La conFAKErenza

by Maffo17

Disclaimer: questa conferenza non si è mai svolta, Spalletti non ha mai detto nulla di quanto riportato nell'articolo, abbiamo solo giocato a immaginare.

Non ce ne voglia Mister. In questo periodo di virgolettati maligni le nostre intenzioni almeno sono innocue.

Anzi, ci piacerebbe che ci facesse sapere se ci abbiamo azzeccato...

 

Buonasera, e grazie di essere intervenuti. L’altra sera si era un pochino di fretta con la partita della primavera, a cui rinnovo i miei complimenti, e non c’è stato il tempo di approfondire le domande pur legittime che mi avete posto in quell’occasione. Ho parlato della volontà di fare male all’Inter, e questa volontà è sicuramente presente nei vostri articoli e nei vostri giornali, per questo ho deciso di cautelarmi, a tutela mia e della squadra, con alcune misure straordinarie che ora vi vado a presentare.

Lasciatemi però dire un’ultima volta che, a fronte della mia gentilezza e disponibilità a parlare con voi fin da quando ho accettato di allenare l’Inter, trovo ben poco corretto estorcere delle frasi da una conversazione privata, di un momento conviviale, tra amici, per poi gettarle ad alimentare il fuoco della crisi o della crisetta.

Ho dato tutto me stesso per accrescere l’autostima dei giocatori che mi sono stati affidati, ma c’è un punto in cui un professionista onesto deve dare un segnale più forte. Ho sentito da parte di alcuni miei giocatori dire “non ci abbiamo più creduto”; “abbiamo rivisto vecchi fantasmi”. Bene, lo dico qui, in conferenza stampa, davanti a voi. Finché non trovano la convinzione perduta questi giocatori il campo non lo vedono più. Non si è giocatori solamente con le gambe, o i 90 minuti della partita alla domenica. Si è professionisti tutta la settimana, prima di tutto con la testa. Raggiungere l’obiettivo è solo la conseguenza di un lavoro svolto bene e in cui si è dato il massimo. Devo convocarne 14, 15? Non importa, a calcio si gioca in 11 e un cambio per ruolo lo si trova.

Bisogna cambiare la mentalità di questo gruppo, che come qualcuno ha detto, è “difficilmente migliorabile”, ma non nel senso immediatamente percepibile. Il miglioramento è difficile perché noi per primi non si è convinti della possibilità del nostro miglioramento, giocando con timore verso la fatica, magari appagati perché ci è stata promessa una sicura maglia da titolare al mondiale, o perché già si vive la triste consapevolezza di non andarci neppure. È ora di dire basta alla mediocrità che ci incatena e basta alle scuse.

Non ci vuole un genio per sapere che da parte mia ci sono state delle esigenze tecniche che non hanno trovato riscontro nell’operato dei direttori. Il mio compito di allenatore mi impone di trovare delle soluzioni anche riprogrammando alcuni giocatori, per coprire quelle lacune che c’erano e continuano ad esserci, e su questo punto non vi mento, e su questo punto sono molto chiaro, come vi avevo promesso a suo tempo. Quanto ad un giudizio sull’operato della dirigenza sportiva, questo è un compito che non spetta a me né ai giornalisti che ora esaltano ora condannano l’operato di questo o quel dirigente, ma alla società.

Da domani comincia un nuovo campionato in cui potrà scendere in campo soltanto chi rema dalla stessa parte per il bene dell’Inter. Al momento qualcuno rimarrà fermo a guardarci giocare; forse vorrà unirsi più avanti al nostro gruppo e noi lo accoglieremo, perché è così che si fa tra bravi cristiani, ma solo quando si sarà pronti a dare tutto per la maglia nerazzurra.

Grazie per la vostra partecipazione e forza Inter.

08/02/2018 Categories: Libero pensiero
©dopolavorointer.com
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