CHAMPIONS LEAGUE: DAY 1 

Seguiamo in diretta la prima giornata di Champions, con il normale distacco di chi, dopo 10 anni di ininterrotta presenza (ultima stagione senza la massima competizione europea quella 2001-2002, successiva aldisastro dell’anno precedente targato Lippi/Tardelli) dovrà accontentarsi di esordire giovedì in Europa League.

 8 partite in programma, per la prima giornata dei Gironi A, B, C e D.

 Spicca su tutti il big-match del Santiago Bernabeu tra i padroni di casa del Real e il Manchester Ciy, sfida che vede di fronte i due ex più rimpianti della panchina dell’Inter, Mourinho e Mancini.

 L’unica italiana a scendere in campo sarà il Milan, impegnata al Meazza contro i belgi dell’Anderlecht.

 

Il programma completo, a partire dalle 20.45:

 GIRONE A:

Dinamo Zagabria - Porto

Paris Saint Germain - Dinamo Kiev

 

GIRONE B:

Montpellier  - Arsenal

Olympiacos – Shalcke04

 

GIRONE C:

Milan - Anderlecht

Malaga – Zenit San Pietroburgo

 

GIRONE D:

Borussia Dortmund– Ajax

Real Madrid – Manchester City

18/09/2012

Parestesia di inizio stagione 

by defilato all'ala

Avete presente il formicolio che viene alla gamba quando la lasci penzoloni dal bracciolo del divano per dieci minuti? Così fastidioso da non permetterti di muovere un passo, così effimero da scomparire in pochi secondi se si ha la pazienza di stare fermi ed aspettare. Ecco, le sensazioni della nuova Inter 2012-2013 targata Stramaccioni sono per me simili ad un formicolio: contraddizioni e manie bipolari si annodano nel mio cervello e mi risulta impossibile dipingere un quadro realistico della situazione.

Più ci penso, più convengo che la rosa attuale sia stata assemblata male, frutto di un lavoro sul mercato poco lungimirante, fatto di "occasioni" più che di veri obiettivi (tutti sfumati) in cui si è tradita l'iniziale intenzione di un'opera di rifondazione intelligente Borussia-style, tanto cara al direttore.

Più ci penso, più resto amareggiato per la pochezza del gioco espresso in queste prime partite. Avrei gradito una squadra in grado di far fluire il pallone in modo decoroso e non affidarsi sistematicamente al lancio lungo, costruendo azioni del tutto estemporanee e spesso fortunose.

Più ci penso, più mi faccio il sangue marcio vedendo l'unico giovane di talento e prospettiva chiuso nelle rotazioni. Il nostro migliore giocatore in pre-season, colui che potrebbe risolvere il palese problema di copertura che il vecchierello Milito, lo svogliato Sneijder e il pachidermico Cassano non riescono ad apportare, non si può accomodare sistematicamente in panchina. Coutinho deve giocare.

Più ci penso più mi arrovello sulle bizze di Snejider e la sua collocazione in campo, sul perché un ex-mediano di ottimo livello sia sempre titolare, su quei giocatori che sembrano giocare nell'Inter solo per battere personalissimi record, sulla scarsezza cronica dei nostri mediocampisti.

Il formicolio ancora non passa e adesso il dolore sembra insopportabile. Allora cosa fare? Beh, mi siedo e aspetto. Attendo che il formicolio si dissolva, forse i pensieri si faranno più lucidi….

E allora penso a Ranocchia, uno che fino all'anno scorso sembrava il protagonista di uno Space Jam nostrano, scippato del talento da una banda di alieni cattivi. Dall'inizio della stagione ha incamerato minuti preziosi e prestazioni ottime, tornando a ripercorrere la strada verso l'affermazione tra i migliori difensori nazionali, interrotta un anno fa.

E allora penso a Juan Jesus, che in 90 minuti ha dimostrato di essere un ottimo difensore, con ampi margini di miglioramento, pronto per il nostro campionato e pronto a trovare un minutaggio importante (altro che prestito zzzh…).

Penso al rientro di Ricky Maravilla che ha dimostrato di poter iniettare forze fresche e soprattutto qualità in quella zona del campo per noi fonte di estremi patimenti.

