I Guerrieri della Notte - I fantasmi dei mercati passati (prima parte)

by Istvan Nyers

Dunque è arrivato questo giugno bollente e noialtri interisti viviamo intrappolati in questo ennesimo limbo. Poi, quando sarà finita, speriamo presto, ci diremo che la data da segnare per l’inizio del limbo è il 22 maggio 2010… ma intanto restiamo a questi giorni. È passato un mese e mezzo dall’esonero di Stefano Pioli, a sancire l’ennesimo fallimento stagionale; e un paio da settimane dall’ennesimo Welcome, stavolta tributato a Luciano Spalletti.

Ma restiamo al limbo. Attendiamo questo fatidico 30 giugno prossimo venturo come un Anno Zero dall’aspetto quasi biblico. C’è da fare i conti con il Fair play finanziario, con i bilanci, con le cessioni, ma d’altra parte c’è quel famigerato Inter Is Coming e attendiamo al varco quei famigerati calciatori che possano farci sognare. O sperare.

E allora per ingannare l’attesa – o per immergermi in un po’ di sana nostalgia – sono andato a rivedermi i Fantasmi Dei Mercati Passati, tenendomi alla larga dagli ultimi sei. Come nel racconto di Dickens sono comparsi in sequenza i bellissimi spettri di Ronaldo, Mattahus, Ibrahimovic, Milito, Eto’o, ma anche di Ciccio Dell’Anno e dell’Avioncito Rambert. In questa prima parte vediamo dieci anni, il periodo 1988-98.

Ho iniziato dall’estate del 1988 perché è la prima Inter di cui abbia memoria. Non c’erano Twitter né i fantomatici insider, per cui mi ritrovai le facce dei giocatori messi a disposizione del Trap direttamente sull’album Panini. E, ragazzi, che facce! Andreas Brehme e Lothar Matthaus arrivarono rispettivamente per 1,8 e 5,6 miliardi; Alessandro Bianchi sbarcò dal Cesena per 4 miliardi  e mezzo. L’acquisto più costoso fu Nicola Berti: più di 7 miliardi alla Fiorentina. Ramòn Diaz (in prestito) completò un cinque su cinque praticamente ineguagliabile. Con questi innesti, in una rosa che comprendeva mezza difesa della nazionale italiana più giocatori come Gianfranco Matteoli e Aldo Serena, fu scudetto. Dei record.

Qualche anno dopo (1993) il presidente Ernesto Pellegrini provò a replicare quell’estate fortunata. Per 28 miliardi complessivi acquista dall’Ajax Wim Jonk e Dennis Bergkamp; il secondo fa sognare i tifosi, è un colpo da grande squadra: il talento dell’olandese è cristallino. Poi, ehm, Francesco Dell’Anno arriva dall’Udinese per 14 miliardi. Festa e Paganin per 9 e 6 miliardi per rinnovare la difesa. In panchina Giampiero Marini rimpiazza l’esonerato Osvaldo Bagnoli. L’Inter vince una Coppa Uefa ma finisce tredicesima, rischiando seriamente la retrocessione.

1995. Massimo Moratti, il figlio di Angelo che riprende l’Inter genera un’ondata di entusiasmo in tutti i tifosi: siamo a metà anni Novanta e possiamo ancora credere nelle favole. Il primo mercato con Massimo in sella non porta tuttavia colpi fantascientifici. Ok, arriva il Governatore Paul Ince dallo United (13,5 mld), e questo promettente terzino brasiliano, Roberto Carlos. Benny Carbone e Salvatore Fresi non possono certo incendiare le folle, così come i giovanissimi argentini Rambert e Zanetti. Bergkamp saluta tutti e vola (cioè no, ci va in treno) all’Arsenal per 19 miliardi. Maurizio Ganz porta in dote diversi gol, ma l’annata si conclude… con un settimo posto.

Neanche il secondo anno di Massimo è da Sogno. Djorkaeff dal Paris Saint Germain è la stella, ma accanto al francese vengono ingaggiati gli onesti e non giovanissimi Winter e Angloma, oltre che a Ciriaco Sforza, regista e pupillo dell’allenatore Roy Hodgson. Se non altro ci regalerà quella memorabile battuta in Tre uomini e una gamba. Ad ogni modo, la squadra – completata anche da Ivan Zamorano, preso dal Real – chiude terza (oggi sarebbe qualificazione in Champions) e perde la Coppa Uefa soltanto ai rigori. Insomma, le premesse per un exploit ci sono tutte.

E infatti il terzo anno Massimo cala l’asso. Il colpo ad effetto. Quello che non era riuscito neanche al padre, che provò a portare Pelè in Italia. L’Inter va a Barcellona e paga la clausola rescissoria del calciatore più forte dell’epoca, Ronaldo. Credetemi o no ma mi vengono i brividi solo a scriverlo – a distanza di vent’anni. Accanto al Fenomeno, l’Inter comprò anche Diego Simeone (13 miliardi all’Atletico), il talento uruguaiano Recoba e il brasiliano atipico Ze Elias. Dalla Francia arrivano Cauet e Taribo West. La difesa è completata dai non esattamente irresistibili Sartor, Ciccio Colonnese e Maurone Milanese, scudieri di Gigi Simoni.

Non rievocherò l’assurda e criminale truffa che impedì lo scudetto. Dirò soltanto che se è vero che parte della nostra materia è composta dai sogni, è difficile trovarne uno – di sogno – più grande dell’acquisto di Ronaldo, il più forte, il migliore dei sogni possibili. (fine prima parte).

 

24/06/2017 Categories: I Guerrieri della Notte
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