Inter-Tottenham 4-1: e ora il trofeo della contabilità

di AngelOne

Sul 2-0 sono stato costretto a uscire di casa tra varie imprecazioni assortite in più idiomi. Una maledetta partita di calcetto. C'era l'inerzia per sovvertire il pessimo risultato dell'andata e ho cercato di seguire i ragazzi in macchina, alla radio.

Peccato che tra speciali sul nuovo Papa e hit della prossima estate Inter-Tottenham per l'FM non esisteva. E allora vai di aggiornamenti via cellulare, tra una rotonda e l'altra (don't try this at home), autogol di Gallas, 3-0 e clacson impazzito.

Ah, da quanto tempo. Finalmente emozioni positive.

Supplementari. Grazie ragazzi, comunque. Certo, mi fate incazzare pensando all'andata, ma solo voi potete regalarmi questi momenti.

Cuore e orgoglio. La maglia nerazzurra deve parlare così. Altro che le puttanate dei gonzi.

Chiedo ai miei compagni di partire dalla panchina (visto Senatori? Dovreste prendere esempio da me), non sanno mica che sto seguendo i supplementari al cellulare.

Adebayor. 3-1. Vabbè, entro. Imbufalito tiro da ogni dove, senza manco beccare alla lontana lo specchio della porta (un novello Guarin, grazie Downo per il suggerimento).

Gol di Alvarez. Questa è l'Inter che amo, quella che mi fa impazzire. Ma purtroppo finisce qui, niente qualificazione.

Il 4-1 non basta ma ho rivisto (vabbè, non in senso stretto) la squadra che noi tifosi ci meritiamo, quella che lotta, che ci fa sognare, che butta il cuore oltre l'ostacolo e non quella che non riesce a fare un tiro in porta al goffo Curci.

Cara società Inter, tutto questo è avvenuto nonostante dichiarazioni "ammoscianti" sparse nel prepartita, sempre rivolte all'obiettivo vero di questa stagione: il trofeo della contabilità, aka il terzo posto. 

Anche il Presidente ci si è messo nell'opera di "ammosciamento", poco prima dell'inizio del match: "Giocando a distanza di tre giorni c'è poco tempo per preparare le partite. Noi siamo piu' interessati alla sfida di domenica, però bisogna fare una partita di orgoglio stasera. La qualificazione? Ci crederei se non avessimo un impegno così vicino"

Le emozioni che ti danno queste serate europee, caro Presidente, anche se in salsa minore rispetto a quelle dorate di Champions League, risvegliano i tifosi, gli animi dimessi per l'Inter altalenante di campionato: abbiamo bisogno di match come questi, l'Europa League doveva essere il nostro obiettivo.

Non riesco a fare mio, invece, quello di conquistare più soldi per il prossimo anno, non riesco a fare miei i calcoli della dirigenza sul terzo posto: io mi emoziono nel vedere questa Inter, queste notti, i giocatori che urlano al 3-0, le accelerazioni di Kovacic, il pallone della EL simile al vecchio Tango utilizzato negli anni della nostra adolescenza alle spalle di Friedel.

Sono un tifoso, non trasformatemi in un contabile.

15/03/2013 Categories: Commenti post-partita
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