Il corner di TLC - L'allenatore nel pallone 

cana small"Voi sapete che le norme generali di tutti gli allenatori del mondo più o meno usano le stesse formazioni, c'è 4-5-1 o 4-4-2, io invece uso una cosa diversa: il 5-5-5"

 

 

 

 

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26/09/2012 Categories: Rubriche

Chievo - Inter: Ricomincio da tre 

strama treGaetano: Io dimane parto. Cioè dimane me ne vaco a Firenze, addu, addu zia Antonia...
Lello: E 'nata vota Firenze, e 'nata vota zia Antonia, e poi nu parti mai.
Gaetano: Cioè, se ti sto dicendo che parto, parto... e poi me ne vaco Rafè, nu ci'a faccio cchiù! Cioè, chello che è stato è stato, basta! Ricomincio da tre! 

 

 

 

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26/09/2012 Categories: Commenti pre-partita

Serie A live, quinta giornata: l'anticipo Fiorentina - Juventus 

logo fiorentinaFIORENTINA - JUVENTUSlogo juventus

Seguiamo live l'anticipo del turno infrasettimanale valido per la quinta giornata di Serie A.

All'Artemio Franchi di Firenze va in scena la sfida tra le eterne rivali Fiorentina e Juventus.

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25/09/2012 Categories: Serie A

Gioventù bruciata: sondare l'esperienza e inserire qualcosa di nuovo 

mbayeRiempirsi la bocca di belle parole e buoni propositi, salvo poi disilluderli, è diventato lo sport preferito della nostra dirigenza. Al termine di una stagione da dimenticare, le parole "rifondazione" e "progetto" fluttuavano nell'immaginario collettivo salvo poi schiantarsi e frantumarsi contro le porte dell'AtaQuark Hotel di Milano alle ore 19.00 del 31 agosto 2012.

 

 

 

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25/09/2012 Categories: Libero pensiero

Zona Franca – Il panzer che venne da Lippstadt 

È una mattina di marzo del 1984. Io e miei amici stiamo facendo colazione al bar. Manca solo Carlo. Lui è fuori. Ci sta aspettando a bordo della sua Fiat 128 color oro.

Quando a un certo punto scorgo mio papà.

Sta entrando di corsa nel locale.

Gigi un altro dei miei soci mi guarda ridacchiando “Ah ah ah per arrivare qui così spedito, chissà cosa hai combinato.”

Nemmeno il tempo di mandarlo a quel paese, che mio padre mi si piazza di fronte.

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25/09/2012 Categories: Libero pensiero Rubriche

Nessuno tocchi Strama (ma così non va) 

stramaccioni26 Marzo 2012: Claudio Ranieri viene esonerato dalla panchina dell'Inter, dopo una serie di risultati e prestazioni deprimenti.

27 Marzo 2012: Andrea Stramaccioni viene presentato alla stampa dichiarando, tra le altre cose, di ispirarsi alla Roma di Spalletti.

31 Marzo 2012: Vince al debutto 5-4 contro il Genoa, ma è un risultato bugiardo: l'Inter, schierata con un offensivo 433, domina per larghi tratti.

  

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24/09/2012 Categories: Commenti post-partita

Inter-Siena: volere e non potere 

inter sienaPereira perde palla vicino al vertice destro dell’area di rigore del Siena, che riparte con un Rosina agile ad evitare la blanda marcatura di Gargano, unico centrocampista in ripiegamento, e lesto a scaricare la palla....

 

  

 

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24/09/2012 Categories: Commenti post-partita

Inter-Siena 0-2 Post partita 

Commenti post partita dopo la sconfitta interna col Siena.

