Inter giardino dell’Eden?

By FrancoNero

terra

 

Se un giorno un viaggiatore cosmico approdasse sul pianeta Inter, forse troverebbe la nostra società degna di un qualche interesse.

Certamente il cosmonauta, avendo viaggiato per l’universo del calcio, ritroverebbe qui da noi cose a lui familiari, cose che a noi, che non ci siamo mai allontanati troppo dalla nostra amata dimora, sembrano portentose ed uniche.

Così, ad esempio, quella che noi chiamiamo “tifo diverso”, per il visitatore potrebbe essere semplicemente un indicatore di una maggiore o minore maturità della nostra società.

Il “mistero del tifo onesto che dura una vita” potrebbe per lui inquadrarsi in più ampie categorie, senza avere alcun carattere di singolarità.

Al contrario, il cosmonauta potrebbe essere attratto da curiosità e particolarismi che a noi sembrano universalità. Prendiamo ad esempio la “polarità”: si tratta di una peculiarità che caratterizza profondamente la nostra società; ebbene, essa la ritroviamo dappertutto, nella Fisica, nella Chimica, nella Biologia, in scala macroscopica, in scala microscopica, nei fatti e nella mente.

La società per la cui squadra tifiamo è organizzata fisicamente intorno ad un asse di rotazione, definito da un Presidente e da un allenatore. Questa polarizzazione ha una profonda influenza sulla squadra, sui tifosi, sui mass media, sulla nostra esistenza.

Vi è poi la polarizzazione dirigenziale, non coincidente con la polarizzazione presidente - allenatore. Quest’ultima è meno evidente della prima, ma la sua influenza non è meno profonda. Basti pensare che anche la più piccola quantità di denaro ne è influenzata.

Ma anche le manifestazioni sportive non sono che dei processi di polarizzazione; le forze di attrazione e repulsione rappresentano i poli, cioè i terminali di ogni risultato agonistico. Ecco che anche la vita, come prodotto di una evoluzione chimico – fisica, non può che essere profondamente polarizzata; essa infatti è inscindibilmente vita e morte, creazione e distruzione. Anche l’espressione biologica più evoluta, lo Spirito di Squadra, si esprime su basi sostanzialmente dialettiche: il si ed il no, il bene ed il male, l’odio e l’amore, l’essere ed il non essere, il like ed il dislike.

Il cosmonauta forse giudicherà proprio singolare questa peculiarità del nostro club che, partendo dalla natura fisica, si è propagata a tutte le altre forme di esistenza, organica, biologica, psichica. Anche il pensiero dei tifosi ne è profondamente intriso, fin dalle radici.

La prima immagine fisica che si è creata nella nostra mente di tifosi è stata bipolare: l’Inter ed il resto del Mondo. Poi siamo andati sviluppando un bipolarismo ideologico: l’interista ed il resto dei tifosi. Infine abbiamo elaborato il concetto più estremo, anch’esso bipolare: il giapponese ed il dilaniato. Ma forse oggi si sta superando la fase caratterizzata dal bipolarismo totalizzante, per dare spazio a forme più evolute ed armoniche che, probabilmente, già si sono create altrove nel mondo del tifo. Il punto di svolta si è prodotto nel momento in cui si è tentato di estendere all’intero mondo del calcio il concetto di campionato come competizione emersa dal nulla.

Quando il tifoso ha cominciato ad intuire che questo suo estremo tentativo di polarizzare nella sua mente tutto quello che esiste e tutto quello che non esiste, anziché risolvere il quesito finale, si esauriva in un corto – circuito senza più alcun senso, forse proprio in quel momento è iniziato il definitivo superamento della fase embrionale del periodo post – Triplete del nostro Club.

Se il viaggiatore cosmico approdasse sul pianeta Inter ai giorni nostri, forse potrebbe essere spettatore proprio del momento cruciale della transizione.

Noi tifosi, essendo parte della società e vivendo con essa questa evoluzione, siamo privi di una prospettiva cosmica e quindi abbiamo difficoltà ad apprezzare la fase decisiva di crescita che stiamo vivendo. Tuttavia i sintomi sono numerosi. Fra di essi il più inequivocabile sembra essere la questione del Presidente.

La tifoseria sembra oggi essere divisa in due categorie ben distinte: i dilaniati ed i giapponesi. Presidente, dirigenti, medici, calciatori, opinionisti, non c’è nessun argomento di una certa rilevanza oggi che non ci vede schierati su posizioni nettamente contrapposte.

 

Ecco io mi sento di dire che la transizione la vedo, la vivo, critico la dirigenza, ma sarò sempre col mio Presidente, sempre!

02/10/2012 Categories: Libero pensiero
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