È tornata la Serie A

by Rouje

Contro il Cagliari l’Inter ha dimostrato una volta in più che certe partite, soprattutto in casa, riesce a dominarle. Se all’inizio dell’anno la banda Spalletti faticava non poco contro le compagini medio-piccole, ora la squadra ha oliato per bene dei meccanismi che le permettono di vincere in scioltezza le partite sulla carta più favorevoli, soffocando l’avversario con una pressione alta e una circolazione fluida e precisa. La qualità e il gioco efficace dell’Inter sembrano però racchiuse tra le mura di San Siro, poichè le trasferte di Torino e Bergamo hanno messo a nudo i limiti di una squadra ancora fragile. Lo scarso apporto dei centrocampisti al bottino dei gol complessivi, la stravaganza e incostanza di Perisic (che sebbene sia il vicecannoniere della squadra vive ancora di troppi momenti di black out) e la ormai pluriennale “Icardipendenza”, sono malattie croniche che l’Inter si porta dietro da tutta la stagione, in alcuni casi anche da prima.

A ben guardare la squadra è solida, soprattutto se paragonata alle sue due concorrenti romane per la lotta al piazzamento Champions. La Lazio quest’anno segna molto, grazie all’apporto di un Immobile estremamente prolifico e di un centrocampo ricco di goleador. I Biancocelesti affollano l’area di rigore, e la natura ad accentrarsi di Luis Alberto consente alla Lazio di rendersi pericolosa sia sugli esterni che in verticale. La squadra di Inzaghi è però tanto solida davanti quanto svagata in fase difensiva: non c’è partita in cui Strakosha non debba chinarsi per raccogliere un pallone insaccato in rete da un giocatore avversario. La Lazio è una squadra folle che gioca a ritmi altissimi e spesso lascia voragini tra il centrocampo e i difensori, che in ripiegamento si ritrovano spesso vulnerabili nei confronti delle ripartenze avversarie.

La Roma è, al contrario dei Biancocelesti, una squadra molto solida. Pur mettendo a segno pochi gol, i Giallorossi sono meritatamente terzi grazie ad un 4-3-3 compatto, che soffoca l’avversario con la pressione dei centrocampisti e l’incessante lavoro dei suoi terzini. Da una parte Kolarov dall’altra Florenzi, la Roma sfrutta moltissimo le sovrapposizioni degli esterni per attaccare la trequarti e per portare un pressing offensivo asfissiante, impedendo alle squadre avversarie di impostare già a partire dalla linea difensiva. Nella rimonta capolavoro dell’Olimpico ai danni del Barcellona, il calcio di Di Francesco si è mostrato nella sua massima espressione: la rapidità e la compattezza del centrocampo unite al martellamento costante degli esterni giallorossi hanno immobilizzato la manovra Blaugrana, invischiando Messi e compagni in una rete indistricabile. Se Dzeko è in giornata, la Roma è forse, insieme al Napoli e alla Juventus, la squadra che in Serie A esprime il calcio più convincente e propositivo.

Sebbene sia l’Inter che la Roma debbano ancora affrontare la Juventus, la Lazio ha sicuramente un calendario più complicato. Affrontare squadre agguerritissime come Torino, Sampdoria e Atalanta non sarà certo uno scherzo, considerando anche il fatto che i Biancocelesti ospiteranno all’ultima giornata l’Inter nello Stadio Olimpico di Roma, per una sfida che si preannuncia importantissima per entrambe le formazioni. I Nerazzurri e i Giallorossi devono invece affrontare squadre come Spal, Udinese, Chievo e Sassuolo, che di certo non dovrebbero rappresentare un problema in nessun caso. La Roma però dovrà anche fare i conti con il doppio appuntamento europeo contro il Liverpool, che sicuramente assorbirà una grandissima parte delle energie fisiche e mentali della squadra di Di Francesco.

Mai come quest’anno la corsa al terzo e quarto posto è stata così esaltante: tre squadre per due piazzamenti, un ritmo serratissimo e un calendario eterogeneo rendono questo testa a testa imprevedibile e vivace. Inter, Roma e Lazio sono squadre dalle caratteristiche peculiari, che esprimono ognuna una diversa idea di calcio. La Lazio è una scheggia impazzita, la Roma una solida corazzata e l’Inter una squadra che, nella giornata giusta, offre delle prestazioni impeccabili difensivamente e offensivamente. Spalletti, Inzaghi e Di Francesco sono tre allenatori dalle idee forti e definite, rappresentano il meglio di una generazioni di tecnici italiani invidiati in tutto il mondo. Icardi, Dzeko e Immobile sono attaccanti che hanno messo insieme numeri mostruosi, in una stagione che per i centravanti di Inter e Lazio significa consacrazione, mentre per la punta della Roma è l’ennesima conferma.

Al di là dei parallelismi e dei confronti, questa sfida a tre sarà emozionante fino alla fine, regalando al campionato italiano una competitività che da tanto mancava e della quale c’era tanto bisogno. La doppia corsa apertissima Napoli-Juve e il trenino Champions Inter-Roma-Lazio è quanto di meglio si possa vedere in un campionato di Serie A: dà lustro al calcio italiano, smentisce la concezione torinocentrica del pallone e fornisce ossigeno importante a un sistema da tempo soffocato dalla monotonia. Ogni tifoso d’Italia dovrebbe ringraziare una stagione del genere, sperando che in futuro possano essercene altre.

 

19/04/2018 Categories: Commenti post-partita Libero pensiero
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