E allora penso che forse Cambiasso e Zanetti, Samuel, Stankovic e Chivu potrebbero limitarsi a giocare una partita ogni 10-15 giorni, visto che i nuovi giovani sembrano garantire una certa sicurezza ed affidabilità.

E allora penso che l'Europa League forse non sia una tale piaga in questa stagione; potrebbe rivelarsi il palcoscenico ideale nel quale far debuttare e lanciare con continuità qualcuno dei giovani che mister Stramaccioni conosce così bene.

Già... mister Stramaccioni. Non ha ancora ricevuto la famigerata folgarazione sulla via di Damasco per riuscire a sbrogliare quella matassa che da due anni sembra inestricabile: rendere questa squadra una compagine sicura di se stessa, in grado di proporre il suo gioco in maniera organica, sfrontata e mai rinunciataria. Nonostante gli evidenti limiti della rosa a sua disposizione, Stramaccioni deve riuscire in questa impresa, che non pare impossibile con qualche aggiustamento di modulo e qualche scelta tecnica decisa e simbolica.

In questo momento dunque l'unica cosa da fare è pazientare, aspettare che il gruppo, rimpolpato da tanti nuovi innesti, si amalgami e che il mister riesca a dare e un'identità tangibile e un marchio di fabbrica inequivocabile alla ricerca di un gioco propositivo, cancellando la caporetto calcistica ranierana. Pazientare è la parola d'ordine, perché siamo solo all'inizio, la strada è lunga e dobbiamo ancora capire le vere potenzialità di questa squadra. Per ora cerchiamo di spazzare le nubi, di essere compatti e di aver fiducia, sperando ovviamente di essere ripagati.

Beh…. nel frattempo il formicolio è passato, ma so che ritornerà, perché quella gamba la tengo sempre appesa al bracciolo del divano. Divano sul quale, ogni maledetta domenica, mi dimeno tifando la nostra Inter. 

 

Firmato:

Tifoso bipolare con problemi di circolazione alle gambe.

18/09/2012 Categories: Libero pensiero

Era un'inter operaia 

by Haley

Ammetto di aver gradito lo sbotto di Stramaccioni nei confronti degli opinionisti che brulicano nei vari studi
televisivi della domenica. E' giusto dissuaderli dal prendersi eccessive confidenze e libertà, magari approfittando del fatto che lui fosse un novizio nel calcio vero, però allo stesso tempo sono rimasto sorpreso dall'eccessivo nervosismo mostrato nel rispondere: non è che avessero tutti i torti.
Sfido chiunque a dire di non aver pensato al catenaccio più ostentato dopo aver letto la formazione iniziale.
Schierare 4 terzini ed una punta sola in campo, nell'immaginario collettivo ha un significato ben preciso, ovvero prediligere maggiore solidità e copertura a scapito della qualità del gioco e della manovra offensiva.
Tuttavia la partita non è stata interpretata in modo difensivo, al contrario di quanto il modulo iniziale lasciava presagire. Pressing alto, possesso palla (anche se abbastanza sterile ed utile sopratutto per abbassare il ritmo piuttosto che per costruire gioco e offendere) e linea difensiva insolitamente alta, grazie all'apporto di Juan (vera nota positiva della serata) e della sua atleticità che gli permette di coprire maggior campo alla spalle, a differenza degli altri difensori in rosa.

Purtroppo il vero problema della prestazione di ieri sera è identificabile nella pochezza tecnica degli interpreti in campo. Poca qualità sulle fasce, mancanza di fosforo e geometrie a centrocampo, attacco poco pungente con milito abbandonato in attacco, senza il supporto della squadra e di Sneijder che si abbassava spesso per sopperire ai grossi problemi di costruzione in mezzo al campo. La qualità della manovra ne ha risentito parecchio, i tiri in si contano sulle dite delle mani ed il risultato è figlio di due fiammate estemporanee e di una grande prova difensiva dei due centrali piuttosto che da una prestazione convincente a livello di gioco.

Ebbene si, un Inter operaia a tutti gli effetti.

