Il problema dell'Inter

by Mister X

Questo articolo in origine si doveva chiamare ''i più e i meno dell'Inter''. Parlava dei punti deboli e dei punti forti della squadra. Dei giocatori che avevano dimostrato poco e male finora e che sono in odore di partenza a gennaio, dei giocatori che galleggiano ma che hanno la partitaccia sempre pronta in potenza, dei giocatori che rendono bene e che addirittura stanno migliorando.

Parlava di Spalletti, di come ha migliorato la squadra, dei piccoli errori che ha comunque fatto. Parlava di campo e di cose tecniche, dal basso dell'ignoranza di chi scrive perchè il bello del calcio è soprattutto l'essere tutti senza esclusione ignoranti, dai giocatori che calcolano male un rimbalzo o segnano un eurogol provando a fare un cross sbilenco, ai Sabatini di turno che in un mare di competenza calcistica e non, a volte piazzano la mossa che in teoria è ottima e in pratica è un fallimento. Soprattutto il bello del calcio è essere tutti ignoranti assieme, da tifosi. Dal gommista che dopo una vita a cambiare pneumatici può parlare con gli amici al bar con la sicurezza del tecnico da 8 milioni di euro a stagione di moduli e cambi opportuni da fare, al giornalista sportivo che dopo una carriera di statistiche dati e grafici sul pallone guadagna fior di stipendi per inanellare castronerie colossali. 

Interi microsistemi fioriscono e mangiano su questa ignoranza che ci accomuna tutti. Intere tv private parlano di calcio 24 ore al giorno con argomenti spesso ridicoli quando non ci sono notizie, scoop inventati sul nulla e grosse rivelazioni stiracchiate e fatte nascere da trafiletti fuori contesto. E ovviamente non scordiamoci gli youtuber calcistici, ognuno con i suoi deliri espressi al mondo intero in un trip egotistico in cui un anziano con la terza media o un ragazzino appena uscito da scuola possono arringare folle di ascoltatori parlando, ovviamente, del nulla fingendo di saperne tutto. 

Ecco perchè questo articolo non parlerà di campo o di tecnica. Perchè nella pausa dedicata alle nazionali ho dato un'occhiata a quello che succede fuori, al cosiddetto ''circo mediatico'', e ho notato una cosa quantomeno simpatica.

Certe realtà, dal piccolo youtuber, al mediocre commentatore nella tv privata, al grande esperto nei salotti delle reti nazionali e satellitari, si basano sulla stessa dinamica, quella che io chiamo la logica dell'opposto.

Viene automatico pensare che in un contesto che prevede un interista, un milanista e uno juventino opinionisti contrapposti in una gazzarra verbale chiassosa, ognuno di questi personaggi sia orientato verso i tifosi di appartenenza. Il milanista somaro commentatore fazioso ai limiti del ridicolo appare lì apposta per lisciare i tifosi milanisti, cosi come lo juventino con problemi di dizione e di comprendonio è li per l'appeal verso i tifosi bianconeri. Invece, per la logica dell'opposto, il gioco è un altro. Più un commentatore o un opinionista è fazioso, schierato e apertamente ridicolo, piu attira le tifoserie dello spettro opposto. Le telecronache depresse delle sconfitte, la disperazione, l'esaltazione di gol che poi si rivelano inutili generano molta più audience del tifo a favore. Al tifoso piace che si esalti la propria squadra, ma piace ancora di più ridicolizzare quella degli altri. Chi si presta al gioco lo sa e ci marcia sopra, le macchiette esaltate ne sono una diretta conseguenza. Piu esagero un personaggio nelle vittorie e piu ridicolo e mediatico diventa nelle sconfitte. Conosco tanti tifosi interisti che hanno ascoltato molte piu volte la telecronaca della finale di Istanbul che quella di Madrid. 

Tutto quello che è mediatico e che riguarda il calcio dunque non si basa sui risultati del campo ma su quelli dello share, sulle visualizzazioni che portano profitti, sugli abbonati. Gli eventi di campo, i risultati, i gol, sono solo un mero strumento per generare chiacchiericcio. Mi fa sempre sorridere il caso emblematico del povero Gabigol, un giocatore ai margini, con pochissime presenze in A, che a distanza di un anno, in un campionato di secondo livello come quello portoghese, ancora ottiene articoli sulla maggior testata sportiva italiana per un ingresso in campo. Pazzesco.

