Inter-Fiorentina: via il dente, ora tocca al dolore

By GoldenWing

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Con la rivitalizzante vittoria di ieri sera pare essersi chiuso il tormentone del “mal di San Zero, hit di fine estate cavalcata dai media con il consueto piacevole vigore dato che si parlava (anche) di Inter.

3 punti sani, divertenti, necessari onde anestetizzare un ambiente da sempre incline alla paura dell’incendio sin dalle prime scintille. Maledizione archiviata, tutto risolto, Inter in lotta per tutto. A questo livello, il tifoso puo arrivare e pascersi con il 100% dei media nazionali, che fanno della superficialità un bene di consumo a breve scandenza.

Andando a riflettere è lecito chiedersi però se i problemi evidenziati nel primo periodo di stagione siano stati effettivamente risolti o meno, con il nuovo assetto.

La risposta è no.

O meglio, non ancora.

 

La Fiorentina, squadra che ama giocare un calcio propositivo, geometrico, palleggiato ed offensivo ha offerto ai nostri le condizioni migliori per esprimersi anche in casa. Il rigore ha ulteriormente incanalato la partita su binari che le nostre caratteristiche hanno potuto percorrere con naturalezza sino a rischiare di rendere memorabile la notte milanese (se il principe non avesse sbagliato quasi tutto lo sbagliabile la Fiorentina sarebbe stata sotterrata). Il match, nei suoi ritmi e nel suo sviluppo, è stato comunque gestito per 94 dalla Viola senza che lInter risultasse mai in grado di utilizzare il possesso di palla come arma per fiaccare le numerose iniziative toscane.

Grazie alla serata perfetta di Cassano ed alla bravura di Coutinho, nel primo tempo lInter è stato il perfetto guastatore che con pochi e precisi colpi smonta lavversario.

 

Peropero

Una volta sul due a zero lInter di Mou avrebbe iniziato un palleggio insistito, intorno alla linea di metacampo, con lo scopo di riposarsi gestendo il pallonesenza rischiareLinter attuale, anche a causa del tasso tecnico inferiore, non è (ancora?) in grado di svolgere questa particolare fase che tante gioie ci ha regalato in un passato ancora troppo fresco per essere totalmente metabolizzato o dimenticato.

La Fiorentina, rientrata in partita grazie allunica distrazione difensiva dei nostri, si è resa minacciosa sino a recupero inoltrato, nonostante linferiorità numerica: un chiaro sintomo che la gestione del pallone e del ritmo non è una tecnica ancora comandata dai nostri, i quali però per ovvie cause naturali non possono essere costanti sui 90 per velocità, efficacia e potenza delle ripartenze.

Nel classico incontro contro la provinciale (Siena) che viene a Milano per arroccarsi nella propria trequarti e ripartire, questa mancanza di palleggio alla lunga rischia di essere decisiva, non certo per lo scudetto (traguardo non alla portata), ma anche solo per il piazzamento nei primi tre posti della classifica.

E un problema risolvibile, oppure una caratteristica tecnica degli interpreti che andrà nel tempo coperta quanto più possibile?

La cura, assumendo la prima ipotesi come corretta, parte dalla difesa.

Bene che sia più accorta e bassa nella fase iniziale della partita, male che sul doppio vantaggio questa rimanga fissa al limite dellarea. Per gestire il risultato si dovrebbe avere il coraggio di salire per facilitare la circolazione della palla a distanze meno pericolose dalla porta del convincente Handanovic.

Una difesa più alta e con i suoi interpreti non timorosi di dialogare con i compagni palla a terra potrebbe quindi essere il prossimo step di sviluppo: una delle caratteristiche che più mi hanno colpito delle Juve di Conte è infatti proprio la grande confidenza (e coraggio) che hanno i 3 difensori nel palleggiare con il resto della squadra.

I centrocampisti a loro volta, da utilizzare con ragionato turnover e da sostituire quando palesemente spompi (Cambiasso ha dovuto aspettare 30 minuti rimediando diverse brutte figure prima di essere tolto), si propongono e devono avere già chiari in testa i movimenti dei compagni del reparto offensivo, ai quali il pallone arriverà quanto prima possibile, per poi tornare indietro come un ascensore moderno ed efficiente.

 

La nostra squadra ha buone qualità medie, ma non brilla in assoluto per atletismo, e puntare tutto su un profilo di ripartenza senza curare la parte di gestione del pallone, parte che aumenta il suo beneficio in maniera direttamente proporzionale allusura atletica media, potrebbe essere uno svantaggio nel lungo termine, e di questo sono sicuro Stramaccioni ne è pienamente cosciente.

Proprio da lui nasce il tono di fiducia con cui questo post è stato scritto:

nel pur breve periodo passato sulla nostra panchina, il giovane romano ha già mostrato lampi di acume tattico, ampia flessibilita ed il giusto focus sul risultato che e fondamentale per resistere il tempo necessario a crearsi credibilità ed autorità.

La mossa Coutinho a disturbare con la sua velocità Pizarro e Borja Valero, sorpresa per tutti, è stato il classico tocco da maestro che solo i giovani con talento non comune possono permettersi in certi momenti.

 

Probabilmente queste riflessioni sul mancato possesso e sulla necessità di lavorarci sono già state elaborate dal nostro coach e verranno riesaminate più avanti: ora probabilmente si sta già concentrando sui punti deboli del Milan da mandare domenica dritto in piena lotta retrocessione.

02/10/2012 Categories: Libero pensiero
©dopolavorointer.com
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