Faccia a faccia

by Rouje

L’orizzonte che racchiude le sorti di Inter e Milan è il classico scenario da “sliding doors”: i Nerazzurri e i Rossoneri hanno finora attraversato una delle stagioni più travagliate della loro storia, vittime entrambe di un ecosistema societario che scricchiola e sobbalza ad ogni curva, ammantando di nebbia la stagione di entrambe le squadre. I gruppi cinesi proprietari delle squadre di Milano operano privi di qualunque trasparenza, gettando nello sconforto i tifosi di entrambe le sponde del naviglio, ignari di quanto possa effettivamente succedere al termine di una stagione che ha rappresentato, sia per il Biscione che per il Diavolo, uno dei passaggi più travagliati della loro storia.

Mettendo da parte oscuri scenari da spy story, il derby del 4 marzo rappresenta un punto di svolta per entrambe le squadre, che oltre a livello societario, cercano conferme e riconferme soprattutto sul campo: l’Inter per uscire da un momento di scoramento che dura da troppo tempo, il Milan per certificare la sua effettiva rinascita calcistica.

Spalletti e Gattuso sono gli uomini che più rappresentano il momentum di entrambe le squadre, incarnando in prima persona i dubbi o le speranze di cui vivono le due più accreditate contendenti per la lotta al quarto posto. Il tecnico toscano sembrava, ad inizio stagione, un vate infallibile, l’uomo in grado di riportare l’Inter nell’olimpo del calcio italiano, nonostante l’inadeguatezza strutturale della sua rosa. Il tempo e i risultati recenti hanno però permesso che il lavoro svolto fino ad ora da Spalletti venisse messo in discussione, prospettando dubbi riguardo alcune scelte poco coraggiose dell’ultimo periodo. Gattuso è invece colui il quale è riuscito, sorprendendo tutt’Italia, a ridare nuova linfa ad un Milan che sembrava ormai in rotta di collisione con la zona destra della classifica. Il gran lavoro dell’ex allenatore della primavera rossonera è stato la chiave di “svolta” di una stagione che sembrava ormai definitivamente da buttare. Chi mai avrebbe pensato che, in un marzo così gelido, le due squadre di Milano si sarebbero trovate a disputare un derby così caldo?

Spalletti e Gattuso sono, a tutti gli effetti, i leader materiali e spirituali delle due squadre più “pazze” della Serie A: pur essendo due personalità agli antipodi (basti pensare al modo in cui entrambi “conducono” le loro conferenze stampa), hanno nel lavoro e nella corsa collettiva il loro principio guida, interpretandolo ciascuno in modo diverso. Spaletti imposta l’Inter specularmente all’avversario, edificando il suo impianto di gioco sul pressing e la ripartenza, sfruttando il recupero palla e lo smistamento rapido della sfera grazie alle doti di Skriniar, scudiero sempre presente in tutte le uscite dei Nerazzurri. La transizione offensiva passa poi per i piedi dei centrocampisti o degli esterni, che non appena trovano lo spazio per crossare gettano palloni in mezzo alla mischia, cercando le spizzate di testa di Icardi e Perisic.

Il Milan gioca invece un calcio di sovrapposizioni, avendo due soluzioni possibili dopo aver recuperato il pallone in zona bassa: allargare il gioco verso uno tra Suso o Çalhanoğlu, permettendo alla squadra di salire tutta insieme, come in una coreografia ben studiata, oppure sfruttare le doti di Bonucci in fase di impostazione, scavalcando la prima pressione avversaria con un lancio lungo verso la punta. In entrambi i casi, sono poi le ali che concludono l’azione, tentando il cross tagliato o aspettando la sovrapposizione di Calabria a destra o Rodriguez a sinistra, sfruttando così la superiorità numerica.

Inter e Milan hanno due modi quasi opposti di giocare a calcio, con i Nerazzurri che avanzano solo col pallone tra i piedi, mentre i Rossoneri corrono moltissimo in proiezione senza il possesso, buttando più uomini possibili nell’area di rigore e sfruttando gli inserimenti dei centrocampisti, Kessiè e Bonaventura su tutti.

Vedere a confronto due sistemi così diversi sarà molto interessante e, cosa fondamentale, la squadra vincitrice del derby beneficerà di una spinta motivazionale importantissima, proiettandosi concretamente verso l’accreditamento per un posto in Champions League. Mai come ora è importante non fare passi falsi, evitando di cadere in una spirale di sconforto che da troppo tempo intrappola il mondo Inter. Se i ragazzi di Spalletti dovessero riuscire a strappare tre punti in un derby che si preannuncia difficilissimo, potrebbero realmente riprendere la loro corsa, tenendo a distanza i cugini e beneficiando di una grande iniezione di fiducia.

01/03/2018 Categories: Libero pensiero
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