaro degli storici rivali.

In questo tiramolla tra sentimenti accesi e dirigenze lontane dal buonsenso si infiltra beffardo il sapore gallianesco della farsa, con calciatori pubblicamente svenduti e sfiduciati tirati per il calzino su per il predellino di fronte alla fame di tifosi abbindolati piuomeno facilmente da dietrofront richiesti a gran voce. è legittimo e non assurdo, conoscendo le passate gesta dei nostri “eroi”, credere che i dirigenti abbiano portato avanti uno scambio alla pari senza che dall’altra parte del mondo se ne fosse totalmente al corrente. Utopistico invece credere che tra l’azzurro dell’oceano Pacifico una eventuale cessione di Guarin (forse fomentata da balle più o meno grandi ascoltate in telefonate intercontinentali?) non avesse già ricevuto il placet del bravo e sorridente Mr. Thohir. 

E questo placet, mi spiace, ma non passa.

Tale placet è solo la folle continuazione della strategia suicida di una dirigenza che ci ha trascinato dalla vetta del mondo nei nascondigli per topi ad una velocità tale da rendere persino dubitabile la buona fede alla base di un tale agire. Amputare tecnicamente la già dilaniata rosa della squadra in nome del non troppo denaro che verrà puntualmente prosciugato dal prossimo bilancio in rosso in arrivo non porta da nessuna parte, non consente vantaggi competitivi data l’ormai storica incapacità del management nello scovare e valorizzare con sistematicità calciatori nuovi da inserire nel gruppo esistente.

Guarin (come Motta, Snejider, Cou etc) ha le potenzialità fisiche tecniche e temperamentali per sostenere la sfida dell’inter al successo che dovrà (dovrà) avvenire in futuro e che Thohir dichiara essersi posto. Continuare a gettare dai pontili casse piene di cibo fresco altro non fa che diminuire l’autonomia di tutto l’equipaggio a bordo, pur avendo ancora di fronte molto mare e molti marosi da affrontare.

Non dubito il nuovo Presidente abbia chiaro in testa un percorso pluriennale nel quale i mali dei quali da anni ci lamentiamo verranno affrontati, ma non si capisce l’utilità di questo ennesimo omaggio a fondo perduto ad un modo di gestire il Club che si è rivelato disastroso e che è direttamente responsabile del suo arrivo e acquisto dell’Inter. Un ultimo debito di riconoscenza verso chi ha reso acquistabile a prezzo di saldo un Club che solo 30 mesi prima era in mondovisione con la Champions abbracciata da Josè Mourinho?

Sono tra quella minoranza di tifosi che non vuole acquisti, non vuole trattative e non vuole sentire di considerazioni di mercato semplicemente perchè il serbatoio di fiducia verso chi è oggi deputato a gestire il core business della squadra che amiamo si è svuotato sino a non avere più la più piccola goccia al suo interno. Sono tra quella minoranza di tifosi che festeggerebbe un licenziamento di gruppo in sede tanto quanto l’acquisto di Ronaldo ai tempi. L’opportunità è ghiotta e talmente chiara che sono certo un uomo intelligente come Thohir ha dimostrato di essere nel pasticcio Guarin coglierà.

L’interista ha voglia di tornare a esultare e ruggire, sul campo come tra le righe di comunicati nei quali malaffare e sbilenca tracotanza sono rimessi al loro posto. Ci vorrà tempo per il campo? Certo, probabile sarà così e siamo pronti ad aspettare. Aspettare però vedendo un nuovo corso di nuove persone e nuove idee avere le occasioni di attuare le proprie strategie sbagliando e migliorando, non aspettare assistendo attoniti al vecchio ritornello di farse e cessioni dannose perpetrate dalle stesse facce, con le stesse modalità e la stessa nulla consistenza logica e strategica che ormai ben conosciamo.

26/01/2014 Categories: Libero pensiero
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