TABELLINO:


Marcatori: 28' st Vergassola, 47' st Valiani

Inter:
1 Handanovic; 55 Nagatomo, 23 Ranocchia, 40 Juan Jesus, 31 Pereira; 19 Cambiasso, 21 Gargano (35' st Coutinho), 14 Guarin (10' st Alvarez); 10 Sneijder; 99 Cassano (40' st Livaja), 22 Milito
A disposizione: 12 Castellazzi, 27 Belec, 4 Zanetti, 6 Silvestre, 25 Samuel, 26 Chivu, 41 Duncan, 42 Jonathan, 44 Bianchetti
Allenatore:
Andrea Stramaccioni

Siena: 25 Pegolo; 13 Neto, 24 Paci, 18 Felipe; 6 Angelo; 8 Vergassola, 10 D'Agostino (9' st Ribair), 57 Ze Eduardo (34' st Valiani), 3 Del Grosso; 27 Rosina (42' st Sestu), 11 Calaiò
A disposizione: 12 Farelli, 89 Marini, 9 Paolucci, 15 Dellafiore, 16 Verre, 33 Rubin, 34 Martinez, 81 Bogdani
Allenatore: Serse Cosmi

Arbitro: Davide Massa (sez. arbitrale di Imperia)

Note. Ammoniti: 11' Rosina, 17' Calaiò, 15' st Pegolo, 18' st Juan Jesus, 19' st Angelo. Recupero: pt 2, st 4. Spettatori: 40.357


SI PREGA, PER QUANTO POSSIBILE, DI EVITARE INSULTI E ATTEGGIAMENTI OFFENSIVI VERSO ALTRI UTENTI DEL BLOG.

GRAZIE PER LA COLLABORAZIONE.

 

23/09/2012 Categories: Commenti post-partita

Quarta giornata Serie A: Inter - Siena 

Seguiamo insieme la sfida tra i nerazzurri e il Siena.

 

Formazioni ufficiali:

 

INTER (4-3-1-2): Handanovic; Nagatomo, Ranocchia, Juan Jesus, Alvaro Pereira; Guarin, Gargano, Cambiasso; Sneijder; Cassano, Milito.
Panchina: Castellazzi, Belec, Zanetti, Silvestre, Coutinho, Alvarez, Samuel, Chivu, Duncan, Jonathan, Bianchetti, Livaja.
Allenatore: Stramaccioni.

SIENA (3-4-1-2): Pegolo; Neto, Paci, Felipe; Angelo, Vergassola, D'Agostino, Del Grosso; Rosina; Zè Eduardo, Calaiò.
Panchina: Farelli, Marini, Valiani, Paolucci, Dellafiore, Verre, Ribair, Rubin, Martinez, Sestu, Bogdani.
Allenatore: Cosmi.

ARBITRO: Davide Massa di Imperia.



 

23/09/2012 Categories: Serie A

Serie A, quarta giornata live 

Terminata da poco sull'1-1 Parma-Fiorentina, con i viola raggiunti in extremis su rigore, seguiamo insieme l'anticipo di Torino, dove i padroni di casa affrontano il Chievo.

Programma completo, domani:

ore 12.30

Sampdoria Torino

ore 15.00

Inter-Siena

Atalanta-Palermo

Bologna-Pescara

Cagliari-Roma

Catania-Napoli

Udinese-Milan

ore 20.45

Lazio-Genoa

 

 

22/09/2012 Categories: Serie A

Perchè il centrocampo a tre non è proponibile 

Nella giornata in cui il Mister Stramaccioni, nella conferenza stampa di presentazione ad Inter-Siena, si sbilancia su un possibile utilizzo della difesa a 3 dovuto al rientro di Chivu, ecco un intervento di Haley Valiant sull'opportunità dell'utilizzo di un centrocampo a 3.

 

Perché il centrocampo a 3 non è proponibile?

Perché non abbiamo una mezz'ala sinistra.

Perché non abbiamo un regista.

In definitiva, perché ci mancano le indivuidalità per costruire una linea a 3 decente.

Il centrocampo a 3 per tradizione è composto da un regista, al quale vengono affidate le chiavi del gioco, con il compito di impostare, dettare i tempi e di dare una parvenza di manovra ragionata alla squadra, affiancato da due interni che giocano a tutto campo, preferibilmente dotati di notevoli capacità atletiche e cambio di passo, capaci di difendere e di proporsi in avanti accompagnando l'azione, in modo da rendersi pericolosi con i loro inserimenti in area. Ad ogni modo, si può sopperire alla mancanza del regista se almeno uno dei due interni possiede buone capacità di costruzione, sostituendo il regista con un mediano dalle caratteristiche prettamente difensive.

