Bologna-Inter: l’emblema della mediocrità

di Blackandlightblue

L’Inter passa a Bologna grazie a Gabriel Barbosa che entra a 15 minuti dalla fine e segna il primo goal in maglia nerazzurra. Minuto 81.

Questo basta per capire quanto la partita sia stata complicata per la squadra di Pioli.

Partita mai decollata e chiaramente indirizzata verso un anonimo pareggio già dai primissimi minuti.

Non è una questione di formazione, tutt’altro che incoraggiante, ma soprattutto di atteggiamento, di cattiveria e di fame che i giocatori dell’Inter sembrano non avere.

C’è ben poco da raccontare sui 90 minuti più 5 (cinque…) di recupero.

Non c’è traccia di tiri in porta fino alla poco pericolosa conclusione di Gagliardini sul finire del primo tempo.

La squadra produce un patetico e noioso spettacolo, esasperato da una lentezza da slow motion. Una palla arretrata che Palacio non riesce a deviare nella porta praticamente vuota e un cross sul quale allo stesso argentino non riesce il tocco decisivo a pochi passi dalla porta.

Secondo tempo leggermente superiore, con un bel tiro di Perisic finito poco sopra la traversa, una ciabattata di Eder rasoterra da posizione vantaggiosa e il tap-in vincente di Barbosa dopo un’azione finalmente veloce e ben sviluppata.

Non manca il brivido finale con Torosidis che in pieno recupero si presenta solo davanti alla porta, fermato da un ottimo intervento di Handanovic.

Tutto qua.

95 minuti di una pochezza disarmante, un deciso passo indietro rispetto al recente passato.

L’unica cosa buona di questa domenica sono i 3 punti.

BOINT1

Formazione

Non è il fattore determinante, ma schierare Medel al centro della difesa, D’Ambrosio esterno di sinistra a centrocampo e la coppia Eder-Palacio davanti è indice di una squadra con molti problemi di fondo.

Problemi vari

Manca cattiveria agonistica, è inaccettabile vedere gente che giochicchia, che scende in campo con la consistenza di un fico maturo e alla quale manca completamente la mentalità vincente.

L’Inter da troppi anni manca completamente di mentalità vincente, qualità indispensabile per primeggiare nello sport. E’ l’attitudine a combattere, la voglia di dare sempre il 100%, di ruggire su ogni pallone e lottare per conquistare, centimetro dopo centimetro, la vittoria finale.

 

“…la vita è un gioco di centimetri. E così è il football.

Perché in entrambi questi giochi, la vita e il football, il margine d'errore è ridottissimo. Capitelo...

Mezzo passo fatto un po’ in anticipo o in ritardo e voi non ce la fate. Mezzo secondo troppo veloci o troppo lenti e mancate la presa.

Ma i centimetri che ci servono sono dappertutto, sono intorno a noi, ci sono in ogni break della partita, ad ogni minuto, ad ogni secondo.

In questa squadra si combatte per un centimetro. In questa squadra massacriamo di fatica noi stessi e tutti quelli intorno a noi per un centimetro. Ci difendiamo con le unghie e con i denti per un centimetro. Perché sappiamo che quando andremo a sommare tutti quei centimetri il totale allora farà la differenza tra la vittoria e la sconfitta, la differenza tra vivere e morire”

(Tony D’Amato, Any Given Sunday – Ogni maledetta domenica)

 

Mancano anche i goal, solo 13 in trasferta e pochi complessivamente. Poche azioni corali, pochissimi cross di qualità, presenza in area insufficiente e tiri in porta che si contano sulle dita di una mano (e ne avanzano…).

Palacio ha dato un ottimo contributo all’Inter nelle prime stagioni, è stato un ottimo giocatore, tatticamente abilissimo e di grande sacrificio, ma da parecchio tempo purtroppo non è più presentabile a certi livelli.

Certo l’Inter stessa attualmente non è una squadra di livello, ma proprio per questo avrebbe tremendamente bisogno di interpreti frizzanti, freschi e pimpanti per provare la disperata rincorsa al terzo posto (che rimane una missione quasi impossibile). Nel caso del “Trenza” più che di tramonto si dovrebbe ormai parlare di notte. Fonda.

Eder ancora una volta dimostra di incidere meno del tagliaerba, che almeno lascia disegni geometrici sull’erba.

Il centrocampo non ha girato, in difficoltà Joao Mario, per la prima volta in difficoltà Gagliardini, molto in ombra Perisic e Candreva e male anche D’Ambrosio.

La difesa è costantemente in apprensione, anche con avversari modesti che sono stati sommersi di goal dal Napoli e sono riusciti a perdere contro il Milan ridotto in 9 uomini.

