Considerazioni post Inter - Roma e Pagellonze

di PalerLuca

 

L'abbiamo imparata.

Ci sono squadre che non perdono mai. Al massimo imparano.

Non la mia.

La mia squadra è l'Inter e per quanto ci sia gente che bela (letteralmente) su quanto non si sappia accettare le sconfitte, l'Inter perde e sa perdere.

Perchè una sconfitta non ha altri nomi. Le partite non si ''imparano'', si perdono o si vincono.

Una sconfitta non insegna. Una sconfitta grida, ti prende a schiaffi in faccia, ti urla delle cose. Noi non dobbiamo imparare, ma solo ascoltare cosa ci ha urlato e reagire. 

Cosa ci può dire la partita con la Roma quindi?

CLASSIFICA
La nostra classifica non è cambiata di molto. Era una ghiotta, ghiottissima occasione per fare un passo verso il sogno del terzo posto e l'abbiamo fallita. Siamo passati dal quarto posto in coabitazione, al sesto, ma è irrilevante: nell'arco di 10 turni siamo passati da svariati punti dietro, a parità, a qualche punto davanti, a parità di nuovo, a qualche punto dietro Lazio e Atalanta. Il tutto con sole due sconfitte. Questo vuol dire che da qui alla fine la spunterà chi perderà meno punti per strada.

Riguardo la rincorsa terzo posto, le cose sono identiche a un turno fa: per noi mancano 5 punti con lo scontro diretto da giocare. Vincere oggi avrebbe significato poter puntare addirittura al secondo, ma sarebbe stata follia.

L'unica cosa: perdere con un diretto concorrente ci fa capire che sulla Roma non si può fare la corsa, perchè ora è troppo piu avanti e perchè probabilmente il gap di punti potrà solo aumentare, visti i valori in campo.

Piccolo appunto: anche il Napoli vede sfuggire il secondo posto; oltre alla matematica, il segnale chiaro è che in questo turno, nel quale entrambe affrontavano la quarta in classifica, il Napoli ha perso in casa e la Roma ha vinto in trasferta. Potrebbe anche verificarsi un Benitez-bis.

TECNICO
Al terzo scontro importante, dopo le partite con Lazio, Juve e Roma, Pioli ha una media di 3 sconfitte tonde.

Senza negare i suoi meriti, indubbi e sotto gli occhi di tutti, c'è da fare una valutazione purtroppo necessaria. Anche in caso di arrivo al terzo posto, anche in caso di crollo verticale di tutte le competitors, Pioli non va confermato.

I motivi sono chiari: in tutte le partite chiave perse non si ha mai avuto la sensazione che il problema fosse la rosa.

Non abbiamo mai avuto la sensazione di dare il massimo e perdere per pura inadeguatezza dei giocatori in campo. Ogni sconfitta piuttosto origina ANCHE da mosse tattiche dettate dal tecnico.

La formazione coi nomi giusti, che però sembravano spaesati in campo e fuori ruolo, cambi del modulo o degli schemi che tolgono la sicurezza derivata dalle 7 vittorie di fila, tutto ha contribuito a passare l'idea di un tecnico che non fa modifiche per sfruttare un punto debole avversario, ma per coprire un punto debole della rosa, a scapito di azzerarne i punti forti. E questo viene trasmesso ai giocatori. Non è un problema di motivazioni o di ''sentire'' la partita, perchè anche i piu svagati tatticamente corrono e si impegnano.

Abbiamo la prova definitiva che Pioli sa dare un gioco alla squadra, sa vincere le partite e normalizzare la classifica, ma che non ragiona da allenatore di vertice, si sente ancora inferiore a Juve, Napoli, Roma e probabilmente a un paio di altre. Pensa piu a coprire i nostri buchi che non ad aggredire quelli altrui. E un atteggiamento così, contro avversari famelici e più bravi, lo paghi. Nelle partite contro avversari piu forti dovevamo aggredirli e metterli in difficoltà, nascondendo i nostri limiti. Il confronto con la partita d'andata contro la Juve e contro la Roma stessa è impietoso.

Come mostra la classifica, in un campionato dove le più forti vincono quasi sempre, perchè le deboli sono retrocesse o salve a dicembre, contano tantissimo gli scontri diretti. Senza un allenatore che li prepari a dovere, arriveremo quarti anche il prossimo anno. E lo dico senza sminuire i meriti di Pioli, bravo tecnico, brava persona, che ha saputo fare il suo in una situazione difficile. Ma all'inter del futuro serve altro.