Oltre agli interpreti, tale soluzione è caratterizzata da tre dogmi imprescindibili: Tecnica, Dinamismo, Intensità. Tecnica perchè occorrono spiccate qualità nel palleggio e negli scambi corti, dinamismo perchè sono di vitale importanza gli scambi di posizione e i movimenti senza palla, intensità perchè ci si trova a dover pressare e coprire maggior campo rispetto ad una classica linea a 4.

Adesso, analizzando la rosa dei centrocampisti dell'Inter, è facilmente intuibile la mancanza degli intepreti giusti per giocare a 3, a parte Guarin che è l'unico interno destro della rosa. Ad esempio, Mudingayi e Gargano sono due mediani di rottura non adatti per fare gli interni, Cambiasso ormai può giocare decentemente solo se bloccato davanti alla difesa, Zanetti in fondo non è neanche un centrocampista. In teoria l'unico capace di offrire soluzioni diverse sarebbe Obi insieme a Guarin, con tutti i dubbi del caso, visto che va sgrezzato tatticamente e bisogna capire la sua reale consistenza.

Tirando le somme, abbiamo 3 mediani centrali, un interno destro, un terzino (due se contiamo le ultime apparizioni di Pereira) che gioca a centrocampo e altra gente infortunata che con molta probabilità potrà dare poco apporto alla squadra per ovvie ragioni, come Stankovic. I giovani nemmeno li conto, visto che non si sono mai visti fino ad oggi.

Dunque, credo che il campo abbia dato una risposta abbastanza chiara. L'ovvio risultato è quello di praticare dell'anti-calcio quando si gioca a 3, improvvisando due terzini a centrocampo oppure un interno dx e due mediani, snaturando completamente la sua concezione originale.

Alla luce dei fatti, le strade sono 3:

1) Puntare su un modesto 4 4 1 1, soluzione che stuzzica poco la fantasia dei tifosi più esigenti ma quantomeno permettere un'adeguata copertura del campo. Magari si riuscirà anche ad abbassare il numero dei terzini in campo, usando Alvarez o Coutinho come jolly di fascia per dare un minimo di qualità ed imprevedibilità alla manovra.

2) Puntare sul 4 2 3 1, con Guarin ed uno tra Gargano e Mudingayi a fare da schermo davanti alla difesa e la linea dei trequartisti composta da Alvarez-Sneijder-Coutinho alle spalle dell'unica punta. Possibile con il giusto sacrificio in fase difensiva dei due esterni alti.

3) Provare in ogni caso a giocare con una linea 3, ma qui servirebbe fare un salto nel buio e, diciamolo, avere anche una certa creatività accompagnata dalla giusta dose di "attributi". L'unico scenario ipotizzabile è quello di riciclare Alvarez o Sneijder come interno sinistro, in modo da alzare drasticamente il livello tecnico del centrocampo, a scapito di minore muscolarità.

Inutile dire che questa sarebbe la soluzione più stuzzicante, anche se bisogna capire quanto sia realmente proponibile. Purtroppo sembra che il centrocampo non sia altro che un concetto astratto secondo i canoni di giudizio di chi ha costruito la rosa, dunque è nelle mani di Stramaccioni l'arduo compito di dare un'anima ad un reparto tanto fragile quanto importante.

Good Luck.

Haley Valiant

 

22/09/2012 Categories: Libero pensiero

Tra Rubin e Siena: la necessità di un'idea 

by AngelOne

 

Work in progress.

Dovrebbe esserci scritto questo all’entrata di Appiano Gentile in questi giorni.

Neanche il tempo di assimilare la partita di giovedì sera contro il Rubin che già bisogna pensare a quella di domenica alle 15 in casa contro il Siena. Non che sia un male, dopo una prestazione così così spesso una partita a stretto giro di posta è il miglior viatico per scacciare i brutti presentimenti.

Work in progress.

La partita di giovedì in Europa League ha confermato tutte le difficoltà che la squadra sta trovando in questo primo scorcio di stagione, stagione in cui si deve necessariamente costruire qualcosa di buono con i mezzi a disposizione per raggiungere l’unico obiettivo possibile e ammissibile (vedi qualificazione alla Champions League). 

