Icardi piglia tutto

by Rouje

La trasferta di Firenze lascia i tifosi dell’Inter con l’amaro in bocca. E con forti bruciori di stomaco.  È oramai chiaro a tutti come le belle speranze di inizio anno, siano definitivamente approdate in acque tutt’altro che limpide, senza possibilità di attuare quel tanto auspicato “cambio di rotta”, in cui molti interisti hanno creduto fino all’ultimo. La profonda sfiducia in Pioli, nella squadra e nella società, aumenta lo sconforto dell’ambiente Inter, ormai sempre più proiettato verso la prossima stagione, in cui si spera, le cose vengano chiarite e messe al loro posto, una volta per tutte.

La partita contro la Fiorentina ha però evidenziato anche un altro aspetto: se è vero che l’Inter è una squadra fragile e sbilanciata, è altrettanto vero che un giocatore in particolare, nel bene e nel male, riesca sempre a brillare. La tripletta di Mauro Icardi, infatti, ha ancora una volta confermato come il centravanti e capitano dell’Inter, incida sempre e comunque sul match, a prescindere dai risultati deludenti della squadra.

Non c’è attualmente un argomento che divida così tanto la tifoseria. Chi lo ama, cita i suoi numeri (che sono effettivamente impressionanti, considerata la giovane età), esaltandone la freddezza e la costanza, nel punire sia le squadra più modeste, sia i grandi club. Chi invece non riesce ad apprezzarlo, evidenzia le sue (c’è da dirlo) scarse doti tecniche, la sua dipendenza dagli assist dei compagni, e la sua poca propensione al gioco di squadra. Icardi preferisce infatti rifinire il gioco, piuttosto che inventare una giocata per smarcare un compagno.

Misurare oggettivamente le doti di Mauro Icardi sarebbe però impossibile, dato l’attuale stato delle cose. Come è noto, qualunque fenomeno, se inserito in un contesto di squadra fiacco e svogliato, perde inevitabilmente smalto e capacità. Il calcio è uno sport di gruppo, e, in quanto tale, presuppone uno sforzo collettivo di pari livello, per giungere ad un obbiettivo comune. E’ chiaro poi come un giocatore con le caratteristiche di Icardi, sia ancor più penalizzato dalla mancanza di un intento di squadra preciso. L’argentino, essendo un formidabile e freddo rifinitore, soffre parecchio la mancanza di un gioco armonioso, dovendo sfruttare le poche nitide occasioni che gli si presentano nel corso delle partite. Centravanti come Dzeko, o Milik, hanno molte più chance di Icardi, nel corso di una partita, grazie all’imponente mole di gioco offensivo che creano Roma e Napoli. Con più tempo e possibilità di “prendere la mira” verso la porta, il bosniaco e il polacco si sentono più liberi di tentare giocare rischiose, senza però temere di sprecare occasioni importanti, grazie alla sicurezza infusa loro, dai compagni di squadra.

L’Inter però soffre molto il fattore Icardi. La squadra è infatti condizionata e incanalata verso l’argentino, per consentire lui di portare a termine l’azione. L’impressionante quantità di cross che partono dalle fasce nerazzurre, è funzionale al gioco di Icardi, ma non al gioco dell’Inter. Sembra ormai che la squadra viva degli sprazzi saltuari del bomber rosarino, che però non partecipa mai allo sviluppo della manovra, ma solo alla sua conclusione. E se gli scarsi inserimenti dei centrocampisti, i pochi gol di Candreva, la fiacchezza di Eder, fossero tutti “colpa” del capitano? La squadra forse si sentirebbe un po’ più libera di esprimersi, senza il peso di un attaccante così decisivo, ma anche così egoista. I nove assist in stagione testimoniano forse un parziale cambio di rotta e maturazione del bomber, ma questo ancora non basta, per fare di Icardi un attaccante completo.

Qual è dunque il problema? La pochezza un po’ nascosta di un attaccante da più di venti gol a stagione? O la sua innata tendenza a fagocitare una squadra che tutto sommato, è alquanto misera?

L’unico modo per poter risolvere questo dilemma, sarebbe inserire Mauro Icardi in un top club, affiancandogli dei veri e propri fenomeni. Se dovessero rubargli la scena, si avrebbe l’assoluta certezza della tanto paventata pochezza dell’attaccante argentino. Oppure, potrebbe definitivamente essere consacrato come uno dei migliori bomber della sua generazione.

©dopolavorointer.com
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