La nuova Inter dopo il mercato estivo 2015

di Jon BonJovi

Qui di seguito le mie opinioni sul mercato appena concluso reparto per reparto.

DIFESA

Reparto che ha subito profondi e significativi cambiamenti, resi necessari dal disastroso rendimento offerto nelle ultime stagioni. Una serie di errori individuali, talvolta grossolani, e tattici che hanno finalmente spinto la società ad investire nel pacchetto arretrato. Nel mese di gennaio 2015 è stato raggiunto l’accordo col Granada (club di proprietà dei Pozzo) per il trasferimento a titolo definitivo del centrale difensivo Jeison Murillo, successivamente premiato come miglior giovane della Copa America, disputata da titolare della nazionale colombiana. Murillo (classe 1992) è costato 8 milioni di €, cui vanno aggiunti 2 milioni di bonus legati al raggiungimento di un determinato numero di presenze in gare ufficiali. Murillo ha evidenziato ottime doti fisiche e una discreta capacità di impostazione sin dalle primissime partite.

Dall’Atletico Madrid è stato invece prelevato il difensore brasiliano Joao Miranda (classe 1984), titolare del Brasile nella recente Copa America. Miranda (il cui prestito con obbligo di riscatto porta ad un investimento complessivo di 12 milioni) ha formato con Godìn una delle migliori coppie difensive europee, contribuendo in maniera significativa ai recenti successi (Europa League, Supercoppa Europea, Liga) dell’Atletico Madrid, nonostante la spietata concorrenza del Barcellona e del Real Madrid. Difensore esperto, Miranda ha comunque tratto giovamento dalla presenza del citato Godìn e dal particolare assetto tattico voluto da Simeone (blocco difensivo basso, reparti cortissimi). Dovrà dunque adattarsi rapidamente ad un campionato diverso e soprattutto alle differenti esigenze tattiche di Mancini.

Per la fascia destra è stato scelto Martin Montoya, terzino del Barcellona campione d’Europa in carica (Rakitic-Suarez-Neymar, grazie ancora), giunto a Milano con la formula del prestito (1 milione per la stagione 2015-16, con riscatto a 5 milioni). Trattasi di un elemento di secondo piano della formazione catalana, con la quale ha totalizzato poche presenze nel corso delle ultime stagioni. Sostanzialmente una scommessa low cost.

Nell’ultimo giorno di mercato è stato prelevato dal Galatasaray il brasiliano Alex Telles, terzino di spinta e mancino puro, fortemente voluto dal tecnico. Sembra che l’operazione sia stata effettuata con la formula del prestito con diritto di riscatto (1,5 milioni più, eventualmente, 8,5 milioni).

L’Inter ha infine riscattato (per 3,7 milioni) il terzino Davide Santon, tornato in nerazzurro nel mese di gennaio 2015 dopo un’interessante esperienza nella Premier League inglese con la maglia del Newcastle.

Da segnalare l’addio, a parametro 0, di Hugo Campagnaro, Felipe Dalibelo e Jonathan Cicero. Tutti i giocatori in questione lasciano ben pochi rimpianti. Ibrahima M’baye è stato riscattato dal Bologna per la somma di 3,5 milioni. Stessa sorte per Bianchetti (riscattato dall’Hellas Verona per 1 milione), mentre Isaac Donkor è stato ceduto in prestito al Bari (obbligo di riscatto fissato a 1,5 milioni). Lukas Spendlhofer ha invece portato nelle casse dell’Inter 0,5 milioni, versati dallo Sturm Graz. Italo Santos de Oliveira, difensore brasiliano proveniente dal Vasco de Gama raggiunge M’Baye (in prestito) al Bologna. Prestito anche per Marco Andreolli, che inizia una nuova esperienza calcistica nel Sevilla detentore dell’Europa League. Con notevole sollievo aggiungo alla lista delle cessioni Ezequiel Schelotto, il cui contratto è stato risolto negli ultimi minuti della sessione di calciomercato. Uno dei giocatori tecnicamente più scadenti ‘ammirati’ in nerazzurro.Per quanto riguarda i portieri, ennesimo prestito per Francesco Bardi (Espanyol), mentre Vid Belec è stato ceduto al Carpi. 

CENTROCAMPO

Il ‘colpo’ è sicuramente rappresentato dal centrocampista francese Geoffrey Kondogbia, acquistato per la cifra di 30 milioni (cui si potrebbero aggiungere 6 milioni di bonus) dal Monaco, buon protagonista della Champions League 2014-15 ed immeritatamente eliminato nei Quarti di finale della competizione. L’acquisto di Kondogbia è stato sostanzialmente finanziato dalla cessione di Mateo Kovacic (35 milioni dal Real Madrid per il talento croato), cui si aggiunge il trasferimento allo Stoke City dell’esterno offensivo Xherdan Shaqiri per la cifra di 17 milioni.

Per dare sostanza al reparto è stato tesserato anche il brasiliano Felipe Melo, pagato 3,5 milioni al Galatasaray. Reduce da un’esperienza positiva in Turchia, è comunque auspicabile che limiti alcuni suoi ‘eccessi’ di foga agonistica.