La mia sensazione, però, è che manchi una fisionomia chiara a questa squadra.

Sono due le eccezioni che si possono muovere a questa mia opinione: la rosa costruita forse non come si era programmato inizialmente questa estate (vedi l’esterno destro ricercato ma non acquistato) e il tempo di cui l’allenatore necessita per plasmare una squadra che abbia un proprio impianto di gioco. Io però, in barba al poco tempo passato dall’inizio della stagione, vedo abbastanza approssimazione in ogni partita sin qui giocata, schieramenti tattici troppo camaleontici da un match all’altro e molti giocatori messi non nel proprio ruolo naturale.

Dando per assodato e scontato che la rosa dell’Inter stagione 2012/2013 non è certamente tra le migliori degli ultimi 10 anni (per usare un eufemismo), credo che dalle prossime partite debba essere compito dell’allenatore cercare di dare agli undici in campo un’idea di gioco, un’identità tattica che cominci ad essere la base da cui partire. Stramaccioni ha le potenzialità (come ha dimostrato nella sua precedente esperienza nella nostra Primavera) per indirizzare la squadra verso dettami di gioco precisi, dove tutti sanno cosa devono fare e cominciano a imparare i movimenti dei compagni. Di certo il materiale umano che aveva a disposizione in Primavera non era più talentuoso di quello che ha oggi in prima squadra: con questa, forse semplicistica, affermazione vorrei far passare il messaggio che, seppur con un roster di giocatori non eccelsi e spesso doppioni l’uno dell’altro, può e deve fare delle scelte nette, precise, in termini di uomini e di posizioni in campo.

Magari cominciando a scegliere una coppia difensiva definitiva, dato che finora abbiamo cambiato molto i due centrali e questo non ha mai giovato a nessuna squadra.  Se si intravedono grandi potenzialità nella coppia Ranocchia – Juan Jesus è il momento di schierarli in maniera continuativa e solo dopo, per farli rifiatare o normale turnover, inserire Silvestre, Samuel o Chivu.

Lungi da me fare il tecnico della situazione (non ne ho le capacità), ma magari sfruttare anche Pereira nella posizione di terzino sinistro potrebbe essere un’altra mossa atta a valorizzare il suo acquisto e quelle che sono davvero le sue caratteristiche. Troppo poco il campo a disposizione per lui per le sue sovrapposizioni se schierato più avanti.

Il centrocampo, la parte probabilmente più deficitaria della rosa, deve essere un punto chiave per il tecnico che, mai come in questo caso, deve fare di necessità virtù. Addirittura Guarìn ultimamente sta patendo la confusione tattica. Di certo ci manca un giocatore che sappia dettare i tempi di gioco, un regista in senso stretto, ma dato che non arriverà a breve possiamo e dobbiamo provare a giocare in maniera diversa. Quando schieriamo un centrocampo Zanetti – Gargano – Cambiasso si può facilmente intuire che in quella partita il pallone ce l’avranno molto spesso gli avversari. Anche qui sono necessarie scelte precise, capire su chi puntare definitivamente e imperniare il gioco su queste persone (più Sneijder).

In attacco chi deve giocare assieme all’insostituibile Principe? Anche lì le cose stanno funzionando poco, vedo troppe poche azioni orchestrate e frutto di schemi provati e riprovati in allenamento.  

Insomma ci sono molte cose da sistemare in fretta ed altre che hanno bisogno di più tempo. In questo momento siamo un cantiere in cui bisogna ancora capire come mettere tutti i mattoncini al proprio posto. Non so se Strama vorrà tornare al 4-2-3-1 provato in estate (con Alvarez a destra?), al 4-4-1-1 visto a Torino e parzialmente con il Rubin oppure al 4-3-2-1 con Sneijder e Cassano dietro Milito. Trovare la quadra sarà complicato, ma tremendamente necessario.

22/09/2012 Categories: Commenti pre-partita

Zona Franca - L’amore è una cosa meravigliosa… 

By Fcim

 

Arrivo in ritardo al baretto e quando capita, come sempre mi girano le scatole… perché adoro arrivare lì per tempo.