GIOCATORI
Non sono del parere che la rosa dell'Inter sia cosi disastrata come si dice. Abbiamo buone individualità con due principali difetti, uno sono i ricambi inesistenti: ci sono partite nelle quali la scelta migliore è Icardi unica punta con Perisic e Candreva a supporto e Joao e Gagliardini incursori.

Ma ci sono partite, spesso in presenza di difensori alti e fisici, nelle quali Icardi sarà da solo tutta la gara e preso in mezzo. Avere una seconda punta pericolosa e mobile vuol dire raddoppiare l'imprevedibilità dello schema e variare quando serve. A noi manca una seconda punta affidabile, da 15 gol a stagione, tutto l'attacco è inadatto a parte Mauro e Gabi. Banega è un'arma che non sappiamo come usare ma serve. I terzini sono scarsi ma è un problema secondo me secondario. Ne servono di più forti, ma la difesa dell'Inter è comunque meglio di quella del Napoli. Se segni venti gol di meno, però, diventa un problema.

Il secondo problema della rosa è l'età.

Mi spiego: avere giocatori giovani e buoni prospetti, come Mauro, Joao, lo stesso Brozo, Gagliardini, dà il vantaggio di farli crescere e di costruire un'ossatura per il futuro.

Il difetto, però, è che i giovani non hanno l'esperienza e l'intelligenza calcistica per essere flessibili in campo.

Vanno telecomandati  costantemente, come Brozo e, appena c'è un cambio di modulo, sono tutti poco abituati.

L'Inter sa giocare bene con un modulo solo. Negli altri arranca, perchè gran parte della rosa non ha l'esperienza sufficiente per cambiare tipo di gioco in corsa.

Per questo, di solito, ai vari giovani si affiancano giocatori forti ed esperti, uno per ruolo, che siano leader e mostrino i movimenti. In difesa Miranda spesso crea confusione, invece che dare le direttive, a centrocampo il piu esperto è Candreva, che sa fare un ruolo soltanto. A malapena.

In attacco il più esperto è "defunto" da un po'. Ci vogliono 2-3 campioni sui 30 anni, possibilmente in forma e non sulla via del declino, con altri 4 anni buoni in canna, in modo da far arrivare senza affanni gente come Joao e Gagliardini alla piena maturità .


PROSPETTIVE FUTURE
Comunque finirà questo campionato, che sia in miracolo, in tragedia, o in una via di mezzo, le prospettive per una grande Inter passano necessariamente dalla volontà di Suning. La partita con la Roma ci dice che il buon lavoro svolto da Pioli ha normalizzato questo campionato, ma che non abbiamo fatto mezzo passo in avanti per puntare al titolo. Se vogliamo farlo seriamente, da settembre servono minimo 3 acquisti di livello europeo, con esperienza e un nuovo tecnico.

La sconfitta ci ha urlato. Non mettiamo la testa sotto la sabbia alla prossima vittoria e ascoltiamola.

 

Le Pagellonze di Jon Bon Jovi su Inter-Roma

Handanovic: Impegnato subito da Salah e da un sinistro velenoso di Dzeko. Nainggolan lo punisce con una splendida conclusione a giro e si ripete con un bolide dalla distanza, ma permane qualche dubbio sul piazzamento dello sloveno. Perotti lo beffa su rigore, con freddezza. Voto 6

Murillo: Ingaggia un duello fisico con Dzeko, che si lascia andare a qualche scenata di troppo. Voto 6

Medel: Patisce il gap atletico con Dzeko e non riesce a limitarlo con efficacia. Eccede nella ricerca del lancio lungo (ben 8 tentativi) ed è meno preciso di quanto occorra in fase di costruzione (61,1% i passaggi riusciti nella metà campo giallorossa). Assolutamente sconsiderato e inguardabile il tackle sul centravanti bosniaco che sigilla la vittoria della Roma. Voto 4,5

D’Ambrosio: Aggressivo e concentrato su Salah, conferma di essere in buona condizione fisica e si fa valere con anticipi e contrasti efficaci. Voto 6,5

