I Guerrieri della Notte - I fantasmi dei mercati passati (seconda parte)

by Istvan Nyers

Eravamo rimasti ai fantasmi, riprendiamo da lì. Gli anni che seguono lo scippo dello scudetto ’97-’98 vedono un Massimo Moratti evidentemente frustrato. Il presidente reagisce in varie direzioni. Cerca di irrobustire la squadra con grandi dosi di talento, ma continua a mancare l’appuntamento con la scelta dell’allenatore giusto. Ingenuamente, poi, crede di poter vincere assorbendo parte di quella Juventus: ingaggerà Marcello Lippi, alcuni giocatori passati da quelle parti e – lo scrissero ai tempi – ci fu un abboccamento con Luciano Moggi. Sono gli anni più duri di Moratti: scelte spesso sbagliate, ma anche una dose clamorosa di sfortuna.

Dicevamo del talento. L’estate del 1998 vede Sandro Mazzola piombare sui ragazzi italiani di miglior prospettiva. Arrivano – a prezzo pieno, come si dice – Nicola Ventola dal Bari, Cristiano Zanetti dalla Reggiana e Andrea Pirlo dal Brescia. Quest’ultimo è considerato un possibile (e credibile) erede di Roberto Baggio. Un equivoco tattico che purtroppo sconteremo alla grande, non riuscendo a intuire le potenzialità del giocatore in un ruolo diverso. Per non farsi mancare niente, Moratti acquista anche l’originale, Roby, giunto all’Inter in ritardo ma ancora in tempo per mostrare la sua classe ineguagliabile, dopo una stagione strepitosa a Bologna.
Il campionato però è un disastro, sancito da un ottavo posto finale. Simoni paga un inizio difficile (e le scorie della stagione passata) con l’esonero, ma la tempistica è puro autolesionismo, perché Moratti lo solleva a pochi giorni dalle vittorie con Salernitana in campionato e Real Madrid in Champions. Seguono Mircea Lucescu, Luciano Castellini e Roy Hodgson per la parte finale del campionato (da ricordare uno sciccoso 4-5 a Roma, contro Zeman). In Coppa dei Campioni l’Inter è eliminata con qualche rimpianto dallo United futuro vincitore.

Il rilancio di Moratti non si fa attendere. Per il campionato 1999-2000 assume Marcello Lippi e gli dà carta bianca. Questo comporta le cessioni di Gianluca Pagliuca (arriva Peruzzi) e Diego Simeone, oltre al ritiro di Beppe Bergomi. Simeone rientra nell’affare che porta all’ingaggio di Christian Vieri. Ronaldo e Vieri insieme: sarebbe tipo Messi e Lewandowski, o fate voi, insomma. E ci sarebbe pure Baggio in rosa. Ma i tre non giocano assieme quasi mai. Scelte tecniche (il viareggino odia Baggio) e, ancora, una massiccia dose di sfortuna (i continui infortuni dei due attaccanti). Vieri e Ronaldo giocheranno assieme la miseria di 14 partite in tre stagioni.
Oltre a Vieri e Peruzzi, Lippi ottiene Vladimir Jugovic, Laurent Blanc, Gigi Di Biagio, il terzino greco Georgatos e Panucci. Anche nella sessione invernale non si bada a spese: arrivano Ivan Cordoba (27 miliardi), Clarence Seedorf (43 miliardi) e Adrian Mutu. A fronte di tanti investimenti, il quarto posto è ampiamente deludente: lo spareggio contro per l’accesso in Coppa dei Campioni viene vinto grazie a Roberto Baggio, al passo d’addio.

Ok. Sto scrivendo di mercati e non di altri fantasmi, dunque salto alla stagione 2002-3 con la funzione Avanti Veloce. Hector Cuper ha sostituito da un anno Lippi (riuscito a farsi eliminare dall’Helsingborg per l’accesso alla Champions). L’hombre vertical trasmette solidità alla squadra ma sbatte – oltre che a umanissimi errori suoi e dei giocatori – contro il consueto mix di sfortuna e associazione a delinquere, dunque perde lo scudetto all’ultima giornata. L’estate seguente porta una rivoluzione: Ronaldo vince il mondiale da protagonista e ottiene la cessione al Real Madrid: si chiude un’epoca. (In questo video una delle rare partite giocate con Vieri).

