Che ne sarà di noi

by Rouje

L’Inter scalda i motori. La stagione è ufficialmente finita, e i nerazzurri si preparano ad affrontare il periodo più caldo dell’anno. Ora noi tifosi potremo finalmente vedere di che pasta è fatta la nuova dirigenza. Sicuramente, l’ingaggio di Sabatini prima e di Spalletti poi, dimostra come vi sia il preciso intento di plasmare un ambiente solido e armonioso, in cui ogni componente della “macchina Inter” possa comunicare a viso aperto. Sia il direttore tecnico, che il nuovo allenatore, sono abituati a operare in una piazza difficilissima come quella romana. E ciò rappresenta sicuramente un fattore chiave, per la buona riuscita del progetto: invece di tante e diverse teste pensanti, sarà un bene avere due professionisti che sanno muoversi e comunicare con proprietà straniere, in modo da favorire l’ambientamento della famiglia Zhang nel calcio italiano.

C’è da chiedersi ora, quale sia l’effettivo intento del gruppo Suning. Finora, ben poco si è capito riguardo l’effettiva forza della società: se è vero che può vantare risorse economiche importantissime, non si spiega come possano costituire un problema i paletti del fair play finanziario, o l’investimento per lo stipendio di un top player. Non è chiaro inoltre se si voglia plasmare una squadra con un forte blocco di giocatori italiani, con l’acquisto di talentini come Berardi, Bernardeschi o Conti, o puntare su giocatori di esperienza internazionale, come Di Maria o James Rodriguez. In aggiunta, è ben poco trasparente la gestione dei giocatori in uscita, con ben pochi elementi sicuri della permanenza in nerazzurro. Con l’uscita di tre quarti dei giocatori attualmente in rosa, si creerebbe un pericolosissimo domino di acquisti/cessioni, che non provocherebbe altro che tensioni e insicurezze in un ambiente in cui quest’anno ce ne sono state fin troppe.

Luciano Spalletti sarà chiamato a rimettere in riga una brigata tutt’altro che disciplinata. E dovrà necessariamente iniziare dal suo Capitano. Nemmeno Mauro Icardi è sicuro della sua permanenza in nerazzurro, e nonostante l’indubbio amore che nutre per i colori della maglia che indossa, non sembra essersi dimostrato adatto al ruolo di timoniere del gruppo. Si vocifera poi che Spalletti non apprezzi particolarmente la staticità del centravanti argentino. Il tecnico toscano preferirebbe di gran lunga un attaccante di movimento, per poter variare più spesso il copione del gioco a partita in corso. A questo punto sorge spontaneo chiedersi se il grande sacrificato sull’altare del calciomercato, non sia proprio il capitano dell’Inter. Ciò, farebbe sorgere così un’ulteriore questione: chi, l’anno prossimo, otterrà la fascia gialla? Escludendo un miracoloso ritorno di Javier Zanetti, il dubbio si preannuncia quantomeno amletico.

Aspettando con trepidazione le prossime mosse di Suning, c’è solo da sperare in una vera e coerente comunione d’intenti, per magari riuscire, una volta per tutte, a raggiungere quel maledetto posto Champions. Sicuro è che il gap con le prime tre squadre in classifica, sembra tutt’altro che colmato. E sarebbe utopia pensare che possa bastare un solo anno per poter recuperare terreno su squadre come Napoli e Roma, che sono anni che portano avanti un disegno tutt’altro che improvvisato. Per non parlare poi della Juve, arrivata in finale di Champions grazie soprattutto allo strapotere che esercita sul mercato dei giocatori della Serie A, riuscendo ad accaparrarsi sistematicamente i migliori talenti in circolazione. O forse no. Non sempre. Almeno Gagliardini, siamo riusciti a soffiarglielo.

 

02/06/2017 Categories: InterInDeep Libero pensiero
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