Stramaccioni ha avuto i suoi buoni motivi per accantonare il fragile rombo/albero di natale che regalava le fasce agli avversari e ci faceva subire le solite imbarcate alle quali siamo abituati da due anni a questa parte.
Ha fatto bene a preferire una maggiore copertura del campo contro una squadra in forma che lo sfrutta in tutta la sua ampiezza, ma al di là il risultato c'è ben poco da gioire.

Per il momento ci prendiamo i 3 punti, ma Stramaccioni ha il dovere di trovare qualcosa di diverso dallo schierare 4 terzini ed un unica punta per garantire un minimo di equilibrio.
Può andar bene proseguire su questo percorso, ma deve essere necessariamente arricchito dalla qualità
di Coutinho e Alvarez disciplinati al giusto sacrificio per non perdere questo piccolo barlume di equilibrio tattico.

Nonostante la rosa mal costruita sono sicuro che abbiamo tutte le carte per proporre qualcosa di meglio che possa conciliare risultati ed un gioco godibile e sono sicuro che non è questa l'Inter di Stramaccioni, che ha già dovuto rivedere molte delle sue convinzioni per tenersi aggrappato ad una panchina che potrebbe cominciare a scottare se non arrivassero risultati convincenti.
 

17/09/2012 Categories: Commenti post-partita

Torino-Inter 0-2: l’alunno Stramaccioni impara in fretta 

Leggi articolo

di Simone Nicoletti

su FabbricaInter

17/09/2012

TORINO – INTER 0-2: IL CINISMO E LE SPERANZE 

by AngelOne

Diciamolo chiaramente: quando sono state annunciate le formazioni ufficiali un po’ tutti abbiamo avuto l’impressione di ritrovare in panchina Ranieri, con la solita faccia contratta e preoccupata.

Un 4-4-1-1 “todos terzinos” in salsa ranieriana che mandava a monte i nostri pensieri di qualità e gioco. Ma Stramaccioni aveva un’unica idea in mente: imbrigliare il Torino e portare a casa 3 punti che mettessero a tacere le (troppe) critiche post-Roma.

E così ha fatto, mettendo in campo una squadra certamente non spettacolare ma con i movimenti giusti per non lasciare alcuna iniziativa al Toro di Ventura. Ottima la scelta di affidarsi a Juan Jesus (prestazione eccellente) come centrale accanto al ritrovatissimo Ranocchia, come è stata ottima la scelta di far scalare Cambiasso in mezzo ai due centrali di difesa in fase di possesso, per trovare una superiorità in fase di impostazione contro il pressing sempre organizzato dei granata. Il vantaggio arriva al primo tiro in porta (e che tiro) di Milito, pronto a sfruttare fuori area un errore di un giocatore del Torino.

La prestazione della squadra è stata cinica, secondo il mio modesto parere sufficiente ma concreta e diligente, utile a portare a casa l’unico risultato di cui avevamo bisogno: la vittoria.

L’ingresso di Alvarez nel secondo tempo (al posto del sempre più inquietante Jonathan) ha dato certamente più qualità alla nostra manovra e ci ha aiutato in qualche ripartenza nel momento più difficile per noi, nella parte centrale del secondo tempo. L’ingresso di Cassano per Sneijder ha poi aiutato la squadra a trovare un altro riferimento davanti, dato che Milito stava giocando l’ennesima partita da solo in mezzo a Ogbonna e Glik. Difatti proprio una discesa di Alvarez, un velo di Milito e un tiro di Cassano hanno portato i nostri sullo 0-2.

A margine, credo che la strada tattica ci porterà verso un 4-2-3-1 (o 4-4-1-1) più offensivo, di qualità, magari con Coutinho e Alvarez esterni, ma solo quando avremo trovato le certezze difensive che ancora ci mancano. L’unico dubbio è che con questo modulo metteremmo da parte molti acquisti fatti questa estate e non so se finanziariamente saremmo in grado di permettercelo. Pereira dovrebbe fare il terzino sinistro, nel secondo tempo è sembrato più a suo agio nei movimenti e nelle sovrapposizioni, dialogando a volte molto bene con Ricky Alvarez.