Visto che io sono vecchio stile e il prepartita a momenti mi acchiappa più dell’incontro stesso. 

Gli amici “allora come  va? come te la senti?  zia torna al secondo….ti segnamo per… oh ma ti ricordi quando…”  le birre, le robe che dici tanto per prepararti alla battaglia… per me è il suo bello. Fanno parte di un rituale sempre uguale a se stesso e sempre comunque rassicurante. 

Ma stasera non ci siamo. Partiamo troppo tardi. E arriviamo ancora più tardi per i miei gusti. Ho già l’ansia.

Eppure mi giro e mi accordo di una cosa che mi stranisce.

Vedo una coppia: lui con il maglioncino scollo a v color carta da zucchero.

Mentre  lei ha capelli biondi platinati e cotonati,  borsa shopping e mocassini beige e giubbotto trapuntato bordeaux. Ebbene in due a spanne, a livello anagrafico mi viene da pensare che possono aver visto l’omicidio di Abramo Lincoln.

Sono circondati da ragazzoni tatuati, con bicipiti prepotenti e linguaggio ancora più grezzo se possibile. Eppure non fanno una piega. Sorridono, stanno lì a finire il loro mezzo di birra in tutta calma. Non c’è il minimo segnale di disagio.

Lei si aggiusta la pettinatura.  Lui si sistema il sacchetto di plastica. E si guardano come due ragazzini.

Come se fossero a casa loro. Io li incrocio per andare  a ordinare il mio classico caffè più amaro montenegro con ghiaccio. E il mio sguardo va a sbattere contro quello della montatura vitrea della signora bionda con i capelli cotonati alla Shirley Temple.

Così  mi viene di getto salutarla con un sorriso: “Buonasera”. Lei risponde al saluto con la stessa cortesia. 

A quel punto curiosa come un gatto,  prendo coraggio  e le chiedo “Senta un po’, ma lei che di battaglie ne ha viste tante, della squadra di questa stagione cosa ne pensa?” 

“Eh beh sciùra, l’etò l’né nai via. I giùin in’ trop giùin. Chi alter in’ trop vech… Sém cùnscha tànt ei mìgnin… L’è la solita baraonda. Ma l’è l’Inter…” (E beh signora, eto’o è andato via. I giovani sono troppo giovani. Quegli altri sono troppo vecchi: E’ il solito casino. Ma è l’Inter).

A questo punto magari avrei potuto farne a meno…però è stato più forte di me: “Ok, ma allora mi scusi, chi ve lo fare di arrivare qui per poi assistere allo spettacolo di una squadra così così?”

Allora premetto che la squadra mediocre nel dialogo vero e proprio era qualcosa di solido e poco raffinato al tempo stesso.

Chi sa come scrivo ne è consapevole. Ma questo conta poco.

La cosa sorprendente è stata la risposta di questa donna tanto mite quanto perbene: “Si si l’so anch’mi che fàn schivi.. Ma sé te vòret fà… L’è la nostra Inter...Se a tì te pias vùn che l’è un disgrazià te pias cùmpagn.. anca se lè un disgrazià. Tànt tirèm ìnanz” (Si si lo so anche io che fanno schifo… Ma cosa vuoi farci. È la nostra Inter… Se a te piace uno che è un disgraziato.. ti piace lo stesso.. anche se è un disgraziato..Tanto andiamo avanti). Poi mi fa un cenno di congedo.

E vanno via, lievi e felici come sono arrivati.

Raccontata così sembra una cosa laconica e melensa da C’è posta per te. Con la solita presentatrice che scassa i maroni per aprire la busta. Con il  copione scontato e il finale già scritto.

Però essere lì con la gente che ti dà pacche sulle spalle, che vuole tirarti dentro per un altro giro di birra. Con te che sotto sotto… non vuoi perderti l’annuncio della  formazione.

E guardare quei due lì felici e contenti nemmeno fossero in un film di Frank Capra, non è come dire.

Perché hai cristallizzato e fissato un momento di umanità davvero raro di questi tempi, e se  lo fai è perché ti colpisce. Del resto sono i contrasti stridenti a incuriosire e attrarre.

