Karamoh

by Rouje

“Yann Karamoh, e chi è costui?”

Sulle orme di Manzoni, nella sessione estiva dell’ultimo calcio mercato quasi tutti i tifosi interisti si domandarono come un ragazzino francese classe ’98 fosse finito sui taccuini dei cacciatori di talenti di tutta Europa. E la domanda, tutto sommato, era più che lecita. Arrivato in prestito dal Caen alla fine di una trattativa insolitamente lunga, inizialmente non fu proprio accolto da un corteo di fanfare: complice forse un atteggiamento rassegnato di gran parte della tifoseria, l’acquisto di Karamoh non fu celebrato con lo stesso entusiasmo con cui era stato accolto un anno prima il brasiliano Gabriel Barbosa. Nel 2016 infatti, il giovane Gabigol era arrivato tra le più grandi aspettative: con al collo una scintillante medaglia olimpica vinta al fianco di Neymar, un cartellino il cui prezzo si aggirava intorno ai trenta milioni e dei numeri incoraggianti mostrati nel campionato brasiliano, Gabriel sembrava (e fu presentato come) l’erede del Fenomeno Ronaldo. Purtroppo, sappiamo tutti come andò a finire.

Memori dunque dell’ultimo abbaglio, i tifosi dell’Inter hanno fatto della prudenza un mantra. Yann Karamoh venne accolto forse con freddezza eccessiva, tra chi lo paragonò a Biabiany pur non avendolo mai visto giocare e chi ne decretò direttamente il fallimento ancor prima di averlo testato sul campo. Spalletti invece, già dopo pochi allenamenti, spese buone parole per il ragazzo, lodandone la progressione e la tecnica, ma anche punzecchiandolo un po’ sulla sua “scarsa malizia”, difetto che, aggiungo io, sembra più che comprensibile per un ragazzino appena arrivato da un campionato non proprio di primissima fascia. Karamoh da quel momento si allena libero dalle pressioni e dalle aspettative che avevano intrappolato l’anno scorso Gabriel Barbosa: nessuno si chiede dove sia, nessuno ne invoca il nome a gran voce, nessuno insinua niente sulla cifra spesa per il suo cartellino. Nella più assoluta normalità, Yann Karamoh ha tutto il tempo che gli serve per smaliziarsi ed inserirsi nei meccanismi di squadra, mostrando sì giocate sopraffine, ma senza mai esagerare o esibirsi in numeri da circo. La crescente fiducia che Luciano Spalletti ripone nel ragazzo si palesa in occasione della partita di domenica: Karamoh entra al posto di Borja Valero e la partita cambia. Il resto è storia.

Ma in pratica, cosa sa fare Yann Karamoh? Esprimersi in modo univoco è quantomeno prematuro. Nel match casalingo contro il genoa si sono viste buonissime cose, tra dribbling secchi e un preciso tiro di sinistro. Karamoh ha però anche dimostrato come sia ancora immaturo, perdendo per un dribbling di troppo un pallone sanguinoso che avrebbe potuto regalare ai rossoblù una ripartenza letale sulla trequarti interista. Nel prossimo match in trasferta a Benevento, sarà possibile farsi un’idea un po’ più chiara delle reali qualità di un ragazzo che in un quarto d’ora scarso ha stupito un po’ tutti. Spalletti concederà sicuramente a Karamoh un’altra chance a partita in corso, avendo provato insieme al talentino francese movimenti e tattica per tutta la settimana alla Pinetina.

Karamoh potrà rivelarsi una freccia importante nella faretra di Spalletti: il ragazzo tocca il pallone egregiamente sia col destro che col sinistro, e non disdegna il dribbling nello stretto o il tentativo di tiro da fuori area. L’imprevedibilità e la rapidità di Karamoh sono caratteristiche che alla fascia destra dell’Inter faranno un gran bene, per far rifiatare magari Candreva o per sostituire temporaneamente l’acciaccato Cancelo, ancora ai box nonostante grandi progressi sulla via della guarigione. Quello che però ci si deve sicuramente aspettare, sono le lacune che Karamoh paleserà in fase difensiva: un esterno puro tutto corsa come lui, lascerà chiaramente delle voragini dietro di sé, costringendo D’Ambrosio e l’interno destro di centrocampo agli straordinari per cercare di coprire gli spazi vuoti lasciati dal giovanissimo francese.

Nell’arco di un’intera stagione potremo vedere come Yann Karamoh potrà maturare, alle prese con un campionato tutt’altro che accogliente: starà al mister scegliere i momenti migliori per regalare minuti importanti ad un ragazzo che ha fatto vedere buone cose, ma che è ancora ben lungi da poter essere definito una certezza.

30/09/2017 Categories: Libero pensiero
©dopolavorointer.com
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