Ora le speranze sono di rivedere una vittoria a San Siro, già giovedì contro il Rubin Kazan.  Magari con Coutinho e Palacio titolari, sacrificati a Torino sull’altare del 4-4-1-1 di Strama. Bisognerà piano piano ritrovare la via del bel gioco, far rifiatare Milito e Guarìn, gestire i senatori, osare di più senza subire troppo, dare sicurezza alla fase difensiva continuando a puntare magari sulla coppia giovane Ranocchia-Juan Jesus. Strama, bella sfida eh?

17/09/2012 Categories: Commenti post-partita

Il corner di TLC - L'importanza di chiamarsi Esteban 

L'importanza di chiamarsi Esteban

a tale about love, hate and wisdom

 

Intelligenza.

Tattica.

Allenatore in campo.

Parole che ne hanno accompagnato la carriera.

E che carriera:

l'Argentino più vincente di ogni tempo, più di miti del calcio di ogni epoca, come Diego Maradona e Lionel Messi.

Arriva all'Inter nel 2004 e vince subito tutto:

una carrettata di scudetti, coppe, coppette, Champions League.

 

Cannibale.

 

Eletto a furor di popolo bandiera leggendaria dell'Inter,

al pari di quel Facchetti mancato troppo in fretta,

cui indossa, spesso e volentieri, la maglia con fierezza

e dell'ormai bicentenario collega ed amico,Javier.

Futuro da allenatore o dirigente,

punto di riferimento per compagni e tecnici,

che via via, nel corso degli anni, imparano a riconoscerne,

anche pubblicamente, le indiscutibili qualità.

 

Questa è storia.

O meglio.

Parte della storia.

 

Cominciamo dal principio:

 

Siamo nel 2010,(anche se i più critici, me compreso, sposterebbero la lancetta qualche anno più indietro),

dopo i grandi trionfi con Mancini e Mourinho

e l'indimenticata ed indimenticabile cavalcata del Treble,

qualcosa si incrina nel rapporto idilliaco tra il volante di Buenos Aires ed una parte del tifo neroazzurro.

 

Le performance sempre meno convincenti,

la staticità persistente in campo,

le voci di intromissioni a livello decisionale

e l'impressione che non sia più quel giocatore profondamente utile alla squadra, serpeggiano con timidezza nell'ambiente.

Un ambiente che continua comunque ad amarlo, forse all'eccesso, forse non rendendosi conto di quel che sta accadendo.

 

Purtroppo, per l'Inter e per Cambiasso, sarà solo l'inizio di due anni di passione sportiva, culminata con la sostituzione durante la partita casalinga contro il Catania, i relativi fischi e l'ormai tristemente famoso pianto.

 

Ricordo che rimasi emozionalmente coinvolto da quelle lacrime.

Provai una profonda sensazione di pena..dispiacere..e gioia.

Un mix contrastante, arduo da razionalizzare.

 

In fin dei conti, era ciò che desideravo :

vederlo sostituito, messo finalmente alla berlina,

fischiato, schernito da quel pubblico che a mio modo di vedere troppe volte ne aveva inneggiato le gesta senza motivo.

 

Eppure quella sera, qualcosa è cambiato.

E' strano come certe volte i percorsi, le idee, vadano in direzioni così bizzarramente opposte, salvo poi incontrarsi nuovamente, mentre ormai tutto volge al termine.

Me ne rendo conto solo oggi, quando, ripensando alla vittoria farraginosa conquistata poco fa a Torino, mi trovo sollevato per non aver assistito ad un'altra prova scadente del Cuchu ed addirittura divertito da quella pelata quasi-mobile per i primi 45 minuti, in un ruolo che per lui avrei auspicato già la scorsa estate, con Gasperini in panchina.

 

A Stramaccioni domando saggezza.

E non mi riferisco all'infelice aneddoto che vuole il presidente Moratti sempre al telefono con i nostri argentini:

saggezza nel gestirlo,

nel non farlo giocare ogni maledetta domenica,

nel rendersi conto che un tempo è il massimo che possa dare,

nel farlo tornare, da tassa e Vigilasso sopra la zollina,

quel giocatore che sapeva rendersi sempre utile alla squadra, anche part-time, anche se significasse impuntarsi e lasciarlo fuori qualche partita.