Parlo di questo perchè il rapporto coi media è stato un cardine dell'interismo negli ultimi 20 anni, ma è un cardine di cui mi sono stancato. Il problema non sono i media, compiacenti o meno. Il problema è che da 20 anni l'interista si bea di questa situazione, si esalta nel prendere in giro la doppiopesistica delle varie testate giornalistiche. Ed è sbagliato, perchè non sono i giornalisti il problema. Se la macchina cammina non è colpa del motore, ma di chi ci mette la benzina.

Carriere intere sono state costruite sulla pelle dell'Inter, della nostra squadra. Carriere costruite sull'immagine del tifoso perdente che sapeva fare ironia sulle proprie sconfitte, che le accettava con classe e spiritosaggine. Carriere (o presunte tali) costruite sull'immagine del tifoso incazzato contro la sua stessa squadra, che vive in una perenne esaltazione dell'avversario e in una perenne mortificazione dei propri giocatori, allenatori, presidenti. In ultimo luogo anche carriere costruite sull'analisi di questi fenomeni mediatici, sull'esaltazione e il finto sdegno rivolto alle testate giornalistiche e televisive per i doppi standard usati con l'Inter e con le rivali.

Ma io francamente di tutto questo mi sono stancato, mi sono stancato di indignarmi o di essere portato a indignarmi perchè mi si fa notare che c'è chi ritiene Icardi una sega astronomica e Dybala il prossimo pallone d'oro. Perchè di quello che si dice in tv, sui social o su youtube, a me come ai giocatori dell'inter, non dovrebbe fregar nulla. Io ammiro Icardi perchè dopo una contestazione di quelli che dovrebbero essere i SUOI tifosi, non ha fatto le valigie per andare in un club qualsiasi dove l'avrebbero trattato da re. Ammiro Suning perchè gestisce l'Inter come un'azienda, cinese o meno, fregandosene di chi ne infanga l'immagine o li ridicolizza per una partita di calcio. Ammiro chiunque si tenga fuori da tutto il ciarpame mediatico. 

Dei doppi standard non me ne frega piu nulla, delle classifiche dei pali, dei sondaggi pro juve, di tutte le stronzate che leggiamo e vediamo a noi, in quanto interisti, non dovrebbe fregare nulla.

Perchè, e qui sta il finale a sorpresa, che i media italiani siano parziali lo sappiamo da sempre, senza farlo presente di continuo e soprattutto senza esporre la cosa come una specie di medaglia che ci rende speciali. La vera domanda è il perchè siano cosi parziali. La risposta, a sorpresa appunto, non è perchè ''gli juventini sono più numerosi e fanno piu abbonamenti'', non è perchè ''il milan comanda le televisioni''. La risposta è che tanti, ma tanti, ma tanti tifosi interisti VOGLIONO vedere la propria squadra sminuita, vogliono stare attaccati alla tv per sentire le stronzate sulla crisi Inter, vogliono comprare la Gazzetta per ammirare gli acquisti di Marotta per esaltarne le doti manageriali. Soprattutto, dopo aver spalato merda sull'Inter, sulla rosa e su tutta la dirigenza, vogliono qualcuno che gli dia ragione, vogliono sentirsi fini conoscitori di calcio e di management, non importa se per avere ragione devono farsela dare dall'opposto della barricata. Per un giornalista sportivo esaltare la juve non è solo guadagnare il favore degli juventini, ma è anche dare ragione agli interisti che ammirano tutte le squadre eccetto la propria, e assicurarsi l'attenzione di chi non aspetta altro che una frase sbilanciata per potersi fregiare del titolo di ''squadra piu vessata dai media''. 3 piccioni con una fava. E' una meccanica perversa che riguarda solo e unicamente i tifosi interisti e di cui mi sono stancato.

Ci vantiamo di essere una squadra differente e particolare, ma quello che ci rende unici sono i 70mila allo stadio per un Inter-Torino da quarto posto con profumo di alta classifica, ai quali non importa di cosa dice la gazzetta, di chi compra Marotta o dei sondaggi di Sky. Non il vantarsi di essere vessati o giudicati in crisi. Non il tifoso che dopo un pareggio va da tutti a dire ''l'avevo detto''. E sicuramente non il godere delle sconfitte perchè abbiamo il capro espiatorio pronto nel nostro giocatore che detestiamo di piu.

Noi siamo l'Inter, sticazzi di cosa scrivono dicono o parlano gli altri.

 

09/11/2017 Categories: Ipse dixit Libero pensiero
©dopolavorointer.com
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