Luci e ombre

by Rouje

L’Inter, dopo una tiratissima partita contro un Bologna combattivo, riesce ad interromper la striscia di “non-vittorie” che durava ormai da troppo tempo. Conquistando il terzo posto e lasciandosi (anche se di pochissimo) alle spalle sia la Roma che la Lazio, si può dire che il compito dei Nerazzurri sia stato svolto solo a metà, in una partita che avuto tante luci e, purtroppo, anche qualche ombra.

Una sorpresa su tutte è stata, ovviamente, Yann Karamoh: il ragazzino francese arrivato in estate dal Caen debutta dal primo minuto per la prima volta in campionato, prendendo il posto di un Candreva che nelle ultime uscite sembrava apatico e sciupato. Karamoh offre una buona prestazione, dimostrando di avere gamba da vendere (attualmente, insieme a Joao Cancelo, sembra essere il giocatore che più velocemente riesce a portare palla sulla fascia) e una tecnica niente male, tentando la giocata in più di un’occasione e riuscendo a strappare gli applausi del pubblico con dei dribbling niente male. Poi, al 63’, tira fuori dal cilindro una perla di rara bellezza: scambio rapido con Rafinha, dribbling secco che lascia sul posto due avversari e un sinistro a giro che si insacca nella rete, dove Mirante non può arrivare. Nel gol del francese c’è tutto: rapidità, intesa con un compagno, lettura della situazione, tecnica e precisione. Il boato di sollievo di San Siro è il miglior modo per dare risalto a un gol che, oltre che la bellezza, porta anche sicurezza e una vittoria che mancavano da molto tempo.

L’Inter però, come da un paio di mesi a questa parte, fatica non poco a controllare il match, concedendo fin troppe occasioni ad un Bologna che ad un certo punto della gara si ritrova in dieci contro undici. I Nerazzurri non riescono a sfruttare a dovere la superiorità numerica, mostrandosi troppo approssimativi in fase di possesso palla e incerti nelle transizioni da attacco a difesa nelle rare occasioni in cui il Bologna si affaccia fuori dalla sua area. Vecino e Borja Valero non mostrano più quella facilità di fraseggio che potevano vantare ad inizio campionato, e l’assenza di un mediano di ruolo si fa sentire eccome. Avere un corazziere a presidiare il centrocampo servirebbe a spezzare la manovra avversaria e a concedere opzioni di passaggio sia in orizzontale che all’indietro: con un mediano che in fase di transizione si abbassasse sulla linea dei difensori, forse Skriniar non avrebbe dato palla troppo frettolosamente a Miranda nell’azione del gol del Bologna. Si spera quindi che Roberto Gagliardini possa tornare a livelli di forma e concentrazione accettabili, in modo da poter assicurare a Spalletti l’uomo che tanto che gli manca da troppe giornate.

Se Gagliardini dovesse ritrovare la condizione, si aprirebbe ulteriormente il ventaglio delle opzioni a disposizione del tecnico toscano, e una di queste si chiama Rafinha Alcantara: con l’ingresso del Brasiliano durante la partita di domenica, l’Inter si è subito resa pericolosa in attacco, avendo un uomo capace di progredire in verticale puntando gli avversari e saltandoli come birilli. Con le sue giocate Rafinha ha subito evidenziato quello che è forse il più grande limite dell’Inter, ovvero la totale incapacità di giocare in avanti e non sulle fasce. Pochi calciatori hanno la qualità per riuscire a partire in progressione frontale, poiché servono visione, prontezza e soprattutto una tecnica fuori dal comune: esporsi al rischio di perdere palla in una zona centrale del campo non è cosa per tutti, ma Rafinha dimostra di poter saltare anche tre uomini e di proseguire diritto verso la porta (come nell’occasione poi sciupata da Karamoh a metà del secondo tempo). Giocare in questo modo però è molto rischioso, esponendosi alle ripartenze degli avversari che potrebbero spaccare in due il centrocampo Nerazzurro. Ecco perché, alle spalle di Rafinha, è necessario mettere un mastino (come detto sopra, Roberto Gagliardini) a presidiare e neutralizzare eventuali ripartenze.

L’Inter rimane quindi nel limbo dell’incertezza e dell’incompiutezza: la prima dovuta al fatto che ancora non riesce a controllare partite che sulla carta dovrebbe dominare, la seconda è figlia di alcune scelte di mercato che hanno lasciato Spalletti con una rosa incompleta, solo parzialmente in grado di adottare un preciso schema di gioco. L’Inter però ha trovato in Karamoh e Rafinha due incognite inaspettate, schegge impazzite che potrebbero rivelarsi grandi delusioni o incredibili scoperte. Se con il Genoa Riusciranno ancora una volta a stupire in positivo, il francese e il canterano potrebbero essere una nota lietissima di una stagione che finora ha portato tante luci ma anche moltissime ombre.

15/02/2018 Categories: Commenti post-partita Libero pensiero
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