Di Spalletti e del ''ciao povery'' europeo

by PalerLuca

Dopo la conclusione, finalmente, della stagione calcistica, è opportuno fare un po' di considerazioni su quello che è stato, su quel che è, e su quel che sarà. Tanto per distrarsi nel mare di cazzate da calciominchiato che si succederanno da qui a settembre e che purtroppo daranno da mangiare a parolai e mestieranti vari, sulle spalle dei tifosi, di ogni casacca.

La Champions League: La finale ha portato a interisti e non solo una grande gioia. L'ennesima umiliazione della juve, una pietanza di cui siamo tutti sempre golosi, ha certificato sul campo il deserto culturale e sportivo in cui si trova il sistema calcio italiano. La faziosità dei media, l'incensamento immotivato di una sola squadra, noi tifosi interisti lo conosciamo bene perchè lo vediamo da esterni, prima sul milan e poi sulla juve. Non si tratta solo di lisciare le penne ai potenti di turno, o a chi vince, ma soprattutto di alimentare e mantenere un certo tipo di rapporti clientelari. Chi unge le ruote in vari modi va sempre esaltato e difeso.
Senza scendere troppo nei dettagli, sono passati 7 anni non solo dal triplete nerazzurro, ma anche e soprattutto da concetti chiari, esplosivi e allucinanti per pesantezza e puntualità, che sono passati e sono stati fatti passare come deliri di un personaggio particolare e scomodo, una chiave negli ingranaggi che andava rimossa.
7 Anni fa Josè Mourinho da Setubal disse a Sconcerti l' ''amico di tutti'' che lui no, non era suo amico. Che non avrebbero mai cenato assieme. E che i confronti, se si parla di calcio, vanno fatti onestamente. Bastava questa frase, vecchia di sette anni, per ridicolizzare tutti i vari Ronaldo panchinaro e Dybala meglio di Messi detti negli anni successivi.
7 Anni fa Josè sputtanò la stampa italica tutta parlando di prostituzione intellettuale, di un'unica squadra con l'area di 16 metri, di un trattamento mediatico allucinante e denigratorio verso lui e la sua squadra che avrebbe vinto tutto e esaltatorio verso altre realtà di gran lunga piu deboli e con nulla da complimentare. 
L'inter al suo massimo era una squadra che non portava peana e elogi dopo un ottavo di champions superato distruggendo i campioni d'inghilterra, che rendeva gli studi televisivi un posto cupo e di sorrisi a denti stretti. L'inter al suo minimo, quella di questi anni, è un cadavere di cui non avere rispetto, a cui dedicare titoli orrendi e pazzeschi che vanno al di là dello sport. Ci si vergogna di 30 condanne, di portare sulla maglia scudetti non assegnati, di champions vinte nella scorrettezza, nel doping e nel sangue. Non di partite giocate male.
Non mi interessa comparare i percorsi in champions league o la forza di quell'inter e di questa juve. Chiunque abbia vissuto quell'anno sa la differenza.
Mi interessa dire forte e chiaro che il calcio in italia è ancora marcio perchè si regge su questo sistema clientelare dove i meriti vengono borbottati a mezza voce e i demeriti urlati. Dove una squadra leggendaria per essere riconosciuta ha dovuto fare qualcosa di mai visto, mentre una squadra mediocre viene descritta come la piu forte di ogni tempo senza aver ancora giocato. 
Che dopo la sconfitta il tonfo sia grande e ci sia qualche voce fuori dal coro a dire ''ma forse non abbiamo esaltato troppo nel corso dell'anno questi giocatori buoni ma non ottimi'' non mi interessa nulla. L'onestà giornalistica e intellettuale non arriva dopo una sconfitta da cavalcare per farsi belli. Avrebbe dovuto essere sempre presente, avrei voluto vedere articoli un mese fa, due mesi fa, dire che a prescindere dalle vittorie, Dybala e Higuain non sarebbero mai arrivati al livello di Messi o Ronaldo.
In fondo, lo possiamo dire anche oggi. Milito e Snejder erano in annata di grazia, ma nessuno si sognò mai di paragonarli ai migliori del mondo. L'inter vinse la champions con merito, fece l'impresa, ma il Barcellona come squadra era comunque superiore. Non c'è vergogna nell'ammetterlo, anzi contestualizza i risultati raggiunti. 
Josè disse anche un'altra cosa 7 anni fa. Disse che questo sistema marcio non era il suo, che se ne sarebbe andato e noi saremmo rimasti a fare i conti con lo schifo e la prostituzione se non avessimo preso provvedimenti. Avremmo dovuto ascoltare e capire invece che parlarne come di un guru picchiatello.