In entrata l’Inter acquista Hernan Crespo, Fabio Cannavaro, Matias Almeyda, Domenico Morfeo, Lele Adani. L’Inter chiude seconda con distacco dalla Juventus e viene eliminata nel derby/semifinale di Coppa dei Campioni con due pareggi. L’era Cuper si chiude con un esonero nell’ottobre 2003, Zaccheroni traghetta a fine stagione quando viene ingaggiato un pupillo di Moratti, Roberto Mancini.

A dispetto della – in seguito parzialmente meritata – fama di tecnico capace di farsi accontentare in tutto, il mercato della stagione 2004-05 è decisamente low cost, ma il direttore Marco Branca azzecca un paio di colpacci: dal Real arriva a parametro zero Esteban Cambiasso, mentre dal Chelsea ottiene il prestito nientemeno che della Bruijta Juan Sebastian Veron. Mancini porta con sé un paio di scudieri: Giuseppe Favalli e il fido Sinisa Mihajlovic (certo non operazioni economicamente dispendiose). Per completare la batteria difensiva vengono presi Nicolas Burdisso e Ze Maria. In squadra ci sono già il fenomenale attaccante Adriano e Deki Stankovic, presi nella sessione invernale precedente. La squadra gioca un calcio davvero piacevole, rapido e tecnico, ma un nuovo germe si impossessa dei nostri: la celeberrima pareggite. Il primo anno del Mancio si chiude con il terzo posto in campionato, una nuova eliminazione nel derby di Champions contro il Milan, ma con la vittoria in Coppa Italia, primo successo dopo anni di magra.

È il tassello di partenza per un ciclo che è ormai iniziato. 2005-06: tre acquisti dal Real Madrid. Luis Figo porta gli ultimi anni della sua classe, Walter Samuel il suo muro, e Solari sua sorella Liz. Sbarcano ad Appiano anche Pierre Wome e David Pizarro. Sia come sia, questa banda conquista la seconda coppa Italia consecutiva e il quattordicesimo scudetto della storia dell’Inter, festeggiato il 26 luglio. Per rinforzare la squadra, nell’estate 2006 Moratti prende dalla Juventus il pacchetto Vieira-Ibrahimovic (35 milioni per entrambi), ma anche il terzino brasiliano Maicon (sei milioni), il campione del mondo Fabio Grosso e ancora Hernan Crespo, in prestito dal Chelsea.

Quante facce, in tutti questi anni. Siamo partiti da Matthaus e arrivati a Ibrahimovic, mentre la stella cometa di Ronaldo ha attraversato il nostro cielo come un lampo. La nostra cavalcata ha il suo culmine epico nel 2010. Da un anno José Mourinho ha preso il posto di Roberto Mancini. Ha vinto agevolmente lo scudetto ‘08-09 e la squadra è in ritiro negli Usa. I presidenti di Inter e Barcellona trattano la cessione in Spagna di Ibrahimovic, desideroso di andare a giocare il calcio del futuro. Per la cifra di settanta milioni Zlatan raggiunge Guardiola e Messi. Samuel Eto’o compie il percorso inverso. Non sono pochi gli interisti a storcere il naso, ma i tasselli si inseriscono tutti alla perfezione. La coppia Milito-Motta dal Genoa assicura qualità e gol. Lucio arriva dal Bayern per costruire con Samuel una linea difensiva eccezionale. E il ventotto agosto, per 15 milioni, l’Inter compra ancora dal Real Madrid. Wesley Sneijder è il numero dieci della squadra che nei mesi seguenti rinnova il significato di leggenda nel calcio italiano.
Il 22 maggio i pianeti si allineano e ammirano la squadra più vincente della storia del calcio italiano a livello di stagione secca. I fantasmi applaudono. Non ho una conclusione migliore. Adesso è il 2017 e luglio è ormai iniziato.

04/07/2017 Categories: I Guerrieri della Notte
©dopolavorointer.com
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