L’uomo che non ti aspetti: Rolando

di AngelOne

Arrivato tra lo scetticismo dei più e la facile ironia di molti (compreso quella del sottoscritto) sta ora conquistando sempre più pareri positivi tra i tifosi nerazzurri con il passare del tempo: stiamo ovviamente parlando del difensore portoghese Rolando.

Le ultime prestazioni del nostro numero 35 ci stanno mostrando un uomo affidabilissimo in qualsiasi posizione del terzetto difensivo, e certamente, ad oggi, uno specialista del reparto su cui puntare. 

Eppure la metà di stagione al Napoli, passata per lo più in panchina, con sole 4 partite da titolare su 16 in A, ci aveva fatto storcere il naso davanti all’operazione conclusa la scorsa estate, quando Branca e Ausilio hanno chiesto al Porto il suo prestito con diritto di riscatto.

“Ecco un altro carneade” abbiamo pensato più o meno tutti.

E l’inizio della stagione non ha fatto che confermare questa amara sensazione, dato che Rolando partiva nelle gerarchie dietro i titolari (iniziali) Campagnaro-Ranocchia-Juan Jesus.

Infatti la sua prima apparizione la rileviamo dopo 5 panchine in campionato consecutive (non gioca neanche in Coppa Italia contro Cittadella e Trapani): in trasferta a Trieste contro il Cagliari, titolare al posto di Campagnaro infortunato, il 29 settembre 2013.

Da quella partita lì inizia la parabola ascendente del portoghese, sempre titolare fino a sabato scorso a Verona, se escludiamo la panchina contro il Parma e la partita a Udine dove comunque gioca subentrando a Samuel al 37’.

Chi l’avrebbe mai detto?

Credo nessuno, perché la solidità del gioco difensivo di Rolando l’abbiamo scoperta partita dopo partita, apparizione dopo apparizione, fino a farlo diventare oggi l’unico difensore imprescindibile per questa squadra (Samuel a parte quando è in forma, cioè ormai poche volte).

Grazie alle sue prestazioni in maglia nerazzurra ha anche riconquistato la nazionale dopo due anni di mancate convocazioni proprio nelle ultime competizioni internazionali di inizio mese (partita contro il Camerun).

Ragazzo serio, molto fisico e deciso ma a volte anche elegante, ha condito finora anche con 3 gol il suo campionato, giocando (benissimo) sia come centrale del trio, sia come difensore di destra sia a sinistra: certamente il più eclettico tra i suoi compagni di reparto.

Ma c’è davvero da stupirsi così tanto davanti a cotanta costanza di rendimento?

Per i più distratti come il sottoscritto forse sì, ma se andiamo a spulciare le statistiche del portoghese scopriamo un giocatore titolarissimo del Porto vincente in patria e in Europa dal 2008 (prima aveva evidentemente impressionato gli osservatori lusitani guidando la difesa del Belenenses), sempre presente al centro della difesa e pienamente nel giro della propria Nazionale.

Qualcosa però si incrina nei rapporti con l’allenatore Vitor Ferreira nell’estate del 2012 e nella stagione che inizierà di lì a poco Rolando non fa più parte della squadra titolare, anzi, gioca soltanto 5 minuti da subentrato in tutto il girone di andata, finendo costantemente in panchina.

Nel gennaio 2013 si trasferisce così a Napoli e sappiamo tutti com’è andata: poche presenze, sempre con Mazzarri, e niente riscatto dei partenopei.

Evidentemente un anno passato senza praticamente vedere il campo (se non in rare occasioni proprio col Napoli) ha pesato sulle gambe di Rolando che ha avuto bisogno di settimane di allenamenti e rodaggio per tornare sui livelli che un tempo gli appartenevano. 

Ha il contratto in scadenza nel 2015 ed è all’Inter in prestito con diritto di riscatto. I più parlano di una cifra pari a 4,5 milioni di euro per acquistarlo definitivamente, certamente un esborso assolutamente sostenibile per un calciatore che attualmente può fare benissimo il titolare da noi, sia in caso di difesa a tre sia in una linea a quattro (eventualmente da verificare compatibilità con Vidic ma con la permanenza di Mazzarri il problema non si pone).

I dialoghi col Porto sembrano essere già iniziati per un riscatto che potrebbe garantirci già una sicurezza in più per il prossimo anno senza andare in giro a cercare difensori che poi magari si possano rivelare, alla prova del campo, inadeguati.

Una bella sorpresa, insomma, ed è bello fare mea culpa quando giudichi a priori un calciatore (sbagliando, pensavo onestamente fosse inutile/ininfluente ai fini della crescita di questa Inter) e poi vieni smentito dallo stesso giocando come pochi si aspettavano (nella speranza che riesca a mantenere questa costanza di prestazioni).

Diamo merito quindi a chi l’ha scelto ed acquistato, finalmente con un’operazione rivelatasi sensata e funzionale a dispetto del pensiero di tutti.

E il fatto che sia tutto avvenuto quasi a sorpresa rende la situazione ancora più piacevole.

19/03/2014 Categories: Libero pensiero
©dopolavorointer.com
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