Candreva: Insidioso il suo destro dopo rapida combinazione Gagliardini-Brozovic, da censura un tiro velleitario da posizione defilata. In linea generale non pare una mossa vincente l’utilizzo di un Candreva fuori fase quale esterno destinato a coprire l’intera fascia. Voto 4,5

Gagliardini: Nainggolan lo salta e conclude di prepotenza per il vantaggio della Roma. Sembrano superiori i meriti del centrocampista giallorosso rispetto ai demeriti del nerazzurro. È invece viziata da un astuto contrasto falloso la ripartenza di Nainggolan che porta al 2-0 per i giallorossi. L’apporto difensivo del centrocampista ex-Atalanta non è brillante come di consueto, anche se le cifre non lo condannano (10 duelli vinti, 6 persi, 11 palloni recuperati). Sul fronte puramente offensivo, Gagliardini riesce a servire Icardi in profondità dopo due soli minuti, ma il centravanti argentino si fa rimontare da Rudiger. Buone le intuizioni che portano al tiro Candreva e al gol Icardi, su assist di Perisic perfettamente ispirato da Gagliardini stesso. Voto 6

Kondogbia: Spesso fuori posizione, non riesce a far valere le sue doti atletiche. Il dato relativo ai palloni recuperati è comunque notevole (ben 20), mentre la percentuale dei duelli vinti è inferiore al 50%, una novità per lui. Voto 5,5

Perisic: Inspiegabile il palleggio con successivo passaggio di testa al portiere, correttamente sanzionato con punizione indiretta e ammonizione per il croato. Il suo inizio di match è da incubo, tuttavia l’esterno ex-Wolfsburg serve un pallone invitante a Joao Mario, stoppato da un miracoloso Manolas, e si ripete nella ripresa con l’assist per Icardi. Un vero peccato il tiro deviato da Bruno Peres che avrebbe potuto portare l’Inter sul risultato di 1-1. È del croato l’ultimo sussulto della partita, con dribbling ripetuto su Rudiger e cross sfiorato da Icardi per Eder. Voto 6

Joao Mario: Da un giocatore con la sua qualità atletica e tecnica sarebbe lecito attendersi una partita di stampo ben diverso. Imbarazzanti i dati relativi ai duelli vinti (5 su 17). Voto 5

Brozovic: Non trova mai la posizione corretta in campo. Pericoloso dal limite con un tiro ‘sporco’, ma è l’unico sussulto di una prestazione mediocre (1 duello vinto su 7, 68,2% la percentuale di passaggi riusciti nella metà campo avversaria). Probabilmente non era neppure in condizioni fisiche ottimali. Voto 4,5

Icardi: Inizia male, con una progressione vanificata dal tempestivo recupero di Rudiger. Lotta cercando di non restare soffocato dalla morsa Fazio-Rudiger-Manolas. Svetta su un paio di corner e trova l’illusorio centro del 2-1, il diciottesimo stagionale. Voto 6,5

 

Sostituti

Eder: Calciato clamorosamente da Strootman in area di rigore. Lo si rivede nel finale, quando il portiere giallorosso sventa un suo tentativo di tiro con un’uscita coraggiosa. Voto 5,5

Banega: Ha pochi minuti per provare a rendersi utile. Non ci riesce. S.v.

Gabriel Barbosa: Forse avrebbe potuto giocare qualche minuto in più, al posto di un deludente e stremato Candreva. S.v.

 

Allenatore

Pioli: Diventa difficile giudicare il suo operato alla luce dell’ennesimo arbitraggio “chirurgico” di Tagliavento, importante ai fini della sconfitta. L’Inter lotta e crea, in modo confusionario, svariate occasioni. Resta innegabile, ad ogni modo, la sensazione di netta inferiorità sul piano organizzativo, complice una scelta di modulo e di uomini estremamente ardita e improduttiva. Voragini lasciate a centrocampo, con Kondogbia e Gagliardini sistematicamente costretti ad allargarsi, mentre Candreva e Perisic fanno i terzini e il duo Joao Mario-Brozovic vaga alla ricerca della giusta posizione in campo. Qualcosa cambia nel secondo tempo, più per l’atteggiamento mentale della squadra che non per accorgimenti tattici da parte del tecnico. Tutti gli scontri al vertice si son conclusi negativamente, ormai pare evidente il limite del “normalizzatore” Pioli. Voto 4,5

 

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27/02/2017 Categories: Commenti post-partita Libero pensiero
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