Ci vediamo l’anno prossimo

di Rouje

Il campionato 2016/17 si avvia inesorabilmente verso la fine. E, aggiungerei io, finalmente. Con il piazzamento Champions definitivamente sfumato, l’Inter ora lotta per un ingresso in Europa League. Un obiettivo ben poco prestigioso, considerato il valore della squadra. La zavorra De Boer si è dimostrata troppo pesante da sopportare, e nonostante il buon lavoro svolto, Stefano Pioli non è riuscito a risollevare le sorti di una squadra non all’altezza delle aspettative di inizio anno.

L’Inter avrebbe dovuto spiccare il volo come un’aquila, invece si ritrova a non poter nemmeno abbandonare il nido, consapevole di non essere ancora pronta per librarsi nei cieli del calcio che conta. Forse, i Nerazzurri, dell’aquila reale, possiedono solo le ali: Candreva e Perisic sono stati secondo me due note positive della stagione, nonostante gli alti e bassi della squadra. I due esterni sono stati capaci, nella seconda parte della stagione, di offrire una cornucopia di cross dalle fasce, purtroppo però mal sfruttati dai loro compagni di squadra. Icardi non può e non deve essere il solo, a trasformare in gol i palloni offerti dalle ali interiste.

Lo scarso apporto in area di rigore dei centrocampisti centrali, è uno dei punti deboli dell’Inter, sul quale Pioli avrebbe dovuto insistere di più. Nel momento in cui Maurito si tuffa “in the box”, viene subito braccato dai centrali avversari, rendendo inutile la mole di cross che arriva dalle parti dell’Argentino. Joao Mario e Banega prediligono innescare l’azione offensiva, dimenticandosi che un trequartista che si rispetti, oltre che procurare una discreta dose di assist, deve anche saper segnare almeno otto/nove gol a campionato. L’unico giocatore veramente di spessore e qualità in mezzo al campo, sembra essere Gagliardini: nonostante la prestazione opaca di domenica, mi sento ancora in grado di riconoscere le sue assolute qualità. Mi piacerebbe che anche lui fosse più propositivo in fase offensiva, e spero che col tempo il mio desiderio possa avverarsi.

Per quanto riguarda il reparto difensivo, i passi avanti fatti da Ansaldi e D’Ambrosio, non sembrano essere ancora sufficienti: entrambi spesso smemorati in fase difensiva, dimostrano forse troppa foga nell’appoggio all’azione d’attacco, perdendo lucidità in appoggio. Sembra che siano entrambi perennemente ansiosi di incidere sul risultato della partita, dimenticando il ruolo che ricoprono: prima di sovrapporsi, dovrebbero pensare alla possibilità di ripiegare in caso di contropiede, così da non lasciare le fasce vulnerabili. La partita contro la Sampdoria è stata il perfetto esempio di questa problematica: già alla fine del primo tempo, si vedeva aggirarsi in mezzo al campo un Perisic stremato, continuamente costretto al ripiegamento, per tappare i buchi lasciati dalle folli sortite di Ansaldi.

Che Pioli non sia riuscito a dare un’identità forte e risoluta all’Inter, è oramai un dato di fatto. C’è da domandarsi se lo sforzo economico che Suning intende sostenere l’anno prossimo, basti a sopperire alle mancanze di un allenatore evidentemente ancora acerbo, per una piazza importante. Attenzione però: la permanenza di Stefano Pioli non dipenderà certo dalla volontà sua o della società. A fare la differenza, saranno i desideri dei suoi papabili successori. Strappare un allenatore vincente ad una squadra prestigiosa, è un’impresa ardua. Tanto più se lo scopo è sostituire un tecnico che, tutto sommato, ha ottenuto dei risultati mediocri, ma non disastrosi.

Una cosa è certa: il tifoso interista, è ormai stanco di doversi sorbire le partite del giovedì sera. Trasferte sperdute nella Siberia o in qualche piovosa cittadina del Nord Europa, non fanno bene al fegato Nerazzurro, che vorrebbe vedere l’Inter giocarsi un match al Camp Nou o al Bernabeu, senza avere la fiacca consapevolezza di star assistendo all’ennesima amichevole di beneficienza della Fondazione Pupi (senza nulla togliere al bellissimo progetto di Zanetti). Il difficile sarà d’ora in poi capire cosa non va. Il difficile sarà capire come rimediare agli errori degli ultimi anni, provocati da mala gestione e scelte affrettate.

06/04/2017 Categories: Libero pensiero
©dopolavorointer.com
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