La crisi che non lo era

by Mister X

Cosa avrebbero pensato i dinosauri 65 milioni di anni fa vedendo il meteorite cadere per estinguerli tutti?

Teoria accreditata è che il tirannosauro abbia detto "Icardi va al Real", lo pterodattilo "Stagione finita a dicembre" e lo stegosauro "Spalletti mediocre fallito".

Indubbiamente il momento attuale, dove i numeri impietosi riportano una vittoria che manca dal 3 dicembre, 4 gol segnati contro 7 subiti nelle ultime 

6 partite. 4 pareggi e due sconfitte, di cui 2 arrivati nei minuti finali, sembra a tutti un evento cataclismatico. Un meteorite di risultati negativi che sta distruggendo la stagione dell’Inter. 

In realtà siamo davvero in crisi? Io personalmente penso di no e voglio fare una valutazione oggettiva e chiara.

Intanto partiamo da considerazioni generali, dati di fatto. I risultati sportivi sono dati dal gioco di una squadra, dal talento dei giocatori, dagli episodi: giocatori di talento possono sopperire alla mancanza di un gioco, episodi possono far girare bene o male una partita, un gioco chiaro ed efficace può superare episodi e errori individuali.

Spalletti fa degli errori, Icardi sbaglia un gol, alcuni elementi sono inadatti, gli episodi distruggono il morale. Questo fa perdere punti e terreno, vale per ogni squadra, se fai errori perdi se indovini vinci.

Un altro aspetto oggettivo è che nell’arco di un campionato la bontà del tuo cammino è proporzionale ai risultati altrui. Una squadra da 90 punti perde il titolo se la rivale ne fa 91 ma lo vince se la rivale ne fa 89. In questo torneo la crisi dell’Inter non può prescindere da valutazioni parallele sul cammino di Lazio e Roma. Se le romane avessero tenuto un cammino pari a 3 mesi fa la nostra stagione sarebbe finita. Abbiamo passato mesi a contare il distacco della Roma contando 3 punti con la Samp come scontati.

La realtà è che l’Inter sta andando male ma oggi non è compromesso nulla. Il distacco, paradossalmente, dopo numerose figuracce e punti persi, è lo stesso. Forse non ce ne siamo accorti troppo presi a criticare la squadra, ma vincere 7 partite di fila e rimanere a meno 8 dal terzo posto è molto peggio che pareggiarne 4 di fila e rimanere saldi al quarto posto con vista sul terzo e un punto guadagnato su Lazio e Roma.

L’impressione è che la disperazione sia più su cosa avrebbe potuto essere rispetto a su cosa è in realtà. Vittorie con Fiorentina Roma e Spal erano ampiamente alla portata e con sei punti in più parleremmo di altro, di terzo posto blindato e via dicendo. Ma 3 pareggi di fila hanno buttato all’aria una sicurezza di classifica, non allontanato il nostro obbiettivo, che è sempre lì, non dobbiamo nemmeno recuperare con rincorse impossibili. Basta fare meglio degli avversari diretti. Se arrivassimo terzi vincendole tutte o vincendone poche con crollo verticale delle romane sarebbe identico.

Con questo non voglio dire che va tutto bene, perché la squadra è nel caos e i risultati peggiorano una condizione mentale pessima. Dobbiamo però capire che agire con lucidità, sapere che non abbiamo perso nulla, può essere l’appoggio giusto per ripartire. Niente drammi perché non ce ne sono.

E la crisi Inter? Indubbiamente le cose vanno male, ma guardiamole da vicino.

Una delle critiche più diffuse è l'accusa di una stagione fotocopia alle precedenti, garra e punti i primi 3 mesi, crollo invernale, rincorsa primaverile e spugna gettata finale. É una critica fondata e molti giocatori hanno talmente fatto propria questa filosofia che sembrano tifosi: al primo pareggio la stagione è buttata, le partite seguenti sono inutili e da giocare svogliati. Il tifoso accusa il Brozovic di turno perché alla prima difficoltà pastura in campo, ma poi parla di stagione da buttare appena si pareggia a san siro. Certo i calciatori dovrebbero mettere il massimo sempre senza rubare lo stipendio garantito invece di mollare a caso.

Allora la colpa è della società, che compra brocchi e gente debole mentalmente, i Joao Mario o i Dalbert del caso, o rinnova agli Eder. Colpa di Suning che non compra bene o non mette fondi. I soldi dell’Inter sono slegati da quelli di Suning, se il conto inter è in rosso non può arrivare un bonifico dalla Cina. Questo vuol dire che se Eder ha tot stipendio e non è interessato a giocare perché non ha mondiali o europei, l’unica soluzione è rinnovare spalmando. Questo vuol dire che se Sabatini usa 50 milioni per Dalbert e Skriniar non ci sono altri 30 milioni a gennaio per un terzino più forte, devi gestire quello che hai e pagare gli errori. 

Purtroppo, nella vita e nel lavoro tutti sbagliano, da chi acquista un giocatore a chi tira un pallone, e l’Inter non ha al momento i capitali per ammortizzare gli errori di mercato, né un DS mago che non fa errori e compra solo crack (spoiler non esiste un DS cosi). Gli errori di tutti, da Sabatini a Santon, li paghiamo coi risultati.

Parlando di risultati, mi viene in mente un’altra opinione diffusa un anno fa di questi tempi. Il famoso "coi 13 punti persi di DeBoer eravamo terzi in carrozza e te la giocavi". Oggi Siamo in crisi, pareggiamo, perdiamo la testa gli ultimi minuti e abbiamo fatto un dicembre-gennaio da schifo come l’anno scorso. Però i famosi "13 punti di Deboer" li abbiamo stavolta, pure qualcuno in più. Stavolta non dobbiamo rincorrere come Pioli, non ci serve un normalizzatore di risultati, siamo già dentro l’obbiettivo.

Senza negare il brutto momento quindi la conclusione qual è?

A mio parere i giocatori sono sfiduciati e non capiscono che è la paura ad aver fatto pareggiare le ultime partite, che non sono in flessione e che possono ancora fare risultati come nell’andata. Sarà compito di Spalletti, trovando un nuovo blocco di 11 giocatori, trovando un’alternativa che aiuti Icardi.

Spalletti che sta sbagliando qualche gara, ma a cui va data fiducia anche per responsabilizzare i calciatori. Non c’è un anno zero, il tecnico è questo e va ascoltato. Con gli episodi giusti, la crescita della condizione fisica (e quindi Perisic che tornerà efficace) e il giusto equilibrio tra Cancelo-D’Ambrosio-Candreva, torneremo a fare punti. Le prossime gare, con avversari superabili, ci aiuteranno. 

Dobbiamo arrivare quarti. E lo siamo già 

 

 

 

30/01/2018 Categories: InterInDeep Libero pensiero
©dopolavorointer.com
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