Inter-Milan 1-0: la mediocrità è una scelta

di AngelOne

Mi auguravo una vittoria nel derby per una serie di motivi.

Prima di tutto perchè il derby è pur sempre il derby e vincere contro i rossoneri fa sempre immensamente piacere.

Però i 3 punti (questi 3 punti) ci avrebbero consentito di passare un Natale leggermente più sereno, senza farsi travolgere dalle solite voci di mercato, da un allenatore messo sulla graticola, da una società dal futuro ancora non chiaro: in una parola da un'altra “Crisi Inter”.

La vittoria di ieri sera attenua tantissimo quella sensazione di negatività degli ultimi giorni, portando in dote un regalo chiamato tranquillità (provvisoria, lo so bene).

Ma la stracittadina porta anche in dote i soliti problemi visti nell'ultimo mese e mezzo di Inter, con la (grande) differenza di essere riusciti a non subire gol e soprattutto a vincere, come non accadeva da quel lontano Inter-Livorno.

Definire l'Inter-Milan di ieri sera uno tra i più poveri tecnicamente della storia non è un eufemismo, data l'accozzaglia di giocatori scesi in campo con le rispettive maglie, giocatori così modesti che in altri tempi sarebbero state solo delle comparse in panchina o, meglio, spettatori nei propri appartamenti.

I tempi, appunto, tempi che cambiano e ci sbattono in faccia cotanta mediocrità sparsa in uno stadio, San Siro, che per la sua storia non meriterebbe tutto questo (queste considerazioni dovrei averle scritte anche nel post di commento al penultimo derby, quello del gol di Schelotto per intenderci).

Ma se la mediocrità insita nella nostra squadra (guardare al valore della rosa e ai giocatori che la compongono) è assodata (ma non giustificata), continuo a pensare comunque che accentuare tale caratteristica, schierando la formazione iniziale vista ieri sera, assomigli quasi a una martellata nei gioielli di famiglia.

Il centrocampo titolare è stato secondo me una scelta illogica da parte di Mazzarri, con Taider Cambiasso e Zanetti a cercare di... non so cosa fare, dato l'impatto pari a zero del terzetto.

È pur sempre la mia visione del match (quindi soggettiva) ma schierare una mediana di quel tipo non ha prodotto altro che un abbassamento del baricentro fin dentro la nostra area per larghi tratti della partita, un Taider che correva un po' ovunque ma senza efficacia, un Cambiasso che annaspava e rinculava in ogni occasione (oppure protagonista di uscite coi tempi sbagliati) e uno Zanetti praticamente assente, nullo.

Lo scrivevo prima del match, affidarsi a tali calciatori per arginare questo Milan (…) era una scelta che mi lasciava perplesso: capisco che la rosa non ci permette chissà quali alternative, ma scegliere tre giocatori con quelle caratteristiche non mi sembrava il massimo.

E infatti zero gestione della palla per un'ora abbondante, zero uscite palla al piede, difensori costretti a impostare il gioco, terzini unico sfogo di una manovra che di solito ha trovato quasi sempre almeno un interno a proporsi e che invece ieri sera aveva nel centrocampo una sensazione tangibile di vuoto pneumatico.

Anche il Milan non è riuscito a combinare granché e i suoi punti in classifica (+5 sulla zona retrocessione) si sono visti tutti, anche se nel primo tempo sono riusciti a tenerci nella nostra metà campo, con i “poveri” Guarin e Palacio a correre come dannati lasciati al loro destino tra Bonera e Zapata (avessi detto Lucio e Samuel).

La mediocrità, quindi, è una scelta: non solo della società (nelle campagne acquisti degli ultimi anni) ma anche dell'allenatore nelle occasioni come quella di ieri: cosa ha dettato tali scelte? La paura di perdere? L'equilibrio da ritrovare?

Ho qualche dubbio che questo famoso equilibrio perso da qualche partita, però, si potesse riacquistare schierando un centrocampo di quel tipo.

Poco male, per nostra fortuna: dopo aver assistito a momenti di squadra troppo bassa, all'ennesimo rigore su Palacio grande quanto una casa e ovviamente non concesso, a Guarin che invitava i suoi a salire senza successo, a imbarazzanti scambi tra i nostri difensori e centrocampisti, il Milan va in enorme difficoltà fisica e da quell'istante riusciamo a riconquistare campo.

I cambi di Mazzarri fanno (finalmente) il resto: Kovacic (Deo gratias) al posto di Taider e addirittura Kuzmanovic per Zanetti sono mosse che cambiano la squadra, la fanno alzare un po' e, unitamente al crollo dei rossoneri e all'ingresso di Icardi per Cambiasso negli ultimi 10 minuti, completano l'opera di ribaltamento delle forze in campo.

Il Milan non c'è praticamente più e noi riusciamo finalmente a far girare un minimo la palla e Palacio prima sfiora il gol girandosi in area ma poco dopo punisce Abbiati come solo i giocatori di classe sanno fare (87').

Il gol di tacco su assist di Guarin è una perla di rara bellezza, giusto premio a un calciatore sempre umile, mai oltre le righe ma capace di lampi di classe forse non da campione puro ma certamente da grande giocatore.

È la rete che sancisce la nostra vittoria, nonostante il timido ritorno dei cugini negli ultimi minuti e il loro nervosismo latente che sfocia nell'espulsione di Muntari (che già nel primo tempo doveva finire negli spogliatoi per un intervento killer su Jonathan) e nelle proteste del solito Balotelli.

Le discussioni nel post partita vertevano soprattutto sulla formazione e i cambi effettuati che hanno modificato profondamente l'inerzia di questo derby: io non faccio parte di nessun gruppo estremista, non dico che con la formazione degli ultimi minuti vista però dall'inizio l'avremmo vinta con certezza.

Ma credo fermamente che ci debba essere una via di mezzo tra l'obbrobrio iniziale e la squadra con Kovacic, Guarin, Palacio e Icardi in campo contemporaneamente. 

Ci deve essere.

I problemi difensivi non credo possano essere risolti con una mediana di quel tipo, che per caratteristiche e attitudini attuali credo possa appartenere ad una squadra di bassa classifica. Si trovi il modo di cercare questo equilibrio in maniera alternativa, compatibilmente con il pragmatismo del nostro mister.

Non siamo granché dal punto di vista tecnico, è vero, ma l'essere ulteriormente mediocri in campo è spesso una scelta.

Godiamoci queste feste con la pancia solleticata dalla vittoria nel derby.

E che sotto l'albero ci siano soltanto pacchi pieni di buone notizie.

Quello con il gol di tacco l'abbiamo già scartato e goduto.

Buon Natale a tutti.

Buon Natale all'Inter.

23/12/2013 Categories: Libero pensiero Serie A
©dopolavorointer.com
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