Spalletti: Luciano è il nostro nuovo allenatore. Che risultati otterrà? Ovviamente dipende da tante cose, dal calciomercato in primis, dall'ambiente e da come i giocatori lo recepiranno e via dicendo. Io non ho seguito il gioco della Roma, non so quanto Spalletti sia migliorato negli anni in russia, non so quanto possa migliorare una squadra. I risultati parlano per lui, si dice, ma quali risultati? 
Spalletti gestisce la Roma nel post-calciopoli, la seconda forza del campionato italiano, contendendo i primi due scudetti all'inter di Mancini, troppo superiore come organico e come tenuta mentale. Il terzo anno però si rompe qualcosa: la stessa roma che arriva seconda nel 2008 e nel 2010, nel 2009 arriva sesta. Spalletti esaspera un ambiente nervoso, perde il controllo di giocatori e piazza e viene esonerato all'inizio del campionato successivo. La squadra c'era, infatti arrivò a un soffio dal titolo allenata da Ranieri.
Quando Luciano torna a roma fa l'opposto, prende una squadra in rotta con Garcia ma dai buoni elementi e con un girone di ritorno pazzesco arriva terzo. L'anno dopo migliora arrivando secondo. Ma la Roma seconda di quest'anno che Roma è? Una squadra che non ha i nomi o la panchina per puntare al titolo, sicuramente, sulla carta, ma è anche una squadra che ha avuto delle occasioni per buttare un po' il cuore oltre l'ostacolo, per dare l'illusione di potercela fare.
Una squadra che è arrivata si seconda, con il record di punti. Ma che ha fallito tutti gli scontri decisivi in cui poteva fare qualcosina in piu. E' una Roma che vinceva tante gare di fila rimanendo in scia alla juve, ma poi perdeva la gara decisiva per avvicinarsi seriamente, come il Derby di ritorno.
E' una roma che faceva tanti proclami e poi finiva per crollare quando serviva, come nelle gare con Lione in europa league e con la lazio in coppa italia.
E' una roma che finisce a zeru tituli per inadeguatezza della rosa e anche un pizzico per colpa del suo allenatore. Quel Luciano sempre in prime time che coi suoi proclami di ''se non vinco niente lascio'' ''se perdiamo domani è una vergogna'' ''possiamo rimontare'' ha fatto la figura di quello che parla tanto e combina poco.
L'inter come ambiente e umoralità dei tifosi è una società difficile, non nevrotica come la piazza romana, ma difficile. Riuscirà Luciano a fare lo step decisivo nella sua carriera e azzeccare le gare importanti stavolta? Era colpa di Roma e della Roma cadere nei passi decisivi o Luciano è un ottimo allenatore ma non il fenomeno dal guizzo decisivo che è sembrato finora? 
Lo vedremo quest'anno.

Calciomercato: Si parla di potenza di Suning, di milioni che vedremo da luglio in poi, di acquisti esagerati. Al momento sul nostro calciomercato non si può dire nulla e non farò nomi da lista della spesa, di chi mi piace e di chi vorrei all'inter. 
Vorrei solo fare una riflessione sul calcio europeo. E' normale che società come Real, Barcellona, Bayern e ManUtd, con i loro introiti superiori, il loro appeal e il loro potere di spesa possano accaparrarsi tutte le prime scelte, i prospetti migliori e gli acquisti seri. Sognamo i Sanchez e poi scopriamo che per vincere qualcosa va si in un top club, ma si fa pagare 25 milioni l'anno. Il calcio italiano con questo tipo di cifre non può competere, perchè siamo ancora ai benefattori mecenati, che siano cinesi o meno. Ci vorranno anni di investimenti giusti per migliorare, la stessa juve con lo stadio e le vittorie è ancora molto indietro.
Però, per fortuna, il calcio non è quantificabile dai soldi come altri sport. Il denaro influisce sulla forza di una squadra, ma non cancella del tutto il talento o un'esplosione.
Un parallelo tra inter e juve posso farlo, a livello economico, tra 2010 e oggi.
L'inter arrivò in finale, vinse e meritò il plauso europeo con 2 giocatori del genoa, 4 intuizioni geniali di mercato low cost, la vendita del suo miglior giocatore e l'acquisto di scarti di Real, Barcellona e Bayern.
La Juve non è tanto dissimile, ha acquistato a peso d'oro entro i confini italici dalle squadre piu forti, da squadre mediopiccole come palermo, e ha giocatori che comunque sono transitati da Real, Barcellona e Bayern. E pur non potendo competere con la rosa dei migliori in europa, è arrivata in finale. Non lottando e battendo i migliori, ma ci è arrivata.
Quindi non disperiamoci vedendo certi acquisti dei top europei, e non sogniamo i campioni da comprare a 100 milioni al colpo o da pagare 20 d'ingaggio. Costruiamo una squadra ragionata, con persone giuste per i ruoli giusti, prendendo qualche buon giocatore dal basso, qualche intuizione di mercato low cost e qualche scarto che fa tribuna nel real. La grandezza si raggiunge anche cosi. O perlomento, noi lo sappiamo perchè ci siamo riusciti, altri continuano a provarci, ma si sa, riuscire due volte è piu facile che provarci da sempre senza arrivare mai.

09/06/2017 Categories: InterInDeep Libero pensiero
©dopolavorointer.com
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