 

Nell'evitare, con risoluta fermezza, che una bandiera dell'Inter come Esteban, possa esser messa in ridicolo di nuovo da un Cannavaro brothers qualunque.

 

il viale del tramonto si percorre a piedi nudi

Elio

 

17/09/2012 Categories: Rubriche

Quinta giornata dell'Eredivisie  

by Hendrick_van_der_Decken

Il Twente continua la sua marcia a punteggio pieno regolando fuoricasa il neopromosso Willem II. I bianco-rosso-blu di Tilburg sono il “Genoa d'Olanda”: è la squadra più vecchia attualmente esistente del calcio professionistico Oranje, fondata nel 1896 proprio come il Grifone, e si fregia di 3 scudetti e due coppe d'Olanda. I padroni di casa rappresentavano un avversario tutt’altro che irresistibile, ma viste le assenze di Fer (fuori altre 5 settimane per un menisco con interessamento ai legamenti rimediato in nazionale) finora determinante ai massimi livelli, e di Chadli (bisognerà presto parlare anche di lui, non solo di Castaignos e Tadic), acciaccato e seduto in panca ieri, non si può certo sminuire una prestazione dove il Twente ha preso in mano la partita e ha chiuso il primo tempo sul due a zero, sigillando la partita dopo pochi minuti della ripresa con il terzo gol. Risultato finale in quel di Tilburg: un roboante 2-6.
Il “nostro” Luc (lacrimuccia) ha segnato il secondo gol, approfittando di una comica scivolata del portiere su un retropassaggio del difensore: comunque notevole la freddezza con cui poi ha saltato l’estremo difensore e messo in rete.

In uno dei miei primissimi interventi sul calcio olandese, mi vennero chiesti un po' di nomi nuovi che fossero al di là di quelli conosciuti dai più. Io menzionai Navarone Foor, del NEC, e poi citai un 17enne del Willem II, Jeroen Lumu, nazionale under 18 e campione europeo di categoria. Ebbene, ieri per lui è stato un giorno che difficilmente dimenticherà: esordio in Eredivisie, dove ha giocato gli ultimi 20' del match, e gol del 2-5. E' un classe ’95, e confermo che ne sentiremo parlare ancora.


L'Ajax cerca di tenere la scia e vince il suo incontro casalingo con una delle rivelazioni del campionato, l'RKC Waalwijk. La squadra di Erwin Koeman fa sudare i Lancieri non poco che riescono a trovare i gol solo nella ripresa dopo sessanta minuti di grande sofferenza. Frank De Boer aveva chiaramente un occhio rivolto alla CL dove l’Ajax esordirà martedì sera a Dortmund, ma le difficoltà degli “A’damsen” sono state tutte merito dei giallo-blu del Brabante Settentrionale. Non ho avuto tempo finora di osservarli con grande attenzione, ma l'RKC ha in ogni caso iniziato benissimo il suo campionato, considerando la rosa a disposizione: rimedieremo a questa lacuna nelle prossime settimane.


L'ADO Den Haag mette nei guai van Basten alla guida del suo Heerenveen siglando in trasferta uno 0-3 dopo appena 28 minuti di gioco. Inutile il gol della bandiera dei padroni si casa segnato nel secondo tempo per lo 1-3 finale, ma non superfluo sottolineare che l'ha segnato Gouweleeuw, difensore 20enne autore l'anno scorso di una stagione strepitosa ed insieme a Nuytinck uno dei giovani difensori più promettenti (anche se van Gaal sembra essere di parere opposto, scegliendo altri difensori della stessa età per la sua nazionale, e lasciandolo a disposizione dell’U21). L'Heerenveen paga lo smantellamento totale del suo attacco: non si può pensare di perdere Tadic, Narsingh e Dost e credere che si potrà ripetere la strepitosa annata 2011-12. Probabilmente pagherà l'allenatore, e in questo caso si può ben dire che tutto il mondo è paese.