Così alla fine anche io e il mio socio di una vita da stadio lasciamo uno dei miei luoghi di perdizione preferiti per dirigerci all’entrata. Lui mi passa l’accendino e mentre ci avviamo al tornello uno mi fa: “Hai visto? Quelli saremo io e te tra un po’ di tempo!” e ride a crepapelle… e fa bene, ha ragione lui…che ce ne frega se si vince o si perde…una volta che sei lì, vada come vada, l’importante è esserci.

Come i nonni inossidabili incontrati al baretto.  

La squadra non è fantastica come avremmo desiderato. È vero.

Ma il nostro amore prima o poi farà in modo che migliorerà.

21/09/2012 Categories: Libero pensiero Rubriche

Inter-Rubin: L'isola che non c'è (ancora?) 

by Goldenwing

Quando l’immediata reazione ad un pareggio acciuffato all’ultimo secondo di un abbordabile match casalingo è il sollievo, gli allarmi stanno lampeggiando nel cielo nero di San Siro.

Se questo sollievo è solo l’ultimo prodotto di una serie negativa che partita dopo partita si allunga, vale la pena fermarsi a riflettere su limiti strutturali e problemi, smettendo di credere alle coincidenze che tanto vanno di moda nelle sale stampa.

Anche ieri sera l’Inter, di fronte a un avversario teoricamente inferiore e arrivato a Milano pronto ad abbracciare anche il più misero punticino, si è trovata in difficoltà, quasi impotente e in affanno nel provare a evitare la sconfitta incombente.

Gli interrogativi di Torino si sono ripresentati puntuali, stavolta esacerbati da altri accadimenti che hanno fatto prendere a un match mai controllato strade diverse: alla staffilata di Milito si è sostituita la colossale ingenuità in area di rigore di Jonathan, autore di una prova imbarazzante, ancora peggiore della già negativa prestazione fornita 5 giorni fa.

Alla straordinaria prova difensiva di Juan si è sostituita la triste prestazione dell’ormai ex Muro, in evidenti difficoltà fisiche contro il prestante (ma mediocre) Rondon.

La costruzione del gioco si è invece confermata assente non giustificato: dalle prime uscite estive a base di calcio offensivo e tecnica, si è non si sa come approdati ad un 4-4-2 di stampo ranieriano, che dopo aver mortificato le qualità di Wesley a Torino, blocca oggi Coutinho nel ruolo di esterno sinistro di un centrocampo a 4.

Il giovane brasiliano è autore di una prova negativa, ma è triste vederlo intorno al 20° del primo tempo rincorrere l’avversario diretto sino quasi alla nostra bandierina del corner. 

Prove negative per entrambi, la prima nascosta da una vittoria forse più casuale di quanto non si fosse subito voluto ammettere.

Le uniche azioni offensive del primo tempo nascono dal piede di Cassano, stasera faro ed ispiratore della squadra, bravo anche a proporsi per il passaggio senza paura e senza nascondersi, specialità nella quale altri sembrano invece abilissimi.

Suo è il tracciante a tagliare la difesa del Rubin per il movimento di Cambiasso che porterà al momentaneo pareggio di Livaja, sua la palla rubata e successiva ripartenza conclusa con tiro dello stesso Livaja di poco sopra l’incrocio dei pali.

Nel mezzo, tanto spirito e buona volontà, pochissimo altro, se non un Gargano a disagio nel centrocampo effettivamente ad uno cucitogli addosso da Stramaccioni, considerando che Cambiasso per essere presente in fase offensiva deve per natura sacrificare quella difensiva, che Cou è tutto meno che un cursore di fascia (sebbene il ragazzo ci metta un lodevole impegno) e che Zanetti è in una delle sue non più rare partite in cui risulta poco efficace ed ancor meno utile.

Il primo tempo si chiude quindi sull’1-1, e si attende una reazione almeno nervosa che porti la squadra al successo per la prima volta in stagione a Milano.

Il disastroso Jonathan lascia il posto a Guarin, Coutinho cambia fascia, ed il 4-4-2 Ranieriano si trasforma in un 4-3-3 che a conti fatti regala al pubblico la migliore parte del match: l’Inter attacca e sembra poter passare, il centrocampo continua ad essere inadatto alla costruzione, ma la verve di guarin porta diversi palloni su zolle dove il talento dei tre davanti può risultare decisivo, Nagatomo spinge a sinistra e persino Zanetti si concede qualche rara discesa.

