Il Re è tornato

by Rouje

Che dire: miraggio o realtà?

La partita di Marassi è stata la migliore prestazione offerta dall’Inter spallettiana, spanne sopra anche al match casalingo contro il Chievo del tre dicembre scorso. I Nerazzurri a Genova hanno offerto una prestazione di corsa costante e intelligente, dimostrando di aver riacquistato, almeno per questo periodo, la grinta d’inizio stagione. In più, la banda Icardi ha sfoderato giocate di ottima qualità, evitando di far impantanare il pallone troppo spesso in alcune zone del campo particolarmente bagnate, prediligendo la rapidità di manovra. Rafinha e Cancelo sono stati eccezionali: non mi vergogno affatto ad affermare che l’elemento che abbia più qualità della rosa sia il terzino destro portoghese, e il brasiliano figlio d’arte è stato, dopo il capitano, il migliore in campo per finezza e tempistica nel gestire il pallone in fase di possesso. Inoltre, entrambi i giocatori in prestito da Valencia e Barcellona hanno offerto una solida prestazione in fase difensiva, recuperando palloni importanti.

Alla luce della prestazione di Marassi, spontaneamente ci si chiede se l’Inter sarà in grado di confermare quanto di buono visto domenica. La gara contro la Samp più che una prova solida pare un fuoco di paglia dell’ultimo periodo. La stanchezza e la vuotezza invernali potranno essere spazzate via con l’arrivo della Primavera? Spalletti avrà finalmente trovato la quadratura del cerchio? Domande più che lecite che ogni interista si sarà fatto. Per le risposte bisognerà attendere la fine della pausa per le nazionali.

L’unica sicurezza la fornisce Mauro Icardi: la sua prestazione contro la Samp è stata l’emblema della carriera e dell’indole calcistica del rosarino, che tocca un numero di palloni che si possono contare sulle dita di due mani e segna quattro gol. Icardi non è un mattatore da area di rigore, ma qualcosa in più. E’ un elemento di sicurezza per l’intera squadra, un catalizzatore di gioco e d’intenzioni che lascia ben poco spazio ai dubbi. Se l’Inter gira (e domenica ha girato eccome), Icardi farà sicuramente gol, costringendo gli avversari ad avere la consapevolezza di partire in svantaggio. La pressione psicologica che l’argentino esercita sulle difese avversarie è spesso insostenibile, soprattutto per squadre vivaci come la Sampdoria. Se il Napoli aveva rinunciato ad offendere per coprirsi nella partita di San Siro, la squadra blucerchiata ha commesso il fatale errore di voler imporre il suo gioco contro i Nerazzurri. Per quanto l’Inter abbia molti difetti (riscontrati soprattutto in termini di atteggiamento e insicurezza), è di sicuro una squadra che con gli spazi aperti va a nozze: le difese alte e le marcature a zona sono il pane quotidiano di Icardi, che senza uno o due uomini a soffocarne la reattività, anticipa e strappa in area di rigore come nessuno in Serie A. Se Kouibaly, uno dei migliori difensori del nostro campionato, aveva dovuto concentrare i suoi novanta minuti sulla marcatura di Icardi nella sfida di San Siro, il solo Silvestre nulla ha potuto contro la devastante voracità dell’argentino, propiziata da una buonissima prestazione di Perisic.

Icardi è ormai lo spauracchio di ogni centrale, l’incubo notturno che tormenta i sogni dei difensori di tutta la Serie A. Nessuno vorrebbe mai trovarsi nei panni di un centrale cui è stato dato l’ingrato compito di contenere l’argentino. La concentrazione e lo sforzo richiesti nella marcatura di Icardi sono due fattori di logoramento che il bomber ha impiegato anni a imprimere nella testa dei suoi avversari: stagione dopo stagione, cresceva nella mente di tutti la consapevolezza che marcare Icardi voleva dire rinunciare completamente a uscire prudentemente con il pallone, rifiatare sulle palle inattive o affidarsi alla bravura del proprio portiere. Appena la palla raggiunge l’area Icardi scatta con un movimento a rientrare attaccando il primo palo in diagonale, e se il difensore non anticipa con ampio vantaggio il movimento ad elastico dell’argentino, la palla è già in rete. Se però l’esterno ha deciso di indirizzare il cross sul legno più lontano, il centrale dovrà scattare all’indietro, ripiegando il più possibile per evitare che, con un semplice tap-in, Icardi insacchi il pallone in rete anche da posizione angolatissima.

Marcare Mauro Icardi vuol dire andare sostanzialmente alla cieca per novanta minuti, cercando di indovinare la traiettoria del pallone ancora prima che parta il cross o il passaggio rasoterra. Mantenere una concentrazione tale per l’intera partita è uno sforzo titanico, e al minimo errore si viene puniti con precisione fatale. Con questi quattro gol a Marassi il re è tornato a dettare legge, e non si fermerà fino a che non avrà battuto l’ennesimo record di reti stagionali.

23/03/2018 Categories: Commenti post-partita Libero pensiero
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