Il mio NEC riesce nell'impresa di buttare nel ces... ehm, volevo dire, a sprecare malamente la possibilità di conseguire la terza vittoria esterna di fila e arrampicarsi nei quartieri alti della classifica. In casa del Venlo ultimo in classifica va avanti due a zero al decimo della ripresa (Foor, un assist) e poi si fa raggiungere da una doppietta di Nwofor che si alza dalla panca, entra in campo e diventa l'eroe di giornata nonché la causa del mio grande nervosismo (mitigato poi dall’Inter domenica sera).


Il Feyenoord è vincente in casa per due a zero contro lo Zwolle, grazie a un autogol e ad un rigore. Tra tutte le prime della classe, il Feyenoord è la squadra meno “olandese” di tutte: sono un po' i brutti-sporchi-e-cattivi della situazione, ma hanno forse la difesa migliore del campionato insieme al Twente (Janmaat, Martins Indi, Mathijsen e Nelom sono stati tutti chiamati da van Gaal). Chissà che a maggio non possano ritrovarsi nuovamente a celebrare il secondo posto della stagione scorsa. Curiosità: nel Feyenoord ha giocato titolare, e per tutti i 90', Graziano Pellè.


L’Heracles ha regolato il NAC Breda per 2-1, partita tra due squadre che chiederanno presumibilmente poco al campionato, mentre L’AZ ha travolto il Roda con Jozy Altidore scatenato (tre gol e un assist per lui) e l’americano è adesso capocannoniere con 7 reti, davanti a un interessantissimo centrocampista-ala mancina del Den Haag, Tjarron Chery, con 4 gol segnati di cui uno solo su rigore.  Un piccoletto di circa 1.70 col piede educatissimo, della stessa schiatta dei Mertens e dei Tadic. Giocando moltissime squadre con un 4-3-3 quasi puro, gli interpreti di questo ruolo (esterno offensivo dei tre davanti) sta facendo emergere diversi giocatori interessanti. L’AZ ha accumulato però già sette punti di ritardo dalla capolista, staremo a vedere se riusciranno a rientrare almeno nella lotta per il secondo posto, che in Olanda dà accesso al preliminare di Champions.

Per ultime, le due sorprese di giornata: il PSV cade a Utrecht per 1-0, subendo il gol a 20’ dalla fine e proprio subito dopo che i padroni di casa erano rimasti in dieci. Brutto colpo per le ambizioni di Advocaat che ha messo in campo il solito (anomalo, per questa Eredivisie) 4-2-3-1, ma oggi qualcosa decisamente non ha funzionato. Due cambi sin dal primo minuto della ripresa, con Wijnaldum che ha rimpiazzato Toivonen, ma che ha sprecato la chance datagli dal tecnico. Evanescente e fumoso, non ha inciso per nulla sulla partita. Assedio finale senza risultato dei nostri colleghi di Eindhoven (il PSV è nato come dopolavoro per i lavoratori della Philips...), e biancorossi che perdono contatto con la vetta.

 Stessa dinamica, ma a favore della sorpresissima Vitesse, a Groninga. Vitesse in dieci sin dalla mezz’ora della prima frazione, ma con un gioco ordinato e una buona difesa resiste senza troppi problemi agli attacchi dei biancoverdi e va a segno a venti dalla fine. Il Groningen si scopre e subisce altre due reti negli ultimi cinque minuti di gioco per il tre a zero finale. Il controverso miliardario georgiano Merab Zjordania (ex-giocatore della Dinamo Tbilisi ed anche ex-CT della Georgia) che ha acquistato il club nel 2010 dichiarò la sua determinazione a portare ad Arnhem il titolo in pochissimo tempo, ma finora le prestazioni sono state a dir poco pessime. Quest’anno la musica è cambiata, sarà interessante vedere cosa accadrà ai giallo-neri nel proseguo della stagione. Se le cose dovessero continuare in questo modo, si prevedono suicidi di massa tra i tifosi del NEC (vedere il Vitesse così in alto sta sicuramente facendo aumentare il giro d’affari degli epatologi di Nimega e dintorni...)

Classifica delle prime posizioni:

TWENTE         15

VITESSE         13

AJAX               11

FEYENOORD  10

PSV                   9

 

17/09/2012

Le pagelle di JulianRoss 

LE PAGELLE

In ordine dal migliore al peggiore ma senza voto... mettetecelo voi nei commenti!