È forse il periodo migliore del match, che però si conclude insieme al fiato di Cassano, che deve lasciare posto a Pereira inserito ancora una volta fuori ruolo. Essendo un esterno dalla corsa lunga, il 4-3-3 si appiattisce sino a tornare quasi un 4-4-2, non fosse che Guarin non è un esterno di destra, ma questo nelle Inter sbilenche che abbiamo visto negli ultimi tempi non sarebbe un gran problema.

A sinistra con due cursori si crea una strana situazione nella quale spesso è Pereira a coprire Nagatomo, mentre altre volte i due salgono insieme.

Non il massimo della coordinazione, c’è da lavorare.

Al nostro momento “buono” non fa seguito nessun gol, sfiorato più volte dai nostri, e l’inerzia del match torna a mutare.

I russi si fanno di nuovo pericolosi dalle parti di Handanovic, e passano a poco meno di 10’ dalla fine grazie alla complicità di Samuel e di un Ranocchia sin lì eccezionale nel sopperire anche alle difficoltà del compragno di reparto.

L’Inter è nuovamente sotto e lo spettro della sconfitta aleggia sul campo maledetto, ma è prontamente scacciato in meno di cinque minuti da una reazione di nervi che porta il piccolo Nagatomo a girare in rete un cross di Milito in quel momento facente le parti di ala destra. (!)

Il pubblico, in preda al sollievo di cui sopra, non trova la forza di fischiare una prestazione altrimenti misera e desolante, figlia di scelte che mettono in dubbio le tanto ascoltate “idee chiare” dell’allenatore.

A 3 mesi dall’inizio della stagione l’Inter non ha un modulo base, non ha un’idea di gioco e non ha interpreti fissi sui quali fare affidamento.

In campo vi erano ieri diversi titolari “sulla carta”, che però hanno fornito prestazioni negative e non per la prima volta. Al contrario, teoriche riserve quando sono state chiamate in causa hanno stupito in positivo.

Il fatto poi che due allenatori diversi e quasi opposti come Ranieri e Stramaccioni approdino entrambi ad una disposizione in campo speculare, credo dovrebbe indurre a profonde riflessioni su quello che e’ il reale potenziale e la reale profondità della rosa che questi due allenatori hanno avuto in mano.

D’altro canto, non va nemmeno dimenticato che si trattava pur sempre una partita del giovedì, la cui importanza è relativa nell’economia di una stagione che ha nel raggiungimento del terzo posto il target principale.

È bello ipotizzare che il giovane tecnico abbia usato questa partita teoricamente spendibile come ultimo banco di prova prima di prendere decisioni nette, sorprendenti e anche emotivamente dolorose che ci porteranno già da Siena ad accogliere il triplice fischio con un urlo di gioia e non con un tirato sorriso da survivors.

21/09/2012 Categories: Commenti post-partita

Europa League: Inter - Rubin Kazan 2-2 

Tabellino:

Inter (4-3-1-2): Handanovic; Jonathan (1' st Guarin), Ranocchia, Samuel, Nagatomo; Zanetti, Cambiasso, Gargano; Coutinho, Livaja (16' st Milito), Cassano (23' st Pereira). A disp.: Belec, Silvestre, Juan Jesus, Sneijder. All.: Stramaccioni

Rubin Kazan (4-4-2): Ryzhikov; Kuzmin, Navas, Bocchetti (37' st Kaleshin) , Sharonov, Marcano, Karadeniz, Eremenko; Ryazantsev (25' st Orbaiz), Rondon. A disp.: Haghihi, Davydov, Kasaev, Dyadyun, Tore. Allenatore: Kurban Berdyev

Arbitro: Deniz Aytekin (GER)

Marcatori: 17' Ryazantsev (R), 39' Livaja (I), 39' st Rondon (R), 47' st Nagatomo

Ammoniti: Bocchetti, Marcano, Orbaiz (R), Guarin (I)

20/09/2012
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