Interismo 2.0: le campagne di comunicazione dell’estate 2017

by Djorkaeff92

In questo mio breve articolo vorrei tanto parlare di un argomento tanto difficile ma ormai imprescindibile nella nostra società: la comunicazione.

La mia idea è affrontare questo tema in parti diverse (se piace e interessa cari amici dilaniati), dai social media nel calcio alla comunicazione verbale e non dei vari dirigenti dal cuore neroazzurro.

Per introdurre questa “rubrica” inizierei con il discutere dell’ultima campagna di comunicazione dell’Inter. Quella che ci ha tormentato tutta estate e oggi ci fa sentire delusi dalla campagna acquisti: #InterisComing.

Iniziamo a dire che l’effetto che ha suscitato questo hashtag è stato fantastico. Ha creato entusiasmo, motivazione, speranze e sogni nei tifosi. È stata una scelta originale, per così dire, visto che richiama una frase della serie tv evento degli ultima anni, Game of Thrones: Winter is coming.

Purtroppo, per motivi ancora non chiari, questa scelta di comunicare un sogno e una speranza di un Inter protagonista del mercato estivo si è infranta con la chiusura del mercato.

Le aspettative che portavano questo hashtag erano alte, forse troppo.

Ma se una società di calcio, nel tempo della comunicazione liquida dove tutti noi siamo immersi e siamo trasportati dai vari flussi, usa e crea una campagna comunicativa di questo livello vuol dire che aveva progettato di essere protagonista nel mercato.

Io per primo ero convinto che questa campagna #InterisComing fosse un mezzo per invogliare i tifosi ad abbonarsi, ma non è stato così.

La campagna abbonamenti, che ha come slogan “è parte di te”, è stata, a mio modo di vedere, bellissima.
Ha raggiunto tutti i target del tifoso: le famiglie, le giovani coppie senza figli, il manager che va allo stadio dopo il lavoro, lo studente universitario, e soprattutto le donne (prossimo grande target del marketing calcistico).

I video che sono usciti su Facebook, i cartelloni pubblicitari per Milano, la targetizzazione mirata sui vari social ha portato a raggiungere l’obbiettivo prefissato: avere più abbonati dell’anno scorso.

Esauriti i posti per il primo anello verde e blu, mai venduti così tanti biglietti per la prima di campionato dal 2010 (un inter vincente e protagonista in Italia e in Europa).

Per concludere abbiamo avuto quest’estate due campagne comunicative: una che doveva accompagnare il ritorno dell’Inter nel mercato e una che doveva riportare i suoi tifosi allo stadio.

La prima, anche se lodevole, non ha ottenuto l’obbiettivo prefissato. Anzi, ha aumentato il nervosismo di buona parte della tifoseria delusa dal mercato e ha avuto molti effetti opposti. La fortuna (o la bravura di Spalletti) è stato vincere le prime due partite, molto ostiche, così da rasserenare l’ambiente già carico e teso.

La seconda ha funzionato. Guardando i numeri, al 1 Agosto il numero degli abbonati è aumentato del 10% arrivando sopra i 30.000.

La comunicazione non è un pranzo di gala (semicitazione di Mao visto i tempi), e l’Inter deve ancora migliorare in questo aspetto.

(Se l’articolo vi è piaciuto e l’argomento vi interessa, nel prossimo vorrei presentarvi i social media e il calcio, dove, ovviamente, l’inter è anni luce indietro).

PS Youri è un giovane interista laureando in comunicazione e stagista presso un’importante multinazionale che si occupa di media. Ama l’Inter, ama i social media e odia il narcisismo mediatico quasi quanto Mirabelli quando presenta i nuovi acquisti del Milan.
Utente attivo da Fabbrica Inter.

04/09/2017 Categories: InterInDeep Ipse dixit Libero pensiero
©dopolavorointer.com
Rate this Content 26 Votes
You must sign in to this site to post comments.

Related Posts