JUAN JESUS: E' giovane e deve lavorare soprattutto sui meccanismi difensivi, ma il fisico, la testa e pure il piede ci sono. Lanciato nella mischia da Stramaccioni sfodera una prestazione quasi impeccabile. Speriamo di vederlo molte volte quest'anno, anche dopo i prossimi rientri di Chivu e Samuel.

RANOCCHIA: Alla terza partita di campionato senza grosse sbavature possiamo forse tirare un sospiro di sollievo. Il pulcino bagnato visto all'opera negli ultimi 18 mesi sembra solo un lontano ricordo. Con Juan Jesus forma una coppia sulla quale vale proprio la pena di lavorare anche in proiezione futura.

HANDANOVIC: Risponde presente nella sfida a distanza con il rimpianto ex Julio Cesar che ieri aveva calato la saracinesca costringendo i campioni d'Europa del Chelsea allo 0-0 contro i suoi Queen's Park Ranger. Che in porta fosse una discreta sicurezza lo sapevamo quasi tutti. Fa in modo di ricordarlo anche ai più distratti quando, nel secondo tempo, salva il risultato sul tiro a colpo sicuro di Bianchi.

CASSANO: Gioca 20 minuti ma incide pesantemente sul match. Sempre spalle alla porta, riesce a tener alta la squadra, subisce falli e chiude la partita con il gol del 2-0. Con la condizione attuale direi che è il massimo a cui può e possiamo ambire.

MILITO: Dura giocare in una squadra che crea così poco. Vede la palla una volta ogni venti minuti, fortunatamente in una di queste occasioni è lestissimo a piazzare la stoccata del fuoriclasse infilando l'incolpevole Gillet con un gran tiro dai 20 metri.

CAMBIASSO: In ripresa rispetto alle ultime prestazioni. Nel primo tempo si piazza davanti o in mezzo ai centrali difensivi ad impostare il gioco. Nel secondo tempo agisce più avanti ma si fa comunque apprezzare per qualche buon recupero. Uno di quelli che speriamo di non vedere in campo giovedì in coppa perchè fisicamente non è in grado di reggere l'impegno ravvicinato.

GUARIN: Il dubbio che il modulo scelto dall'allenatore non sia proprio quello ideale per permettergli di dare il meglio di sè è abbastanza fondato. Prestazione più di quantità che di qualità infarcita di qualche errore di troppo in disimpegno. Con un altro centrocampista vero a fianco vedremmo sicuramente un altro giocatore.

ALVAREZ: Entra nel secondo tempo al posto di Jonathan e non lo fa certo rimpiangere. Ogni volta che ha la palla sui piedi ci si aspetta che possa nascere qualcosa di interessante; oggi capita raramente, domani chissà. Solo, per favore, eviti di mettersi a far dribbling davanti alla difesa con la partita ancora in bilico perchè i 3 punti stasera valgono come l'oro e non si può rischiare di perderli per una sciocchezza individuale.

PEREIRA: Un po' come per il suo ex compagno al Porto, non si capisce quanto la prestazione non eccezionale dipenda dalle scelte dell'allenatore. Ci mette fisico, corsa ed impegno ma dal giocatore di punta arrivato nella scorsa campagna acquisti ci si attende, onestamente, un po' di più.

SNEIJDER: Si vede poco ma provateci voi a inventare qualcosa quando attorno hai il deserto. Potrebbe timbrare il cartellino con una bella punizione che Gillet sventa abilmente. E' uno dei pochi fuoriclasse in rosa e bisogna puntare per forza su di lui, magari mettendogli anche attorno qualcuno con cui dialogare.

STRAMACCIONI: La formazione iniziale è di "ranierana" memoria: un bel 6-2-1-1 con 4 terzini speravamo di non vederlo più ma evidentemente la scoppola con la Roma ha lasciato segni pesanti. Ripagato alla grande dalla scelta-jolly di giornata Juan Jesus e pure da Cassano schierato nei 20 minuti finali. Qualcosa di buono cerchiamo di vederlo.

