L'Inter si riprenderà?

di PalerLuca

Fare un bilancio del nostro anno ad aprile è sempre triste. Vuol dire che la stagione è finita, che non si hanno obbiettivi, che non c'è nulla per cui lottare che valga davvero la pena. Ma anche le cose piu tristi hanno un senso a volte. Facciamo quindi un piccolo discorso su quali posseno essere le prospettive della nostra squadra.

Se il nostro destino sarà davvero legato a una singola figura, che sia un allenatore nuovo o un nuovo dirigente.

La domanda fondamentale è quindi: l'Inter si riprenderà?

Usciremo dal circolo vizioso di questi ultimi anni....obbiettivo Champions....quarto-sesto posto....crollo finale e cambio guida per la stagione successiva?

La risposta è sì.

Per vari motivi, l'Inter è destinata a uscire da questo periodo di crisi, che noi vorremmo sempre durasse poco o nulla, ma a prescindere dalla durata dei dtempi di vacche magre, l'Inter ne uscirà. Per blasone, per prospettive societarie, per capitali, per obbiettivi della proprietà.

E' inevitabile.

Come è stato inevitabile per PSG e City. Ricordiamo che queste due squadre, pur non essendo ancora riuscite a competere coi top club europei, fino a 10-15 anni fa non avevano nulla. Erano a zero, zero storia, zero trofei, zero tutto.

Oggi il Psg è la corazzata di Francia, con scudetti a ripetizione in scioltezza. Il City è costantemente un pretendente vero o presunto al titolo e stabilmente una delle squadre che si nomina quando si parla di top club europei. E se pensiamo che 10 anni fa, queste erano squadre alla pari dell'Udinese o dell'Atalanta di turno, è dire tanto. Questa è la forza del denaro e di un presidente disposto a spenderlo. 

L'Inter però, per storia e blasone, non si accontenterà di questo. All'Inter compete o dovrebbe competere il posto che ora è della Juve....scudetti a raffica, a cicli, e chance concrete di vittoria in europa ogn anno.

La domanda che da tifosi ci poniamo quindi diventa: all'Inter c'è la possibilità di avere pazienza e di costruire con calma un ciclo di questa portata? Con l'attesa e la programmazione che costruire un ciclo del genere comporta?

Probabilmente no.

L'Inter deve vincere e competere, e deve farlo da subito. Non c'è pazienza e non c'è attesa. Tifosi che riempiono lo stadio per sfide che valgono il settimo posto lo meritano, meritano di tornare al top subito.

Saremo quindi prigionieri di questa meccanica? Troppo ansiosi di tornare al top per riuscire ad avere la pazienza necessaria a farlo?

Secondo me no, per un motivo semplice: non è necessario avere pazienza, non è necessario programmare un progetto pluriennale per tornare a vincere, non quando sei l'Inter e hai la forza del Suning group. La strada per tornare a essere competitivi subito passa per pochi punti ma ben chiari:

La rosa. La storia del calcio dimostra che si vince coi campioni, che programmando un acquisto azzeccato ogni anno nei ruoli piu chiave col tempo la squadra si rinforza e migliora le prestazioni dell'anno prima. Come il napoli, che pian piano è diventato stabile al secondo/terzo posto. Ci ha messo 10 anni, ma ce l'ha fatta. Ma ci dimostra anche che è possibile un'altra via. L'esempio è il Milan di Sacchi, o anche la Juve di conte. L'acquisto di campioni nei ruoli chiave dà un boost ai giocatori preesistenti, che l'anno prima avevano reso molto meno, ma che con i compagni giusti diventano campioni. Con l'allenatore giusto a martellarli continuamente e dei campioni su cui appoggiare le responsabilità, giocatori mediocri come Giaccherini, o Vucinic diventano elementi cardine di una squadra vincente. Gli stessi Ghoulam, Koulibaly, Mertens, passano da riserve a titolarissimi perchè sono motivati da un sistema di gioco che li esalta. 
La rosa dell'inter ha molti elementi di questo tipo. Non campioni, ma giocatori che con i compagni giusti presi nel mercato estivo e lo schema giusto, potrebbero diventare molto molto forti. Rendere molto di piu del loro valore, come quest'anno hanno reso molto meno. Cambiare poco, cambiare bene può esaltare i d'ambrosio, i joao mario, i gagliardini di turno. Farli diventare da incostanti a macchine da 7 in pagella.

L'allenatore. Ci serve un allenatore forte. Non perchè all'inter serva un santone. Ma perchè spesso la differenza tra una partita giocata bene e una giocata male, sta in quello che l'allenatore trasmette ai giocatori. Molti di essi sono tabule rase mentalmente, non si può credere che si automotivino, specie a metà stagione. Una squadra che veleggia al sesto posto a novembre-dicembre può non trovare dentro di se le motivazioni giuste. L'abbiamo visto quest'anno con Pioli, e l'anno scorso con mancini. Vittorie ottenute sull'onda dell'esaltazione, giocatori che non credevano nel gioco e nella squadra, una cavalcata piu fortunosa che meritata, crolla alla prima difficoltà. Alla prima sconfitta. Serve un allenatore che piu che lo schema giusto, trasmetta attraverso lo schema e il gioco, la sicurezza negli uomini. L'allenatore che trasmetta l'importanza di un quarto di coppa italia e la concentrazione anche dopo 8 vittorie di fila. L'allenatore che trasmetta il ''ce la possiamo fare'' anche contro squadre che stanno sopra in classifica, che non si protegga a vuoto contro la roma di turno. Quelli davanti vanno incalzati e mangiati, non temuti. Un allenatore che sia quello che Conte e Simeone sono stati per juve e atletico. Che mentre il milan è avanti di 6 punti, continui a incalzare credendoci, ottenendo anche vittorie insperate come lo scudetto 2012.

Questi due elementi, combinati, possono potare una squadra da settima l'anno prima a seconda/prima l'anno dopo. Serve costanza, impegno e fortuna. Ma non è detto che non si possa fare. 

Della società non parlo, perchè tra tifosi ha senso parlare di cose che possono cambiare. Il management ha colpe, ma di certo non sto a sperare che Zhang capisca i meccanismi complessi di una gestione di calcio.

E' piu facile che siano Ausilio o chi per lui a migliorare.

 

25/04/2017 Categories: InterInDeep Libero pensiero
©dopolavorointer.com
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