Bulimia

by Rouje

Da spettatore pagante quale sono, posso affermare, con assoluta certezza, che la sconfitta interna contro il Napoli da parte dell’Inter sia stata per me della più assoluta irrilevanza. Di rado mi capita di mantenere un così basso livello di concentrazione, assistendo a una partita di calcio. Come acqua fresca, l’intero match mi è totalmente scivolato addosso, mostrando, una volta di più, quanta pochezza alberghi nel cuore di questa Inter alquanto sciagurata.

Il “retropassaggio” di Nagatomo a Callejon, è la perfetta rappresentazione della mancanza di volontà sportiva dell’intera squadra: un giocatore dell’Inter (peraltro, una riserva scarsamente impiegata), che regala la vittoria a quella che una volta, era una sua diretta pretendente per il piazzamento al terzo posto. Più che un campionato di calcio, l’annata 2016/2017, sembra una puntata de “Ai confini della realtà”.

La dirigenza dell’Inter, fin dalle primissime mosse, aveva palesato un grave errore, che si è rivelato fatale con l’avanzare della stagione: tutto l’ambiente, dalla società alla squadra, è stato vittima di un’eccessiva “bulimia” di risultati. Innanzitutto, la smania di ottenere un team agguerrito e competitivo, ha bruciato, fin dall’inizio, le speranze di alcuni elementi che sarebbero potuti essere dei punti cardine della rosa: penso, ad esempio a Ever Banega, che non è mai riuscito veramente a inserirsi nei meccanismi della squadra, nonostante le sue doti cristalline. Non solo è l’unico elemento in grado di rendersi pericoloso nel battere i calci di punizione, ma è anche capace di sviluppare gioco in verticale. Purtroppo, De Boer prima, Pioli poi, non hanno mai trovato la vera collocazione del Tanguito, relegandolo spesso in panchina. A parer mio, un vero spreco.

Altro capitolo, riguarda la questione difesa, per cui ci si è trovati davanti ad alti e bassi davvero sconcertanti, nell’arco della stagione. Con un Murillo che sembrava irrecuperabile, poi rinato, poi di nuovo irrecuperabile, la squadra non ha mai veramente trovato la coppia titolare di centrali, alternando prestazioni difensive positive, a imbarcate sconvolgenti, come i cinque gol presi a Firenze. Senza contare il fatto, che l” esperto” Ansaldi, arrivato dal Genoa in pompa magna, si è rivelato l’ennesimo terzino un po’ svagato, incapace di ricoprire decentemente il ruolo affidatogli. Urge, come ormai da anni, un restauro del reparto arretrato, magari evitando di affidarsi a giocatori non avvezzi al campionato italiano.

Imbarazzante è stata anche la vicenda allenatori. Frank De Boer era stato ingaggiato per dare all’Inter la bellezza del gioco olandese di Cruyff. L’esperimento, purtroppo, è andato miseramente fallito: la lampante inadeguatezza del mister oranje, ha palesato come il campionato italiano non sia adatto a strani esperimenti calcistici, dovendo avere a che fare con piccole squadre difensiviste e abili a ripartire in contropiede. A seguito dell’esonero di De Boer, il cambio operato da Stefano Pioli, con l’intento di ribaltare le sorti di una squadra già in netto declino, non ha sortito l’effetto sperato. Le schiaccianti sconfitte contro i diretti avversari nella corsa al terzo posto, hanno affossato le quotazioni del tecnico emiliano, ormai destinato a migrare verso altri lidi a fine stagione.

La vicenda Gabigol, il divorzio con Brozovic, le continue liti dei tifosi ultras (e non solo) con Icardi, sono solo alcune delle gocce di un acquazzone che ha fatto traboccare un vaso riempito troppo di fretta. L’unica mossa veramente azzeccata, è stata l’operazione Gagliardini, a dimostrazione del fatto che si può tranquillamente puntare su giovani di talento. In attacco, per l’anno prossimo si potrebbe puntare tranquillamente sul talentino Mbappè, rilegando l’acquisto di giocatori d’esperienza ad altre zone del campo, difesa in primis. Con condottieri esperti a guidare la compagine (si vocifera di una proposta di contratto a De Rossi, a mio parere, il giocatore ideale), l’Inter potrebbe finalmente rimettersi in carreggiata. Basta solo evitare di farsi prendere dall’ingordigia. Serve infatti un progetto concreto, attuato con comunione d’intenti. I singoli membri della dirigenza dovrebbero sedersi a un tavolo e parlare seriamente del progetto che intendono attuare: serve trasparenza ed efficacia. I sotterfugi alla “Game of Thrones”, che sembrano in atto tra i vari rami alti della società, sono tossici per tutto l’ambiente, squadra inclusa. Invece che farsi la guerra per rinnovi di contratto, posizioni da ricoprire e encomi da accaparrarsi, sarebbe forse necessario un passo indietro, per ammettere con umiltà i propri errori, passati e presenti.

 

©dopolavorointer.com
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