ZANETTI: Invisibile per 20 minuti, ci si ricorda della sua presenza in campo quando viene abbattuto da un difensore granata che pone fine ad una delle sue consuete percussioni . Nel secondo tempo altre due discese sulla destra ma, sostanzialmente, incide poco. La domanda è sempre la stessa: le giocherà tutte, sempre e comunque?

NAGATOMO: Solita prestazione tatticamente insufficiente. Spinge poco e difende peggio con, come unica attenuante, quella di non giocare mai 45 minuti consecutivi nella stessa zona del campo. Tappabuchi, nella speranza che un giorno non ci siano più buchi da tappare.

JONATHAN: Non si capisce proprio cosa faccia di tale in allenamento per convincere un allenatore a schierarlo titolare in una partita di campionato. Qualcuno potrebbe dire "rivedibile". Io, sinceramente, spero di rivederlo poco.

16/09/2012

Torino Inter 0-2. Commenti alla partita 

In attesa delle pagelle di JulianRoss, i primi commenti a caldo.

16/09/2012

Torino Inter - Formazioni ufficiali 

TORINO - Questi i ventidue di partenza per Torino-Inter, gara valida per la 3a giornata della serie A TIM 2012-2013 in programma questa sera allo stadio "Olimpico" (ore 20.45).

Torino:1 Gillet, 36 Darmian, 25 Glik, 6 Ogbonna, 17 S.Masiello; 33 Brighi, 14 Gazzi; 19 Stevanovic, 10 Sgrigna, 9 Bianchi, 7 Santana.
A disposizione: 23 Gomis, 2 Rodriguez, 3 D'Ambrosio, 4 Basha, 5 Di Cesare, 11 Cerci, 20 Vives, 24 Sansone, 69 Meggiorini, 77 Verdi.
Allenatore: Giampiero Ventura.

Inter: 1 Handanovic; 42 Jonathan, 23 Ranocchia, 40 Juan Jesus, 55 Nagatomo; 4 Zanetti, 14 Guarin, 19 Cambiasso, 31 Pereira; 10 Sneijder; 22 Milito.
A disposizione: 12 Castellazzi, 27 Belec, 6 Silvestre, 7 Coutinho, 8 Palacio, 11 Alvarez, 21 Gargano, 25 Samuel, 41 Duncan, 44 Bianchetti, 88 Livaja, 99 Cassano.
Allenatore: Andrea Stramaccioni.

Arbitro: Luca Banti (sez. arbitrale Livorno).

 

Fonte: Inter.it

16/09/2012

Torino-Inter: ostacolo più alto della Roma da superare con Coutinho e Juan Jesus dall’inizio 

Leggi articolo

by Simone Nicoletti

su Fabbricainter.com

16/09/2012

Scatti al secondo. 

16/09/2012

La avventure dei cugini: Milan-Atalanta Live Match 

Formazioni ufficiali

Milan (4-3-1-2): Abbiati; Abate, Bonera, Acerbi, Antonini; De Jong, Ambrosini, Emauelson; Boateng; Pazzini, El Shaarawy.
A disp.: Amelia, Gabriel, De Sciglio, Zapata, Mesbah, Traoré, Flamini, Yepes, Constant, Nocerino, Bojan, Niang.

All.: Allegri

 

Atalanta (4-4-1-1): Consigli; Bellini, Lucchini, Manfredini, Brivio; Raimondi, Cigarini, Biondini, Bonaventura; Moralez; Denis.

All. Colantuono

15/09/2012

Stramaccioni su Torino-Inter: “Nel calcio contano solo i risultati” 

Link ai commenti alla conferenza di Strama.

By _NERO

su Fabbricainter.com

15/09/2012

Benvenuti 

Ce l'abbiamo fatta, finalmente...la nostra community ha un posto dove chiacchierare.

Cercate di non litigare troppo, però. Il blog è ancora provvisorio, decideremo in seguito come modificarlo.

Per commentare dovete iscrivervi. Chi ha Disqus dovrebbe usare la stessa mail e lo stesso nick, così vi collegherete al vostro account Disqus.

I commenti sono qui sotto. Ci saranno altre pagine, ma Roma non è stata costruita in un giorno...

15/09/2012
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