Murillo è spaesato, Miranda si perde tra disattenzioni, svogliatezza e ingenuità (che gli costerà la partita importantissima contro la Roma per squalifica) e Medel è, per l’ennesima volta, la perfetta fotografia di questa squadra, ovvero una squadra senza arte né parte.

Medel ha evidenti limiti dinamici e fisici, è lento, spesso fuori posizione e in grossa difficoltà a recuperare. Si impegna, questo si…ma non basta.

Evidente, infine, il peggioramento generale del gioco da quando è rientrato il cileno.

Casualità? Forse…ma forse no.

Mediocrità generale che speriamo di dover sopportare soltanto per altre 13 partite.

 

Barbosa

barbosa golConsiderando il minutaggio totale limitato è incoraggiante che abbia segnato un goal e migliorato il tiro in porta: prima velleitario contro il Bologna in Coppa Italia, poi potente ma centrale nella partita casalinga contro il Pescara e infine insidioso e diretto all’angolino contro il Bologna, conclusione sfortunatamente intercettata da Masina a pochi centimetri dalla porta, a portiere battuto.

Niente di fenomenale, ma considerando le occasioni limitatissime e lo score di chi gioca molto di più (Eder e Palacio), è decisamente una nota positiva. A piccoli passi il brasiliano sta migliorando.

La personalità non manca, il goal aiuterà il ragazzo a prendere confidenza e giocare serenamente.

Speranza.

 

Pioli

Le considerazioni su Pioli non sono frutto della partitaccia contro il Bologna, ma valgono in generale.

Non è colpa sua se dei quattro terzini di ruolo uno solo è presentabile; è sicuramente stato bravo a normalizzare tutto dal primo giorno, riportando la squadra a fare cose semplici e compattando lo spogliatoio.

Detto questo, è responsabilità sua se i giocatori scendono in campo svogliati e senza “garra” ed è responsabilità sua se si continua a faticare in zona goal.

La presenza di giocatori come Perisic e soprattutto Candreva porta sicuramente a giocare con esterni che mettono palloni in area (un vecchio cavallo di battaglia, ricordate le “catene laterali”?), ma visto l’evidente problema a fare goal, la scarsa presenza in area e il supporto limitato della squadra alla punta di turno, sarebbe opportuno provare a studiare qualcosa per migliorare la costruzione del gioco, favorire gli scambi rasoterra e provare un gioco più ragionato.

Il goal di Barbosa arriva dopo una serie di scambi rasoterra in velocità. Non è un caso.

I cross in gran parte sgangherati, seppur in quantità, non possono essere l’unica fonte di gioco.

E’ inoltre un dovere per l’allenatore concedere più spazio a Barbosa da qui al termine della stagione, soprattutto in occasioni come questa, dove era chiaro fin dall’inizio che la partita si sarebbe incanalata su un binario morto.

A volte ci vuole coraggio, è uno degli aspetti che fanno la differenza tra chi è vincente e chi no.

Chiudo sottolineando l’assurdità di certe prese di posizione sull’allenatore da parte di giornalisti e tifosi vari.

“Pioli deve restare”, “Pioli va confermato per quanto fatto”.

Come se fosse un dogma, Pioli deve rimanere per partito preso, in assoluto, qualunque cosa succeda. Deve restare perché “non c’è motivo di cambiare”.

Non è così, dipende da diversi fattori.

Il motivo di cambiare c’è nel momento in cui un allenatore di livello internazionale si libera e dà la sua disponibilità, il motivo c’è se si vuole alzare l’asticella e se ci sono i presupposti per migliorare (un allenatore di livello internazionale, per esempio, sarebbe fondamentale per attirare grandi giocatori, avrebbe esperienza nelle coppe europee e quella mentalità vincente che in questo momento manca totalmente alla squadra).

Se ci fosse l’opportunità di ingaggiare un certo tipo di allenatore, sarebbe da cogliere al volo; in questo modo si potrebbe finalmente impostare il tanto discusso e sognato progetto in linea con le aspettative della nuova proprietà e dei tifosi.

Inutile nascondersi dietro un dito, Pioli è stato scelto per correggere una situazione complicata e considerando i risultati ha fatto sicuramente bene, ma non è l’allenatore adatto per fare il salto di qualità.

 

“The only way to get out of mediocrity is to keep shooting for excellence”

©dopolavorointer.com
Rate this Content 17 Votes
You must sign in to this site to post comments.
Comments are closed on this post.



Seguici anche su

   


I Social ufficiali FC Inter

Inter TwetterInter FBInter YoutubeInter Instagram


 

 

desparentsautop.com

Consigli

per genitori al top!


desparentsautop.com/

 


 

Related Posts