Da seguire la querelle col Sunderland (cui auguro una celere retrocessione) per il cartellino di Ricardo Alvarez, che avrebbe dovuto riscattare (in virtù della semplice permanenza in Premier League) per l’importante cifra di 11 milioni. Probabile che si riveli necessario rivolgersi alla competente autorità sportiva.

Sul fronte cessioni occorre sottolineare la partenza di Joel Obi (2,3 milioni) e Marco Benassi (3,5 milioni), entrambi al Torino. Prestito con obbligo di riscatto (4 milioni) per Lorenzo Crisetig, approdato al Bologna. Un altro ex-Primavera, Rene Krhin, è stato acquistato dal Granada per 1,5 milioni. Chiudono la lunga lista dei centrocampisti ceduti il serbo Kuzmanovic, tornato al Basilea (2 milioni per il cartellino) e il brasiliano Hernanes, il cui clamoroso passaggio alla Juventus è stato perfezionato nei minuti conclusivi del mercato (11 milioni più bonus).

ATTACCO

Il ritorno in Serie A di Stevan Jovetic (classe 1989) costituisce una grande scommessa, non per le indiscusse doti tecniche del giocatore ma per i numerosi infortuni che lo hanno penalizzato nel corso della sua sfortunata esperienza con il Manchester City. Sono 15 i milioni complessivamente spesi dall’Inter (3 milioni per il prestito e 12 per il riscatto obbligatorio) per assicurarsi il montenegrino, già decisivo nei minuti conclusivi della sfida con l’Atalanta e autore di una doppietta contro il Carpi.

Ha avuto esito positivo l’estenuante trattativa col Wolfsburg per l’esterno offensivo Ivan Perisic (classe 1989), acquistato per la somma complessiva di 20 milioni. Perisic ha ricoperto svariati ruoli in carriera e si è sempre distinto per la sua duttilità tattica, offrendo un buon contributo in termini di gol e assist. Il suo apporto può risultare importante per garantire imprevedibilità e assist.

Completa il reparto l’attaccante serbo Adem Ljajic (classe 1991), talentuoso ma discontinuo. Utilizzabile come attaccante esterno o trequartista, è l’ennesimo giocatore tatticamente duttile a disposizione del tecnico. Alla Roma sono stati versati 1,75 milioni per il prestito (diritto di riscatto a 11 milioni).

È stato inoltre tesserato (parametro 0) l’esterno francese Jonathan Ludovic Biabiany (classe 1988), per il quale si tratta di un vero e proprio ritorno a casa. Operazione a mio modo di vedere assolutamente discutibile, alla luce delle condizioni fisiche di Biabiany nonché delle sue caratteristiche tecniche.

L’albanese Rey Manaj, proveniente dalla Cremonese, completa il reparto avanzato.

Per quanto attiene alle partenze, era scontato il ritorno all’Arsenal di Lukas Podolski (1 solo gol con l’Inter da gennaio a giugno). Ruben Botta, dopo una disastrosa esperienza al Chievo Verona, è stato ceduto al club messicano del Pachuca per la somma di 2,7 milioni. Samuele Longo, reduce da una pessima stagione con la maglia del Cagliari, è approdato al Frosinone (prestito ‘secco’). George Puscas farà esperienza in Serie B con l’ambizioso Bari (prestito), insieme all’ex compagno di Primavera Gaston Camara.

Luca Garritano è stato infine riscattato dal Cesena (0,4 milioni).

 

IN CONCLUSIONE

Reparto difensivo del tutto rivoluzionato con innesti di valore e qualche scommessa. Pesante la spesa affrontata per assicurarsi Kondogbia, le cui qualità sembrano comunque tali da poter giustificare l’investimento. Manca però un altro elemento che possa fare da ‘spalla’ al francese (Imbulà poteva tornar utile per dinamismo e forza fisica). Felipe Melo si rivelerà all’altezza? In attacco molto dipenderà dalla verve e dalla salute di Jovetic, oltre che dal celere ambientamento di Perisic (senza trascurare il jolly Ljajic).

Il sacrificio di Shaqiri, Kovacic e Hernanes (elementi più tecnici in rosa) riflette in parte l’atavico problema dell’incapacità di cedere gli esuberi e i giocatori non indispensabili per la causa nerazzurra. Nota di demerito anche per la permanenza di alcuni elementi tecnicamente dannosi e mentalmente fragili, costituenti la spina dorsale della squadra che tanto ha patito nelle ultime stagioni (Nagatomo, Ranocchia, Juan Jesus).

Era verosimilmente difficile stravolgere una formazione piena di lacune e con palesi limiti caratteriali (prima ancora che tecnici), tuttavia è stato avviato un robusto e inatteso processo di rinnovazione che ha portato otto potenziali nuovi titolari in nerazzurro. Vista l’esigenza, imposta più dalla società che dal FFP, di chiudere con un saldo acquisti/cessioni equilibrato era oggettivamente difficile raggiungere obiettivi di mercato ancora più ambiziosi. Mi auguro che l’iper-attivismo del DT porti i suoi frutti sul campo da gioco.

 

02/09/2015
©dopolavorointer.com
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